Il SudEst

Monday
Dec 10th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Inchiesta Inchiesta

Inchiesta

Mehmet Öcalan: Dobbiamo alzarci contro l’isolamento

Mehmet Öcalan: Dobbiamo alzarci contro l’isolamento

 


Rete Kurdistan Italia

Mehmet Öcalan ha chiesto che l’isolamento imposto su suo fratello, il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan sia respinto e che popolazione assuma una una iniziativa, avvertendo che “domani potrebbe essere troppo tardi”. Parlando delle condizioni dell’isolamento imposto al leader curdo Abdullah Öcalan, suo fratello ha sottolineato che non hanno ricevuto nessuna risposta ad oggi alla loro richieste, ma nessuna delle motivazioni fornite riflette la verità.

Leggi tutto...
 

Stati Uniti, segnali di ripresa dei Democratici alle primarie in Ohio

Stati Uniti, segnali di ripresa dei Democratici alle primarie in Ohio

 


di MICHELE PETTINATO

 

I Democratici hanno fatto registrare alcuni interessanti segnali di ripresa in Ohio in occasione delle elezioni suppletive del 12esimo distretto Usa per l’ottenimento di un seggio al Congresso. Sebbene il candidato repubblicano abbia vinto per un soffio le elezioni, il partito Democratico ha dimostrato importanti segnali di ripresa.

Leggi tutto...

Situazione operativa sui fronti siriani: Bollettino n. 152 del 10-8-2018

Situazione operativa sui fronti siriani: Bollettino n. 152 del 10-8-2018

 


di STEFANO ORSI

Apro questo mio articolo con un pensiero rivolto alla famiglia Assad:

Asma al Assad
La notizia della sua malattia, tumore al seno, ci ha colti di sorpresa e sconcertati, è possibile che per assolvere ai suoi doveri verso il Paese abbia anche ritardato l'inizio delle cure, il ricorso immediato alla chemio ci preoccupa e non poco.
Comunque, per tramite di un contatto in Siria, abbiamo sentito la segreteria personale della signora Assad. La segretaria ha rassicurato il nostro contatto, e parlato di diagnosi nelle fasi iniziali della malattia, il che ci fa ben sperare per la rapida guarigione. Al termine del trattamento, la signora Assad, hanno proseguito dalla segreteria, è tornata al suo ufficio per lavorare. Donna davvero di ferro sia nel carattere che nella forza fisica, nonostante l'aspetto esile ed elegante che da sempre la contraddistingue.
Asma al Assad è davvero amatissima nel suo Paese, il nostro stesso contatto era scosso nella voce parlando di Lei e ricordandola nel loro recente incontro.
Uno degli aspetti, emersi dal colloquio, è stato come le sanzioni internazionali colpiscano proprio la capacità della Siria di approvvigionarsi dei medicinali per la cura dei suoi cittadini, ricordo che in Siria il servizio sanitario sia gratuito per tutti i cittadini e di ottimo livello rispetto ad altri e numerosi Paesi del medio oriente.
A Lei vanno tutte le nostre speranze e preghiere per una veloce e definitiva guarigione.
Stefano Orsi

Leggi tutto...

Lo schiaffo di Ahed

Lo schiaffo di Ahed

 


di MARIANNA STURBA

Osservo lo sguardo di Ahed sul murales a lei dedicato leggo la fierezza di chi sceglie di resistere, la rabbia e la forza di volontà di un popolo.

Leggi tutto...

La grande battaglia per Daraa e Quneitra si è conclusa con la piena vittoria siriana

La grande battaglia per Daraa e Quneitra si è conclusa con la piena vittoria siriana

 


di STEFANO ORSI

Situazione operativa sui fronti siriani al 3-8-2018

 

Leggi tutto...

Percorso verso la pace

Percorso verso la pace

 


Rete Kurdistan Italia

Per la prima volta colloqui ufficiali tra governo siriano e forze curde. La Turchia teme un’offensiva su Idlib Su invito del governo siriano la scorsa settimana per la prima volta rappresentanti della regione di amministrazione autonoma nel nord della Siria si sono trovati per colloqui ufficiali a Damasco. La delegazione era guidata dalla politica curda Ilham Ahmed come Presidente del Consiglio Democratico della Siria. Si tratta della rappresentanza politica delle Forze Siriane Democratiche (FSD) formatesi intorno dalle Unità di Difesa del Popolo curde insieme a milizie arabe, assire e turkmene. Questa coalizione di milizie, finora sostenuta dagli USA nella lotta contro lo »Stato Islamico« controlla almeno un quarto del territorio statale siriano, tra cui le zone di insediamento curde note come Rojava, importanti infrastrutture come la diga sull’Eufrate e giacimenti petroliferi e di gas naturale a Deir Al-Sor.

