Il SudEst

Tuesday
Nov 13th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Inchiesta Inchiesta Omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia: fermati i presunti assassini

Omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia: fermati i presunti assassini

Email Stampa PDF

di MICHELE PETTINATO

Un omicidio che finalmente trova i suoi presunti assassini.

 

 

 

La polizia maltese ha formalizzato l’arresto dei fratelli Alfred e George De Giorgio e Vincent Muscat per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia. Le forze dell’ordine hanno ormai pochi dubbi sul fatto che si siano proprio loro gli esecutori materiali dell’omicidio avvenuto il 16 Ottobre scorso. Tutto questo, grazie alle tecnologie sofisticate messe a punto dall’Fbi.

Analizzando le celle telefoniche, gli investigatori sono giunti così agli assassini. Seguendo le medesime utenze, si è poi riusciti a ricostruire tutto quello che ha portato all’esplosione della Peugeot a bordo della quale viaggiava Daphne. L’sms con l’ordine di procedere all’esplosione è partito da una barca, all’interno di un porto vicino. Lo stesso telefono è stato poi ritrovato in fondo al mare.

La giornalista era diventata famosa nel mondo grazie al suo blog Running Commentary per aver messo in imbarazzo il governo maltese, in particolare il premier Muscat. Galizia ha infatti svelato che la Egrant Inc, una società registrata a Panama e di cui fino ad allora non era mai stato individuato il beneficiario finale, appartiene a Michelle Muscat, la moglie del primo ministro. La giornalista ha pubblicato alcuni documenti che dimostrano come la società panamense nel 2016 abbia ricevuto diversi bonifici, il maggiore dei quali da oltre 1 milione di dollari, da parte della Al Sahra FZCO, una offshore registrata a Dubai e appartenente a Leyla Aliyeva, figlia del dittatore dell'Azerbaigian Ilham Aliyev. Insomma Galizia ha rivelato – con tanto di documenti pubblicati online – che la moglie del premier maltese ha ricevuto milioni di euro dal regime azero.

Il quale negli ultimi anni ha firmato parecchi accordi in campo energetico con il governo laburista de La Valletta.

Tali accuse di corruzione sono state confermate da un evento avvenuto la notte del 20 aprile stesso. Poco dopo la pubblicazione della notizia sulla offshore panamense della moglie del premier, i giornalisti delle maggiori testate locali sono andati sotto la sede maltese della Pilatus Bank, la banca presso cui la Egrant aveva aperto il conto corrente. E hanno filmato una scena che ha fatto il giro delle tv dell'isola: il proprietario e presidente della banca, l'iraniano Seyed Ali Sadr Hasheminejad, usciva dalla porta secondaria dell'istituto di credito con delle grosse valigie in mano con i presunti documenti delle società finite nell'occhio del ciclone,  Hasheminejad ha negato categoricamente l'ipotesi, spiegando di trovarsi in ufficio a quell'ora per preparare un consiglio d'amministrazione, e aggiungendo che quelle borse non erano altro che i bagagli necessari per un viaggio di lavoro. Versione che non ha per nulla placato le polemiche nei confronti di Muscat e della sua squadra e che oggi, finalmente, individua i primi colpevoli per l’omicidio di una brava e competente giornalista.