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Home Inchiesta Inchiesta Bollettino n. 171 del 8-11-2019

Bollettino n. 171 del 8-11-2019

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di STEFANO ORSI

 

Situazione operativa sui fronti siriani del 8-11-2019



Torniamo ad esaminare le zone di maggiore crisi nel mondo, in questi mesi diversi Paesi del sud America si stanno destabilizzando e in questo processo non mancano repressioni violente come anche violente proteste e tentativi di colpo di stato, paradossalmente il Venezuela appare al momento come un rifugio di serenità, forte dell'aver superato con grande prova di unità, tutti i tentativi da parte degli Stati Uniti di provocare rivolte e addirittura un golpe finito in operetta.

Iniziamo comunque dal Medio Oriente.

Siria

Sono diminuiti gli scontri tra le forze filo-turche delle FSA, i cosiddetti “ribelli moderati”, in quanto i fronti a nord est vanno stabilizzandosi entro i confini stabiliti negli accordi di Sochi tra Turchia e Russia.

Sono diminuiti, ma non del tutto scomparsi. Nell'area di Tel Tamer in questi giorni si sono infatti registrati violenti scontri a fuoco per il controllo di alcuni villaggi occupati dopo il cessate il fuoco dalle forze FSA, anche lungo la M4 sono stati registrati episodi simili, il ruolo strategico di questa importante arteria stradale non è certamente sconosciuto ai turchi.

https://www.youtube.com/watch?v=MzbpnGnXaes

Il giorno 7 si sono avuti scambi di artiglieria e mitragliatrici in alcuni villaggi sulla linea di contatto del distretto di Manbij.

Purtroppo dovremo farci l'abitudine, avendo seguito per anni la crisi nel Donbass, so che le tregue con unità armate in stretto contatto sono in realtà quelli che si definiscono conflitti a bassa intensità.

L'esercito siriano nel frattempo prosegue un lento ma costante rafforzamento delle sue forze presenti in questo settore della Siria, anche una intera Brigata della 3° Divisione Corazzata è arrivata presso Tel Tamer con i suoi preziosi carri T72, la 3° Divisione rappresenta una delle unità dell'SAA più attive in questi anni di guerra e sicuramente è forte di una grande esperienza di combattimento. In seguito è arrivata anche una ulteriore intera Brigata corazzata, la 51° della 10° Divisione, altra unità che porta una importante forza d'urto in grado di reggere bene ad ogni attacco delle FSA o anche delle forze turche se necessario, anch'essa è dotata di carri T72.

Il dispiegamento siriano nel nord-est della Siria, sta portando sempre più vicine le forze del governo e quelle di occupazione americane che ancora rubano il petrolio siriano anche dagli impianti del nord est da cui avrebbero dovuto ritirarsi stando alle loro infide dichiarazioni.

Durante il dispiegamento alcune unità SAA hanno avuto modo di riappropriarsi dell'impianto estrattivo di Mullah Abbas sito lungo il confine siro-turco.

Il dispiegamento sta procedendo in direzione di Al Malikiyah e presto sarà completato, dopodiché passeranno ad occuparsi delle aree interne e , si spera del disarmo di quelle milizia che non intendano regolarizzare e ufficializzare di fronte alla legge la loro condizione e presenza.

Se ricordate quanto avevamo scritto nei precedenti articoli, era stato spiegato come la natura delle prime unità dell'SAA giunte al fronte per sostenere le SDF contro l'avanzata delle FSA, non fosse quella di unità di rilievo o di prima linea, anzi, tutt'altro, come traspariva dalle immagini che li vedevano su camion e mezzi civili, arrivare nei villaggi da difendere, poche armi, pochi rifornimenti, niente armi pesanti o supporto di artiglieria. Non appena sono giunti in loco rinforzi di adeguata qualità e addestramento, subito le avanzate filo turche hanno subito un pesante blocco, e da alcuni giorni, vedono invece tornare i villaggi da loro presi dopo la firma degli accordi di Sochi, sotto il legittimo controllo siriano, segno evidente che l'impiego di truppe di prima linea sia sufficiente, anche senza appoggio aereo, a contenere e sconfiggere le migliori milizie delle FSA.

Vedremo cosa accadrà quando arriveranno nei pressi degli importanti impianti di Al Rumailan, già ora iniziano a contendersi il vicino varco di frontiera con l'Iraq presso Al Yaroubiyah.

Le recenti dichiarazioni di Washington secondo le quali i proventi del petrolio resterebbero alle SDF, rappresenta un nuovo atto di corruzione dei capi di queste milizie, di cui fa parte anche l'YPG, nei giorni scorsi si è arenata la trattativa per accogliere molte milizie locali facenti parte dell'YPG ed SDF nelle fila degli inquadramenti siriani, si presume per il trattamento economico sfavorevole, aggiungiamo anche che così facendo i proventi del petrolio andrebbero al popolo siriano per la ricostruzione del Paese e non più nelle loro avide tasche, si parla dei capi, e pertanto proseguono nel loro appoggio all'occupazione della Siria agendo per ciò che sono, truppe mercenarie.

A sud , nel frattempo, l'ISIS torna rinvigorita con mezzi e munizioni fornita da potenti e vicini alleati, la base americana presso Al Tanf è sempre molto attiva in questo, e attaccano , guarda a caso le installazioni petrolifere siriane ad est di Homs e nei pressi di Deir Ezzour. In due giorni si sono registrati due attacchi che sono stati respinti con forza dall'esercito siriano. In questo settore operano ancora truppe legate all'Iran, molto impegnate sul fronte della lotta al terrorismo, oltretutto hanno sempre ottemperato agli accordi con la Russia e la Siria allontanandosi dal confine dei territori siriani occupati da Israele per togliere ogni scusa di possibile attacco o minaccia a Telaviv, ma ciò non ha impedito allo stato criminale e sionista di proseguire nei suoi attacchi aerei illegittimi sul suolo siriano.

