Unicef: drammatica la situazione dei bambini in zone di guerra

Venerdì 29 Dicembre 2017 00:00
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di MICHELE PETTINATO

Sono usati come scudi umani, uccisi o reclutati per combattere.

 

E’ la drammatica situazione dei bambini secondo l’Unicef nei conflitti in Iraq, Siria, Yemen, Nigeria, Sud Sudan e Myanmar. Secondo l'Unicef, quest'anno i bambini che vivono in zone di conflitto in tutto il mondo continuano a soffrire a causa di un numero impressionante di attacchi.

In Afghanistan, circa 700 bambini sono stati uccisi. In Nigeria e Camerun,  Boko Haram ha costretto almeno 135 bambini ad agire in attacchi bomba suicidi - un numero 5 volte più elevato rispetto al 2016. Nella Repubblica Centrafricana, un rilevante incremento delle violenze ha determinato la morte, lo stupro, il rapimento e il reclutamento da parte di gruppi armati di diversi bambini.

In Congo, le violenze hanno costretto 850 mila bambini a lasciare le proprie case, mentre oltre 200 centri sanitari e 400 scuole sono stati attaccati. Si ipotizza che 350 mila bambini abbiano sofferto di malnutrizione acuta grave. Non cambia la situazione in Iraq, Siria, Myanmar, Sud Sudan e Yemen con bambini usati come scudi umani, intrappolati sotto assedio, sono diventati obiettivi di cecchini e hanno vissuto intensi bombardamenti e violenze.


In Yemen, almeno 5 mila bambini sono morti o sono stati feriti, ma il numero reale potrebbe essere molto più alto. Oltre 11 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria.

Nei conflitti, in tutto il mondo, come ricordato dall’Unicef, i bambini sono diventati obiettivi in prima linea. Pagano il prezzo indiretto di questi conflitti e soffrono di malnutrizione, malattie e traumi, dato che i servizi di base - che comprendono accesso a cibo, acqua e servizi igienici e sanitari - vengono loro negati, danneggiati o distrutti durante i combattimenti.

Per tale ragione, L’Unicef ha chiesto a tutti gli Stati che possono esercitare influenza sulle parti in conflitto di intervenire per proteggere i bambini.