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Home Inchiesta Inchiesta Il Brasile, per la prima volta, sostiene il Bloqueo contro Cuba

Il Brasile, per la prima volta, sostiene il Bloqueo contro Cuba

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di MADDALENA CELANO

Bolsonaro da sempre contro Cuba

Durante il voto in seno all'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, questo 6 e 7 novembre 2019, Cuba ha ricevuto un enorme sostegno dalla comunità internazionale, quando 187 Stati membri hanno espresso la propria opinione contro l'accerchiamento economico, commerciale e finanziario.

Si sono astenuti solo due paesi: Colombia e Ucraina; mentre Stati Uniti, Israele e Brasile hanno votato contro la revoca del blocco e sono stati isolati dalle rivendicazioni della maggioranza della comunità internazionale.

I media affermano che l'ambasciatore Mauro Vieira, capo della missione permanente di Brasilia presso le Nazioni Unite, ha cercato di convincere l'esecutivo ad almeno astenersi, ma il cambio di posizione a favore dell'assedio fa parte della presentazione di Bolsonaro a Washington.

I commentatori politici affermano che l'ex militare risponde al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Trump riprende la politica ostile nei confronti di Cuba, con la ripresa di misure punitive nei confronti di compagnie, banche, restrizioni di viaggi e tagli, tra gli altri, alla quantità di rimesse.

Gli analisti avvertono che questo cambiamento, a favore dell'assedio contro Cuba, è dovuto più al tentativo del presidente brasiliano di rafforzare l'allineamento ideologico con Trump.

Senza ancora assumere il potere, Bolsonaro ha cercato di penalizzare, nel novembre 2018, le compagnie mediche cubane che forniscono assistenza sanitaria gratuita, nelle aree rurali e depresse del mondo.

Sin dalla sua campagna elettorale, Bolsonaro ha scatenato un attacco frontale al programma More Doctors, in base al quale i medici dell'isola caraibica hanno fornito servizi alle popolazioni bisognose in Brasile, con risultati positivi sul tasso di salute della popolazione.

Gli attacchi di Bolsonaro, ai medici cubani, hanno causato la cancellazione, da parte di Cuba, della sua partecipazione a quel programma.

Gli operatori sanitari cubani hanno curato piú di 60 milioni di brasiliani, in luoghi di povertà, dove i medici brasiliani si rifiutano di andare.

Quando La Habana decise di non partecipare al programma, il governo di Bolsonaro non coprì in alcun modo le lacune sanitarie. L'improvviso cambiamento, nella politica estera, di Bolsonaro annullò una serie di progressi che erano stati registrati durante i governi di Luiz Inacio Lula da Silva e Dilma Rousseff.