Il SudEst

Friday
Jan 19th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Inchiesta Inchiesta Riarmo ucraino?

Riarmo ucraino?

Email Stampa PDF

 

alt

di ROSSELLA PERA

Angela Merkel e Francois Hollande hanno provato, lo scorso 5 e 6 febbraio, una mediazione nella disputa tra Ucraina e Russia.

Questa crisi è stata al centro del dibattito che si è tenuto alla Conferenza sulla sicurezza in Europa, conclusa l'8 febbraio a Monaco di Baviera.

Secondo quanto affermato dal Consulente della Fondazione speciale per la Ricerca Strategica, Francois Heisbourg, è indispensabile che venga previsto un aiuto economico e militare per Kiev.

Se non adeguatamente supportata l'Ucraina potrebbe crollare.

Tuttavia nel dibattito si sottolinea anche che non sarà sufficiente armare il Paese, il supporto deve essere totale.

La linea che ha avuto la maggiore è sicuramente quella che auspica il raggiungimento di un compromesso, prima dell'irreparabile.

Piuttosto che cedere alle lusinghe dell'ira di guerra, sarebbe d'uopo ascoltare le ragioni di entrambe i fronti, e quelle dei loro “sponsor”. Ad esempio, dare maggior autonomia alle regioni di lingua russa, potrebbe contribuire a calmare le acque.

Tra le posizione emerse alla Conferenza, interessante quella di Stephane Delroy, specialista in materia di difese e anch'esso membro della Fondazione per la Ricerca Strategica con carica di responsabile.

Secondo l'idea di Delroy il nodo è anche “monetario”: i paesi occidentali non dovrebbero portare lo scontro con Mosca nel campo economico.

Indubbio che all'interno delle diverse constatazioni, il dibattito all'annuale Conferenza di Monaco ha riguardato soprattutto un interrogativo: Dobbiamo contribuire e spronare l'Ucraina al riarmo? Abbiamo i mezzi per aiutare Kiev senza impegnarci apertamente in un conflitto?

Un anno dopo lo scoppio della crisi in Ucraina, che ha riportato lo spettro della guerra nel continente europeo, le relazioni tra Russia e Occidente si avvicinano pericolosamente alla soglia della frattura irreparabile.

Gli scontri tra separatisti nell'area sud orientale e le truppe del Governo centrale hanno trasformato questo paese in un campo di battaglia strategico, degno della Guerra Fredda.

Mikhail Gorbaciov, il padre della Perestroika, aveva contribuito in maniera non secondaria a porre fine a quel confronto durato un quarto di secolo. Oggi lo stesso Gorbaciov teme che l' Ucraina divenga il suolo dello scozzo militare tra il blocco occidentale e l'ex madre patria sovietica.

Ad oggi, purtroppo, non siamo ancora in grado di stabile se gli attori principali di questo conflitto agiscano per proprio conto, o se si siano ridotti al rango di mercenari in una guerra per procura.

Lasciati a loro stessi, i protagonisti non sono in grado di trovare altra soluzione alla guerra civile.

Eppure la stagnazione del conflitto non soddisfa gli interessi degli “sponsor” dei belligeranti né ad est, né ad ovest.

Dobbiamo poi concludere con un'osservazione d'obbligo: oltre ad immagini di sofferenza umana e distruzione nel cuore dell'Europa, la situazione ucraina comincia a provocare divisioni all'interno dell'Unione Europea e a disturbare l'agenda internazionale.

Un'agenda internazionale che quotidianamente si va trasformando, anteponendo la questione europea ad altre priorità come la lotta contro il fondamentalismo islamico.

Sappiamo però bene che qualsiasi ipotesi di pacificazione sarà inefficace senza la cooperazione tra Occidente e Russia.