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Home Inchiesta Inchiesta Bolivia. Convergenza Socialista rifiuta nettamente l’autoproclamazione di Jeanine Áñez

Bolivia. Convergenza Socialista rifiuta nettamente l’autoproclamazione di Jeanine Áñez

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Rete solidarietà Rivoluzione Boliviana

Convergenza Socialista si rifiuta di riconoscere la senatrice dell'opposizione boliviana, Jeanine Áñez, che ha assunto, questo martedì, la presidenza provvisoria della Bolivia in "successione costituzionale”,  nonostante i dubbi sul quorum raggiunto  dall'Assemblea legislativa plurinazionale. "In assenza del presidente e del vicepresidente, in qualità di presidente del Senato, assumo immediatamente la carica di presidente dello Stato", ha dichiarato Añez.


La senatrice dell'opposizione Jeanine Áñez,  ha dichiarato che Evo Morales è in esilio in Messico, "è partito perché non ha osato" rispondere al Paese. “... ora è in Messico e vuole vedersi vittima,  vuole ingannare il mondo intero dicendo che quello che è successo in Bolivia è stato un duro GOLPE”, ha detto Ánez in un'intervista alla CNN spagnola. La presidentessa ad interim, nel palazzo del governo, con una Bibbia in mano, afferma di aver agito come stabilito nella Costituzione. Ha assunto la presidenza provvisoria perché "non poteva esserci assenza dello Stato" di fronte agli atti di "vandalismo in strada".


Non era chiaro se la mossa avrebbe placato i disordini nella capitale dell'altopiano, de La Paz, e in altre città. Le riprese video di martedì hanno mostrato la polizia in lotta contro i sostenitori di Morales, nella città di Cochabamba e manifestanti mascherati che chiedevano la guerra civile. Morales, che ha cercato di trasformare la Bolivia in un’ autentica democrazia,  come primo presidente indigeno, è atterrato questo martedì in Messico impegnandosi a mantenere la sua "lotta" politica; dopo essersi dimesso sulla scia delle proteste di massa sulle contestate elezioni del 20 ottobre. Morales ha chiamato la mossa di Áñez, per rimpiazzarlo, parte del "colpo di stato più astuto e disastroso della storia", mentre un senatore del suo partito ha annunciato nuove proteste a partire da martedì.


Nella roccaforte di Morales, migliaia di persone si sono radunate per protestare contro il suo esilio, dicendo che l'ex presidente è stato l'unico uomo che ha portato "dignità" alla comunità indigena. Gli indigeni temono un ritorno dell’apartheid e delle discriminazione, secondo quanto riportato dalla cronista Teresa Bo di Al Jazeera, che era in città.


Aerei da combattimento militari volano ripetutamente su La Paz, in uno spettacolo di forza che fece infuriare i lealisti di Morales che erano già in città, ma a cui fu impedito di raggiungere la piazza principale. "Non abbiamo paura!" hanno gridato i manifestanti.


Un sostenitore del deposto presidente della Bolivia, Evo Morales, sventola una bandiera Wiphala (bandiera simbolo delle comunità indigene) durante una protesta a La Paz. "Evo era come un padre per me. Avevamo una voce, avevamo diritti", ha detto Maria Apasa, 35 anni. Come Morales, fa parte del gruppo indigeno Aymara.


La partenza di Morales è stato un evento drammatico per i pastori dei lama degli altopiani boliviani, per i sindacati e per i cocaleros che, come presidente, ha contribuito a sollevare  dalla povertà, aumentando i diritti sociali e presiedendo più di 14 anni di stabilità e crescita economica, nel paese più povero del Sud America. Morales si è fatto da parte poco dopo aver accettato le richieste di nuove elezioni da parte dell'Organizzazione degli Stati americani (OAS), che ha riscontrato irregolarità nel processo elettorale.


Mariana Sanchez di Al Jazeera a La Paz afferma che le tensioni a La Paz sono in aumento. "C'è molta frustrazione e ci sono molte persone - seguaci di Morales - che non sono contente di questa decisione; questa nomina del presidente ad interim".


Convergenza Socialista, ripudia la politica di apartheid informativa che oscura le migliaia di proteste organizzate dai sostenitori del legittimo presidente boliviano (Evo Morales), nonché le politiche neoliberiste e segregazioniste che il nuovo e abusivo governo boliviano si accinge a portare avanti. Convergenza Socialista è e sarà avversario politico deciso del burattino Añez e di tutti i suoi sponsor, endogeni ed esogeni. Convergenza Socialista lavorerà per il ripristino della legalità, della democrazia e supporterà in qualsiasi modo il ritorno alla presidenza del legittimo Presidente Evo Morales.