Il SudEst

Wednesday
Jan 17th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Inchiesta Inchiesta Petizione: Eliminare il PKK dalla lista delle Organizzazioni

Petizione: Eliminare il PKK dalla lista delle Organizzazioni

Email Stampa PDF

 

alt

di MADDALENA CELANO

Terroristiche e liberare Ocalan!

IL PKK COME ESEMPIO DI VERA RESISTENZA POPOLARE E SOCIALISTA ALL'ISIS IN IRAQ.
Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (sigla PKK) è un movimento politico clandestino armato, sostenuto dalle masse popolari (prevalentemente agricole) del sudest della Turchia, zona popolata dall'etnia curda. Inizialmente il gruppo si ispirava al marxismo-leninismo, rivendicando la fondazione di uno stato indipendente nella regione del Kurdistan, similmente agli iracheni Partito Democratico Curdo (KDP) e Unione Patriottica del Kurdistan (KPU) e ai partiti iraniani Partito Democratico del Kurdistan Iraniano e Partito per la Libertà del Kurdistan (PJAK). A partire dal 1999, Ocalan ha abbandonato il marxismo-leninismo, portando il partito ad adottare la nuova piattaforma politica del Confederalismo Democratico (fortemente influenzato dalla teoria del municipalismo libertario). Il gruppo viene tuttavia, da più parti, accusato di terrorismo per i suoi metodi di lotta, ed è attualmente considerata un'organizzazione terroristica da Turchia, USA, Unione europea e Iran.

         Nel devastante conflitto in corso in Medio Oriente, ed in particolar modo riguardo alla situazione attuale dell'Iraq, il PKK rappresenta l'unica reale opzione politica da sostenere per fronteggiare il pericolo terrorista islamico dell'ISIS e il revanscismo imperialista degli USA. Postiamo di seguito le giuste segnalazioni e considerazioni fatte a riguardo dal collettivo Wu-Ming:


  • Un mese fa il PKK ha scompigliato le previsioni sulla guerra in Nord Iraq / Sud Kurdistan. Oggi è la principale forza anti-IS sul campo.

  1. o1b) Per semplicità diciamo “PKK”, includendo anche la sua forza “cugina” siriana, che ha già liberato dall’IS il Kurdistan occidentale.

  • 2) Di questo ruolo del PKK, intorno a cui ruota gran parte delle decisioni prese in questi giorni da USA e UE, parlan tutti i media globali.
  • 
3) Una delle chiavi per capire la situazione è proprio quel che è successo nel Kurdistan “siriano”, oggi zona libera del Rojava.

  • 4) Da quasi 2 anni la guerriglia curda siriana (YPG) infligge pesanti sconfitte all’ISIS/IS, lo stesso accade da circa un mese in Iraq.

  • 5) Ora, provate a cercare sui siti dei giornali italiani, periodo ultimi 30 giorni, queste parole: PKK, YPG, Rojava.

  • 6) Il PKK è una forza di massa laica, socialista libertaria, femminista. In Medio Oriente. E guida una resistenza popolare all’ISIS.
  • 
7) Ci sono altre resistenze all’ISIS, episodi di rivolta e di risposta armata anche da parte di popolazioni arabe sunnite.

  • 8) Correttamente, le forze menzionate considerano l’ISIS il mostro di Frankenstein della guerra di Bush e della politica americana in M.O.

  • 9) Di questo protagonismo i nostri media non parlano. Nello scenario spettrale che dipingono, solo ISIS, gruppi filo-USA e armi USA/UE.

  • 10) C’è gente che fino a ieri l’ISIS manco sapeva cos’era e oggi dice che senza gli USA avanzerà la barbarie, quei popoli sono spacciati ecc.
  • 11) Di contro, c’è gente che non ha certo aspettato le cazzate lavacoscienza dei nostrani leoni da tastiera per sfidare (e battere) l’ISIS.

  • 12) Mentre PKK e compagn* fermavano l’ISIS e salvavano civili, USA/UE le tenevano (tuttora le tengono) nella lista dei gruppi “terroristi”.

  • 13) Dal giorno stesso in cui PKK e YPG son intervenuti in Nord Iraq, diffondiamo notizie e analisi sulla situazione e sulla guerra all’ISIS.

  • 14) PKK e YPG sono intervenuti quando i Peshmerga curdi filo-USA si sono sbandati a Sengal e altrove di fronte all’avanzata ISIS.
  • 
15) L’ISIS era in Nord Iraq da settimane, faceva stragi, stuprava, decapitava, occupava città che poi PKK e YPG hanno liberato.

