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Home Inchiesta Inchiesta I soldati francesi abusano i bambini di Bangui

I soldati francesi abusano i bambini di Bangui

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di ROSSELLA PERA

La notizia appare per la prima volta mercoledì 29 aprile sul quotidiano The Guardian;

secondo un rapporto interno delle Nazioni Unite, sarebbere stati riscontrati presunti abusi sessuali commessi da soldati francesi sui bambini della Repubblica Centrafricana.

Il quotidiano britannico riporta che l'indagine si concentrerà sui presunti abusi sessuali commessi tra dicembre 2013 e giugno 2014 al campo di M'Poko, presso l'aeroporto di Bangui. I francesi si trovano in Repubblica Centrafricana per la missione Sangaris, volta a fermare le uccisioni di civili della rivolta Saleka, che ha come obiettivo i cristiani, parte delle milizie anti-Bakale che stavano invece attaccando la popolazione musulmana.

Il rapporto comprende testimonianze raccolte sul posto da investigatori delle Nazioni Unite che sembrano aver riscontrato che questi abusi avvenivano dietro il pagamento di una somma di denaro o di una razione di cibo. Sono 16 i soldati incriminati, tutti francesi e la vittima più giovane pare essere un bimbo di soli 9 anni.

L'ONU ha confermato mercoledì che l'indagine si è sttivata nella primavera del 2014, dopo gravissime accuse di sfruttamento e abuso sessuale sui bambini più disagiati. Il ministero della Giustizia ha confermato che il procuratore di Parigi ha aperto l'indagine preliminare il 31 luglio 2014, dopo aver esaminaro il rapporto delle Nazioni Unite. L'unica dichiarazione del portavoce è stata: "L'indagine è in corso, non non abbiamo alcun commento a riguardo".

Al contempo il ministero della difesa francese ha affermato che l'esercito francese prenderà tutte le misure necessarie al fine del raggiungimento della verità su questa drammatica e vergognosa situazione. "Se i fatti verranno dimostrati, saranno garantite pesantissime sanzioni nei confronti dei funzionari, tutto ciò è un affronto intollerabile del valore del soldato"

I fatti sembrerebbero avvenuti sia prima sia dopo la costituzione della missione ONU nel paese. La relazione è stata commissionata dall'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unire e da allora si lavora ad un dossier. Nel mese di luglio 2014 sono stati ascoltate una decina di vittime, tutte maschi.

Andres Kompass, il portavoce e operatore umanitario svedese ha trasmesso la relazione agli inquirenti francesi, dopo aver constatato la lungaggine dell'ONU. Versione contraddetta dall'alto funzionario delle Nazioni Unite che garantisce che qualora Kompass avesse voluto realmente accelerare il processo, avrebbe potuto inviare la Relazione ai giornali già nel mese di luglio.

Kompass finisce così, per la seconda volta, ad essere oggetto di indagine dell'ONU. Già Wikileaks aveva rivelaro un conflitto di interessi sulla questione del Sahara Occidentale; Kompass era infatti sospettato di aver informato i marocchini, impedendo di fatto le indagine sulla questione dei diritti umani. Ovviamente il portavoce ha negato ma il suo computer di lavoro è stato sequestrato e ad oggi non abbiamo notizie a riguardo.

L'intera inchiesta è stata affidata all'Ufficio dei servizi di controllo interno dell'ONU. In attesa delle conclusioni, Andres Kompass risulta essere ancora attivo nel suo ruolo all'interno delle Nazioni Unite, con stipendio pieno.