Leggi tutto...

Dichiarazione urgente per il Nicaragua

 


Pubblicati il 21 luglio su INTERNAZIONALE

Con questo documento, in qualità di intellettuali, militanti sociali, universitari-e, vogliamo esprimere la nostra ferma condanna di fronte alla violenza politica esercitata dallo Stato e alla violazione dei diritti umani in corso in Nicaragua. Responsabile di queste violazioni che hanno provocato circa 300 morti negli ultimi mesi è l’attuale regime Ortega-Murillo [presidente e vice-presidente].

L’indignazione, il dolore, il sentimento di frustrazione storica sono ancora più forti perché una tale aberrazione politica è il risultato dell’azione di dirigenti e governi che si pretendono di sinistra. Cosa c’è di più doloroso che l’ironia di un dirigente che si pretende rivoluzionario allorché riproduce le pratiche criminali di un dittatore [Anastasio Somoza Debayle] contro il quale si battuto in passato? Questa indignazione è ancora più forte per il silenzio complice dei dirigenti politici e degli intellettuali di primo piano (auto)proclamatisi di sinistra di fronte a questo scenario di violenza esercitata dallo Stato. La connivenza di un certo establishment intellettuale –una sinistra “oficialista” [di governo] abituata ad arrogarsi la rappresentazione esclusiva della “sinistra” – si è trasformata, al caldo del potere di governo, in un surrogato di estremo cinismo.

Denunciare questa situazione così dolorosa e inaccettabile, alzare la voce contro la violazione delle libertà e dei diritti più elementari da parte dell’attuale governo nicaraguense, non è solo un dovere di solidarietà umana. È anche un atto e un appello collettivo in difesa della memoria rivoluzionaria; un tentativo di evitare l’esito tragico della degenerazione in corso.

Non c’è peggior furto che quello della speranza politica dei popoli.

Non c’è peggior saccheggio che quello che mira a spogliare le energie ribelli di una lotta per un mondo più giusto.

Non c’è peggior imperialismo, che il colonialismo interno, che si trasforma in oppressione violenta dissimulata in retorica anti imperiale.

Tutto ciò avviene in Nicaragua. La terra che è stata il simbolo fertile della speranza emancipatrice alla fine degli anni 1970 si è trasformata in un nuovo terreno di autoritarismo.

La memoria insozzata di una delle rivoluzioni più nobili e più portatrici di speranza della Nuestra América [allusione al celebre testo di José Marti], come lo è stato – e lo resta – quella di Sandino [1895-1934]; la memoria delle lotte anticapitaliste di un popolo violentato ma coraggioso, oggi calpestato per (tentare) di nascondere la violenza ordinaria caratteristica di un ennesimo regime dittatoriale, tra i numerosi che continuano a ripetersi durante la nostra storia. Il dirigente rivoluzionario di un tempo, onorato dalla fiducia del suo popolo, si è purtroppo trasformato in un dittatore, accecato dal potere e dalle mani coperte del sangue dei giovani. Questo è lo scenario terribilmente amaro del nostro caro Nicaragua.

Noi alziamo la nostra voce per condannare pubblicamente la dittatura nella quale si è trasformato il governo Ortega-Murillo. Esprimiamo la nostra solidarietà con il popolo e la gioventù che, oggi, ancora una volta, si solleva e resiste. Sosteniamo e accompagniamo le loro rivendicazioni di dialogo e di pace, per mettere fine a un governo illegittimo e criminale che oggi usurpa la memoria sandinista. Lo facciamo con la convinzione che non si tratti solamente di “salvare l’onore” del passato, ma, prima di tutto, di salvaguardare e prendersi cura dei germi emancipatori futuri, che sono oggi minacciati.

Le sottoscrizioni sono da inviare all’indirizzo seguente:

declaracionurgentepornicaragua@gmail.com

Tra le decine di firme già riunite:

Leggi tutto...

Pakistan, l’Isis dietro l’attentato al seggio elettorale di Quetta

Pakistan, l’Isis dietro l’attentato al seggio elettorale di Quetta

 


di MICHELE PETTINATO

In Pakistan la violenza caratterizza le elezioni.

Leggi tutto...

Situazione operativa sui fronti siriani del 27-7-2018

Situazione operativa sui fronti siriani del 27-7-2018

 


di STEFANO ORSI

Breve riflessione sull'evacuazione dei terroristi in Siria via Israele.

Leggi tutto...
Pagina 6 di 34