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Home Inchiesta Inchiesta Ex Jugoslavia: Mladic condannato per crimini contro l’umanità

Ex Jugoslavia: Mladic condannato per crimini contro l’umanità

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di MICHELE PETTINATO

Una condanna esemplare, per crimini contro l’umanità.

 

Questi i capi d’accusa contro Ratko Mladic, il macellaio di Srebrenica. Si è concluso così l’atteso processo per le guerre che portarono alla fine della ex Jugoslavia

Nella sentenza, il giudice Orie ha sottolineato che questo processo rappresenta un avvertimento per quanti continuano a perpetrare tali crimini nel mondo, perché non sfuggiranno alla giustizia.

Ratko Mladic è stato riconosciuto dai giudici colpevole di ben dieci degli undici capi d'accusa. Tra questi il massacro di Srebrenica chiamato dalla Corte “genocidio”, crimini contro l'umanitá, crimini di guerra, l'aver avuto un ruolo da protagonista in un'associazione criminale con lo scopo di eliminare la popolazione non serba dalla Bosnia, operazioni sanguinose di pulizia etnica, responsabilità in stupri, stermini, stupri di massa, ruolo decisivo nel bombardamento d'artiglieria effettuato dalle forze serbe di Bosnia per mesi contro la capitale bosniaca Sarajevo, nei mesi di assedio che portarono alla morte di diecimila civili.


Il “macellaio dei Balcani”, concluderà i sui giorni in carcere. Tra le vittime, ben 8372 uomini e adolescenti maschi massacrati a Srebrenica e i civili macellati dalle cannonate a Sarajevo, e le vittime in altre stragi a motivazione etnica in Bosnia.

La guerra di secessione della Bosnia-Erzegovina contro la Jugoslavia, che da Stato federale come il maresciallo Tito l'aveva lasciata morendo era divenuta uno Stato centralista dominato dai serbi fu la terza dopo il breve conflitto con la Slovenia e il lungo, sanguinoso conflitto con la Croazia.

Nonostante la difesa di truppe dei caschi blu, fu circondata dalle forze forze serbo-bosniache guidate da Mladic che, presa la città, consentí ai soldati olandesi di evacuarla, e di partire insieme alle donne e ai bambini. Ma trattenne tutti i maschi, adulti o adolescenti.


Il massacro, che avvenne l’11 Luglio del 1995, fu simile a quello di una strage nazista.  8372 persone innocenti furono uccise con colpi alla nuca o raffiche di mitra e le loro salme ammassate in fosse comuni. La guerra in Bosnia, poi la ribellione del Kosovo, determinarono la fine della Jugoslavia e alla caduta di Milosevic. Ma il suo erede liberamente eletto a Belgrado, l'europeista e democratico Zoran Djindjic fu ucciso.


Per diverso tempo, Mladic riuscí a fuggire, prima nei bunker atomici rimasti dall'era di Tito in Bosnia, poi a Belgrado, difeso dai servizi segreti serbi. Solo molto più tardi la Serbia si decise a collaborare. Oggi, finalmente, la sentenza che cerca di fare giustizia di quella tragedia commessa da Mladic.