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“Solidarietà con la rivoluzione bolivariana”

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di GIUSEPPE ROTONDO

Si è tenuto a Napoli il secondo incontro

Si è concluso Sabato 12/04/2014 il secondo incontro di solidarietà con la rivoluzione bolivariana, tenutosi a Napoli nel corso di tre giornate.

L'iniziativa, promossa dall'ambasciata venezuelana italiana e sostenuta da diversi movimenti politici e sindacali, è stata densa di significati, finalizzata principalmente alla diffusione in Italia della esperienza rivoluzionaria venezuelana e più in generale latino-americana.

Il Venezuela, così come altre nazioni del sud America, è riuscito, dopo anni di oppressione e sottomissione diretta e indiretta nei confronti dell'impero americano, a darsi un governo veramente democratico. Ciò è accaduto grazie alla rivoluzione condotta da Hugo Chavez, eletto presidente nel 1998, come capo del movimento quinta repubblica. Da allora il paese ha vissuto trasformazioni epocali: una su tutte la nazionalizzazione del petrolio, precedentemente venduto insieme alla sovranità del paese. La rivalutazione del prezzo del barile ha favorito investimenti pubblici massicci, finalizzati allo sviluppo della persona e non solo all'incremento di dati economici. La disoccupazione e la povertà sono diminuite in modo impressionante, in modo inverso rispetto alle tendenze europee e occidentali. Anche nel campo della sanità e dell'istruzione, le misiones Bolivarianas hanno prodotto risultati significativi, quali l'estensione dell'assistenza sanitaria gratuita alle classi umili, la riduzione quasi totale dell'analfabetismo, la garanzia di un'istruzione gratuita per gli studenti più poveri. Oltre alle importanti trasformazioni interne improntate alla sovranità e al socialismo, il presidente Hugo Chavez si è reso partecipe e promotore di alleanze politiche, economiche e commerciali con gran parte delle nazioni dell'America latina. Questo processo di integrazione ha messo in discussione, minacciato ed indebolito il dominio imperialistico statunitense, sia a livello ideologico che a livello economico, non soltanto sul continente, ma sul mondo intero. Si assiste quindi alla rinascita di nazioni da tempo oppresse. Una rinascita fondata su modelli socio-politici più umani, solidali e sostenibili. Una rinascita in grado di costituire un'alternativa radicale al modello neo-liberale, considerato arbitrariamente da gran parte dei paesi occidentali, come il migliore possibile e immaginabile. Non è un caso che lo scopo principale della rete di solidarietà con la rivoluzione bolivariana, sia quello di porre il Venezuela e l'America latina come esempi concreti, realmente esistenti sulla base dei quali poter progettare una società diversa da quella imposta. Una società più giusta, libera e solidale. Si tratta però di un obiettivo, più che di una vana speranza. Lo spirito della rete è infatti quello di prendere il Venezuela come un insegnamento per attuare una rivoluzione socialista anche in Italia. Partiti, movimenti e sindacati di varia provenienza e di orientamento socialista e comunista organizzeranno, con il contributo dell'ambasciata e del consolato, scambi ed incontri con operai e lavoratori venezuelani.

Certo è che le condizioni sociali italiane sono estremamente differenti da quelle che permisero la rivoluzione in Venezuela. La nazione italiana è infatti un crogiolo di classi tra loro estranee per quanto riguarda la condizione e i bisogni sociali, l'appartenenza politica ed i valori culturali. Urge la necessità di formare un soggetto politico ampio che raggruppi diversi orientamenti politici e che rivendichi il recupero della sovranità politica ed economica, da tempo ceduta ad organismi finanziari sovranazionali quali la Banca centrale europea, la commissione europea e il fondo monetario internazionale.

Solo all'interno di uno Stato autonomo e sovrano, potranno essere sviluppati conflitti tra parti sociali diverse, in quanto lo Stato potrà disporre degli strumenti economici necessari a cambiare lo scenario attuale. Uno scenario contraddistinto dall'impoverimento, dalla precarietà e dalla distruzione di tutti quei diritti sindacali che i lavoratori avevano conquistato in più di 150 anni di lotte sociali.