Dobbiamo notare come gli attacchi dell'ISIS stiano anche mirando ai rifornimenti siriani diretti a nord est del Paese, segno evidente che ancora queste bande di veri mercenari neri non abbiano mai agito per il Califfato, ma esclusivamente per favorire gli interessi degli attuali occupanti il territorio siriano.

Da fonti russe è emersa la richiesta avanzata da Mosca di prendere in carico una seconda base aerea in Siria, la richiesta avanzata riguarderebbe l'aeroporto di Qamishli, rimasto sempre attivo in questi anni, e rappresenterebbe un vero e proprio pezzo di Russia in Siria similmente a quanto è stato sottoscritto per le basi di Hemeimin e di Tartus.

La posizione nel cuore del medio oriente ne farebbe una base di rilevante importanza.

La gittata massima degli S400 è infatti di circa 400 Km per i prossimi S500, che saranno una generazione completamente nuova e non solo un perfezionamento dei predecessori, si parla di addirittura 600 Km di gittata e capacità anti-satellite, c'è di che far pensare.

Sono due giorni che l'aeroporto di Qamishli è molto trafficato di aerei cargo il cui contenuto per ora non ci è dato conoscere, si parla in forma generica di attrezzature belliche.

Veniamo ad Idlib.

Tornata agli onori delle cronache per la presunta eliminazione di Al Baghdadi, la 5 in pochi anni, questa provincia è tornata un punto rovente dei fronti siriani, non solo per via della ripresa dei bombardamenti russi e ora anche siriani mediante i caccia bombardieri, sono stati colpiti numerosi siti di interesse bellico in preparazione della prossima e auspicata offensiva.

Le Unità migliori presenti in Siria sono ancora tutte qui, dalla 4° Divisione con le sue Brigate corazzate, a diverse Brigate della 3° Divisione, dalle Unità Tigre, in realtà ora sarebbero 25° Divisione Unità Missioni Speciali, e anche il 5° Corpo d'Armata è presente e schierato sul fronte est. Sono poi stati segnalati rinforzi arrivare a nord, sul fronte di Aleppo.

Da giorni si susseguono attacchi contro le solite postazioni difensive di Kabani, villaggio di montagna disgraziatamente in strategica posizione, che appare inespugnabile, molte le vittime su questo fronte, da parte siriana sono abbastanza note, mentre tutto tace da fonti jihadiste.

Presto partirà la nuova offensiva per la liberazione di Idlib e quindi dovremo aspettarci di tutto, dalla ripresa della campagna di stampa contro l'esercito siriano ed in favore della parte peggiore , più estremista e sanguinaria tra le milizie jihadiste di questa guerra, HTS Hayat Tahrir al Sham o Al Qaeda, qui operano infatti i famigerati “Elmetti Bianchi” milizia celata sotto le vesti della “protezione civile” e che è addetta alla propaganda visiva, girando film che narrano dei loro interventi in favore della popolazione, o finti salvataggi che prevedono copioni molto ben rodati, come la fermata dell'ambulanza e la rinomata corsa dei 400 metri ad ostacoli tra rovine molto ben aggirabili anche dal mezzo motorizzato, poi aggiungono delle varianti sul caso, dal bambino piccolo, truccato per sembrare ferito, e sballottato in corsa in maniera inumana e mortale in caso di vere ferite, chiedete ad un qualunque medico e vi spiegherà bene. Notiamo sempre come la stampa occidentale finga di dimenticarsi in giusto un paio di giorni ciò che ha scritto poc'anzi, dimentichi degli articoli dei WH, elmetti bianchi, che accusavano i Curdi di attaccare i civili e colpire gli ospedali dei villaggi appena conquistati dai turchi, (quali ospedali???) fatti clamorosamente inventati ma coerenti con la loro strategia comunicativa, ed ecco che appena usano la stessa strategia di comunicazione, ma contro la Siria, subito gli articoli si infiammano di accuse pesanti anche se basate solo ed esclusivamente sulla parola di terroristi appartenenti ad Al Qaeda.

Se si possono ritenere fonti affidabili per la nostra stampa, siamo davvero fregati.

Gli USA che fanno?

Al momento stanno rafforzando la loro posizione a sud, costruiscono una seconda grossa base attorno alle aree petrolifere e minacciano, tanto e violentemente, di voler colpire chiunque si frapponga alla loro volontà di mantenere il controllo dei pozzi di petrolio, ma ci tengono a specificare che i loro proventi andranno tutti alle forze SDF e non agli USA, che così eviteranno di doverli pagare direttamente per i loro servigi.

Facciamo finta di crederci, finora cosa hanno ceduto? In verità nulla, i territori passati ad altri rappresentano un ulteriore carico di lavoro per le forze siriane che al momento NON hanno ottenuto di concludere un vero accordo di alleanza con l'YPG che prosegue su una linea ambigua e viscida, non vogliono passare sotto controllo siriano, e allo stesso tempo restano e si proclamano alleati degli USA, ma hanno chiesto aiuto alla Siria quando sbaragliati dai filo turchi. Mi chiedo come si possano giudicare moralmente persone che tengano una simile condotta.

Eppure i nodi, presto o tardi arriveranno al pettine e il momento delle scelte chiare arriverà in maniera ineluttabile.