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Home Inchiesta Inchiesta Cesare Battisti: “L’estradizione in Italia è una condanna a morte”

Cesare Battisti: “L’estradizione in Italia è una condanna a morte”

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di MICHELE PETTINATO

E’ sempre più concreta la possibilità che Cesare Battisti possa essere estradato in Italia, anche alla luce della decisione del Presidente brasiliano Temer di revocargli lo status di rifugiato politico.

 

Battisti ha concretamente parlato della possibilità di essere estradato in Italia considerando l’estradizione come una vera e propria condanna a morte.

L’ex terrorista ha negato il tentativo di fuga in Bolivia sottolineando che in caso di uscita dal Brasile, avrebbe scelto l’Uruguay. Secondo la difesa portata avanti dai legali di Battisti, il Brasile non lo consegnerà all’Italia per il fatto che la prescrizione della richiesta punitiva per i reati attribuiti (a Battisti, ndr) nel Paese di nascita impedisce anche la sua estradizione". "La fiducia - continua il legale - è che il presidente della Repubblica, noto professore di diritto costituzionale, rispetterà le leggi brasiliane anche a fronte di pressioni politiche interne ed esterne".

Secondo il Ministro della Giustizia Andrea orlando, il Governo Italiano ha fatto tutti i passi necessari per l’estradizione di Cesare Battisti e che si sta lavorando con grandissima determinazione.

L’ex terrorista è stato condannato in Italia in contumacia in via definitiva nel 1993 per quattro omicidi. Fuggito in Francia e poi in brasile, fu qui arrestato nel 2007. Nel 2009, la corte brasiliana aveva autorizzato l’estradizione con una decisione che tuttavia lasciava l’ultima decisione all’allora Presidente brasiliano Lula che negò l’estradizione.

Battisti, intanto, è tornato nella sua casa sul lungomare di San Paolo dopo tre giorni di carcere nel Mato Grosso.