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Home Inchiesta Inchiesta Elezioni in Francia, vince l’astensione: il 51% della popolazione non va a votare

Elezioni in Francia, vince l’astensione: il 51% della popolazione non va a votare

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di MICHELE PETTINATO

C’è un vincitore che sembra non avere rivali ogni volta che si va a votare. E’ l’astensionismo, fenomeno che ha caratterizzato anche le elezioni francesi per il parlamento nazionale. Ben il 51,29% della popolazione, infatti, si è astenuta dall’andare a votare. Un risultato sconcertante che pone seri interrogativi sulla effettiva validità delle elezioni e che dimostra quanto siano in crisi le istituzioni democratiche. In Francia, il parlamento finisce così nelle mani di Macrone che si aggiudica tra 400 e 440 seggi su 577 disponibili.


Di voti effettivi, però si parla pochissimo e si cerca di nascondere il grave dato dell’astensione privilegiando il discorso della governabilità a tutti i costi. Di interrogativi, però, ce ne sarebbero. Non si capisce infatti quanto sia democratico il dato che, da una parte, vede Lrem+Moden con il 32% dei voti, prescelto quindi da meno del 16% dei francesi ottenere il 75% dei componenti del parlamento. Un eccessivo premio di maggioranza.

Altro dato che emerge dalle elezioni francesi è quello della debacle della sinistra, spazzata via dalla novità politica di Macrone. La sconfitta storica del partito socialista francese, pone seri interrogativi in merito al futuro del riformismo europeo ed alla necessità di ritornare a costruire le fondamenta di un dialogo nuovo con la società civile, a cominciare da quei diritti che sembrano sempre più minacciati nel generale contesto europeo.

E’ una profonda crisi di identità, caratterizzata dall’incapacità di mettersi in ascolto di quel popolo rimasto abbandonato a se stesso, soprattutto negli anni di quella crisi globale che ha colpito gli stati nazionali e l’Europa. L’astensionismo nasce proprio da questa ferita. In Francia, come nel resto del continente. A tutto questo, si aggiunge l’accettazione di regole assurde che, come in Francia, premiano in maniera eccessive chi è stato votato dal meno del 16% della popolazione. E’ divenuta allora quanto mai urgente la necessità di riscrivere le regole democratiche del voto, a partire da quell’idea di partecipazione al voto su cui si fonda il concetto stesso di democrazia.