  • 16) Mentre l’ISIS faceva tutto questo, Obama era fermo come un paracarro. Appena PKK e YPG hanno “sconfinato”, ha annunciato bombardamenti.

  • 17) RIbadiamolo: di tutto questo i giornali italiani hanno scritto poco o – più spesso – niente. La controprova è facile, fate la ricerca.

  • 18) Dopo la morte di Foley, c’è il ricatto morale: o con gli USA o con l’ISIS! Come se gli uni non avessero colpa dell’esistenza dell’altro.
  • 
19) Come se non esistessero forze che da tempo sconfiggono sul campo l’ISIS in totale autonomia, nel disinteresse dei ns. “falchi”.

  • 20) Per inciso, molti combattenti in prima linea sono donne. Cosa che fa sclerare una forza ultra-misogina come l’IS/ISIS.

  • 21) Ogni volta che gli USA sono intervenuti in M.O. hanno prodotto mostri sempre peggiori, ormai lo dicono molti analisti americani.

  • 22) Se qualcuno ancora pensa che saranno gli USA a togliere le castagne dal fuoco e riparare la situazione in Iraq, è illuso o in malafede.

  • 23) Dall’altra parte (ma solo in apparenza) ci sono gli idioti che hanno scambiato l’IS/ISIS per una resistenza antimperialista.

  • 24) L’ISIS è una forza d’invasione multinazionale che ha un progetto non di “liberazione” ma di conquista. Sono predoni capitalisti.
  • 
25) L’ISIS, fin dal nome, è un progetto coloniale e imperialista. “Sub-imperialista”, se preferite. Non c’è liberazione nel Califfato.
  • 
26) L’ISIS è una forza nata grazie a potenze reazionarie (regionali e globali), e aspira allo status di potenza reazionaria.

  • 27) L’«antimperialismo degli imbecilli» si basa sul pensiero bidimensionale: «Il nemico del mio nemico è mio amico».

  • 28) Ma non sempre il nemico del mio nemico è *davvero* suo nemico, e a prescindere da questo, spesso è a pari modo *mio* nemico.
  • 29) Pensare che per andare contro gli USA si possa essere un po’ più “teneri” con l’ISIS è un’aberrazione, chi lo pensa è un nemico, punto.

  • 30) Di contro, chi dice che l’unico modo di essere contro l’ISIS sia appoggiare nuovi interventi USA, o ignora i fatti, o sta truffando.
[fonti: http://www.ilcorsaro.info/altrove-2/isis-e-guerra-in-iraq-i-30-punti-di-wu-ming.html, http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_dei_Lavoratori_del_Kurdistan, http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/22/curdi-il-pkk-argina-il-terrorismo-non-ne-fa-parte/1096126/] e I MAESTRI DEL SOCIALISMO







            
ISIS e guerra in Iraq. I 30 punti di Wu Ming 
www.ilcorsaro.infoLa band di scrittori Wu Ming ha pubblicato ieri su Twitter 30 considerazioni, piuttosto interessanti e condivisibili, su quello che sta succedendo in...



















      Conclusione: per questa ragione riteniamo immotivate ed anacronistiche le posizioni della Comunità Internazionale che si ostina ad incasellare il PKK come "forza-terroristica":  Il PKK combatte il terrorismo e non ne fa parte.











            Il Pkk va eliminato dalla lista delle organizzazioni terroriste, come richiesto da tempo da varie personalità e affermato dal Tribunale di prima istanza dell’Unione europea. Esso infatti rappresenta oggi uno degli argini al terrorismo fondamentalista e una delle forze motrici per un nuovo Medio Oriente dove sia posto fine al terrorismo, ai massacri e alla violenza settaria. Così come va liberato al più presto Abdullah Ocalan, leader del popolo kurdo di Turchia e principale ideatore del disegno di tale nuovo Medio Oriente. E' la stessa richiesta, tra l' altro, riportata da Fabio Marcelli per Il Fatto Quotidiano.











            
 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/22/curdi-il-pkk-argina-il-terrorismo-non-ne-fa-parte/1096126/











           FIRMARE:

                        
 
Sito: https://www.change.org/p/ai-governi-mondiali-togliere-il-pkk-dalla-lista-delle-organizzazioni-terroristiche-e-liberare-ocalan?recruiter=180104651&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_facebook_responsive&utm_term=des-lg-no_src-no_msg