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2014: La strage dei palestinesi

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di ROSSELLA PERA

Proprio quando i negoziati israelo-palestinesi sembrano più in stallo che mai, Proprio quando i negoziati israelo-palestinesi sembrano più in stallo che mai,

le Nazioni Unite ci rivelano un dato allarmante: il numero dei civili palestinesi uccisi negli scontri con Israele nel 2014 ha raggiunto un livello senza precedenti. Il dato più grave registrato dalla Guerra dei Sei Giorni del giugno 1967. Questo è quanto ci indica il rapporto delle Nazioni Unite pubblicato giovedì 26 marzo.

Il maggior numero di decessi sembra avere a che fare con la campagna "di protezione confini" lanciata nell'estate del 2014 da parte dell'esercito israeliano sulla Striscia di Gaza.

Nel corso di questa operazione più di 1.500 civili sono stati uccisi, 11.000 feriti e 100.000 sfollati. Tutte persone in cerca di una casa, a detta del Rapporto annuale dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari nei Territori Palestinesi occupati (OCHA).

In totale i palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza (tra cui i combattenti) sono 2.220. Tra le vittime sono inclusi 550 bambini, come comprova il documento. Da parte israeliana si contano invece 73 decessi, di questi 67 erano soldati.

Nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme Est contiamo 58 palestinesi uccisi e 6.028 feriti nel 2014. Il rapporto sottolinea che è il livello più alto raggiunto nel corso degli anni. Nel medesimo periodo si contano 12 israeliani uccisi. Il numero di palestinesi detenuti per "ragioni di sicurezza" è aumentato del 24%, con oltre 5.258 prigionieri.

A Gerusalemme Est sono 1.215 i palestinesi cacciati dalle loro case, distrutte dalle autorità israeliane. Il rapporto OCHA condanna anche la continua espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, contraria a quanto previsto dal diritto internazionale. "In totale, circa 4 milioni di palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza sono rimasti schiacciati da un regime di occupazione militare israeliana" lamenta OCHA.

Ma gli attacchi delle ONG non sono unilaterali. Amnesry Internetional da parte sua ha denunciato in una dichiarazione, il palese disprezzo "per le vite dei civili israeliani da parte dei gruppi armati palestinesi" e punta il dito contro il movimento islamico Hamas, che controlla il territorio della Striscia di Gaza.

"I gruppi armati palestinesi devono interrompere tutti gli attacchi rivolti ai civili, spesso vittime di aggressioni indiscriminate", asserisce l'Ong con sede a Londra. L'organizzazione sottolinea, tuttavia, che "il fatto che gruppi armati palestinesi possano aver commesso crimini di guerra, sparando in maniera indiscriminata razzi e colpi di mortaio, non assolve le forze israeliane che devono rispettare i loro obblighi".

I palestinesi hanno annunciato la loro intenzione di chiamare in causa, entro il 1° aprile, presso la Corte penale internazionale, i leader israeliani accusati di crimini di guerra e di persecuzione e colonizzazione.