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La “democratica” opposizione Venezuelana continua ad attaccare scuole materne!

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di MADDALENA CELANO

Questo 12 giugno, in Venezuela, almeno 900 lavoratori e 45 bambini di un asilo  sono stati colpiti da un attacco di gruppi violenti alla sede del Ministerio para Hábitat y Vivienda, ubicata a Chacao, stato del Miranda.

 

Chacao in Venezuela è l’unica e sola rocca-forte dell'opposizione.

L’attacco terroristico proviene da gruppi oppositori contro il Ministerio para Hábitat y Vivienda, al cui interno si trovavano 900 lavoratori e un asilo infantile che ospita ben 45 bambini che sono dovuti fuggire per strada, riportando ferite, traumi ed escoriazioni.  Il violento attacco parte da un municipio governato dal sindaco oppositore Ramon Muchacho, esponente del partito Primera Justicia, complice della violenza golpista. Le attività facinorose e teppistiche delle migliaia di oppositori che,  dal 2014, manifestano con violenza, degenerano spesso in autentici atti di vandalismo.

"Bande fasciste" che attaccano le imprese e gli enti pubblici, terminando spesso le loro marce con decessi e decine di feriti. Il governo venezuelano ha accusato l’ oppositore Leopoldo Lopez di istigare scontri.
Leopoldo Lopez è ricercato da anni per reati di omicidio, terrorismo, gravi lesioni, incendi a edifici pubblici, danni ai beni pubblici, reato d’intimidazione pubblica, istigazione a delinquere e reato di associazione eversiva, ma in Italia è continuamente celebrato ed esaltato come “eroe” dalla stampa nostrana. Una stampa che fa di tutto per “demonizzare” l’eroico esperimento sociale bolivariano, mentre dipinge in maniera edulcorata l’oligarchia parassitaria e criminale Venezuelana, coccolata e foraggiata direttamente dagli U. S. A.

In Venezuela le proteste violente incoraggiate e organizzate dall'opposizione solo nel 2014 hanno causato 43 morti e più di 800 feriti.

Intanto le campagne mediatiche italiane sostengono i promotori di violenza e violazioni dei diritti umani in Venezuela, dipinti come vittime o, secondo i casi, addirittura come "prigionieri di coscienza” mentre praticano espressamente l’eversione e la cospirazione violenta contro un governo legittimo, il tutto usufruendo persino di finanziamenti stranieri. In Venezuela "non vi sono prigionieri politici", queste sono persone che hanno usato la violenza e che è per questo che sono state imprigionate. Nel caso di Leopoldo López, una delle menti delle proteste, si tratta di un uomo che l’ anno scorso ha messo in pericolo di vita 89 bambini, causando persino un grave incendio in un asilo infantile.