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Situazione operativa sui fronti siriani al 7-9-2018

Situazione operativa sui fronti siriani al 7-9-2018

 


di STEFANO ORSI

La Grande Battaglia per Idlib

Giorno 4-9-2018

Ad un anno esatto dalla fine dell'assedio di Deir Ezzour, parte oggi la prima fase preparatoria della liberazione della provincia di Idlib dalle forze terroriste.

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Situazione operativa sui fronti siriani al 31-8-2018

 


di STEFANO ORSI

Ci troviamo oggi, forse, all'alba di una nuova Grande Battaglia di questa lunga e sanguinosa guerra, forse sarà l'ultima di una serie di tappe che hanno portato alla sconfitta parziale delle potenze che hanno aggredito la Siria per tramite di milizie organizzate che gettarono il Paese nel caos dopo le prime manifestazioni strumentali al piano di destabilizzazione ed al “regime change” preordinato.

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Rohingya: a un anno dalla fuga vivono in campi terribili e in un limbo legale

 


Comunicato

Riprendiamo un intervento di Medici Senza Frontiere

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Gli avvocati non hanno avuto il permesso di incontrare Öcalan per 7 anni

 


Comunicato

Il leader curdo Abdullah Öcalan è tenuto dallo Stato turco in isolamento aggravato come parte della propria campagna di genocidio contro il popolo curdo e la loro lotta per la libertà. Gli avvocati del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan hanno presentato la loro richiesta per la 783a volta per un incontro con il loro cliente che è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Imrali. Ali avvocati è stato negato il permesso di incontro con il leader curdo per 7 anni.

L’ultima richiesta per una visita è stata presentata dagli avvocati Cengiz Yürekli, Mazlum Dinç e Fuat Coşacak alla procura di Bursa. Gli avvocati hanno presentato richiesta di incontro con  Öcalan dal 27 luglio 2011.

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Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

 Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

 


Comunicato

#Venezuela La manovra economica del governo Maduro ha rivitalizzato le organizzazioni popolari.
"Se non verranno le autorità agiremo da soli e faremo giustizia con le nostre mani".
Gli abitanti di un quartiere di Caracas assediano una macelleria dopo aver chiamato il numero verde per le denunce, in quanto il proprietario, dopo aver scaricato un camion intero di carne, asseriva che gli scaffali erano vuoti e non c'era nulla da vendere.

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Lo Stato turco attacca gli ezidi a Sinjar

Lo Stato turco attacca gli ezidi a Sinjar

 


Comunicato

L’ostilità dello Stato turco nei confronti del popolo curdo e del popolo ezida e la sua campagna di attacchi violenti persiste. Ieri, il 15 agosto 2018, aerei da guerra turchi hanno bombardato la regione di Sinjar dell’Iraq e ucciso e ferito molti ezidi. Condanniamo con forza questo orrendo e disumano attacco da parte dello Stato turco.

La città ezida di Sinjar è stata occupata dall’organizzazione terroristica Stato Islamico (ISIS) il 3 agosto 2014, quando ISIS ha travolto una gran parte dell’Iraq del nord. Dopo questa invasione e occupazione brutale, centinaia di migliaia di ezidi sono stati espulsi dalle loro case, e migliaia di loro sono stati massacrati e sotterrati in fosse comuni. Inoltre donne ezide sono state ridotte in schiavitù da ISIS e vendute nei mercati, di migliaia di queste donne non si hanno ancora notizie.

Uno dei massacri perpetrati da ISIS ha avuto luogo nel villaggio di Kojo, a sud della città di Sinjar nel distretto di Sinjar. A seguito dell’occupazione del villaggio di Kojo da parte dei terroristi di ISIS il 14 agosto 2014, oltre 400 ezidi sono stati uccisi e centinaia di donne e bambini rapiti – e, attualmente, 500 donne di questo villaggio continuano a essere disperse. In occasione del 4° anniversario del massacro, ieri nel villaggio di Kojo si è tenuta una cerimonia commemorativa di massa. Un convoglio di ritorno da questa cerimonia commemorazione è stato attaccato dagli aerei da guerra turchi e molte persone hanno perso la vita o sono rimaste ferite. Tra coloro che sono mancati in questo attacco c’è l’illustre leader Zeki Shingali (Ismail Ozden). Zeki Shingali, che non aveva lasciato la regione di Sinjar dal 2014, è diventato un leader degli ezidi e ha servito il suo popolo con coraggio.

Lo Stato turco e il suo leader, Recep Tayyip Erdogan, fin dall’inizio di questa crisi hanno sostenuto ISIS e altri gruppi jihadisti nella regione e continuano a farlo ancora oggi. Hanno sostenuto l’organizzazione terroristica ISIS sia a Sinjar sia a Kobani. Lo Stato turco con l’attacco di ieri ha mostrato ancora una volta la sua politica di ostilità e il suo obiettivo di massacrare gli ezidi. In effetti l’attacco di ieri è una continuazione dei massacri perpetrati da ISIS nel 2014.

Sinjar dista 150 chilometri dal confine turco. Con questo attacco la Turchia ha violato la legislazione umanitaria internazionale e norme universali. Lo Stato turco ha commesso un crimine contro l’umanità. La popolazione di Sinjar, il nostro popolo di fede ezida, ancora una volta affronta la minaccia di un massacro e di un genocidio.

Facciamo appello alle organizzazioni internazionali, in primo luogo alle Nazioni Unite e alla Coalizione Globale per sconfiggere ISIS, perché si oppongano a questi attacchi da parte dello Stato turco e si schierino in solidarietà con il nostro popolo ezida.

Il Consiglio Esecutivo del KNK

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Situazione operativa sui fronti siriani del 24 agosto 2018

 


di STEFANO ORSI

 

Bollettino n. 155 del 24-8-2018

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PKK: il 15 Agosto è vero oggi come lo era 34 anni fa

PKK: il 15 Agosto è vero oggi come lo era 34 anni fa

 


Rete Kurdistan Italia

“Lo spirito e l’orientamento formati dal 15 agosto sono più necessari che mai”, dice il messaggio del Comitato Esecutivo del PKK. Il Comitato Esecutivo del Partito dei Lavoratori del Kurdistan PKK ha celebrato il 34esimo anniversario delle azioni del 15 agosto 1984. “Entrando nel 35esimo anno di libertà speriamo che quest’anno sia l’anno della vittoria e la nostra volontà di combattere è più forte che mai, lo spirito e l’orientamento formati dal 15 agosto sono più necessari che mai” ha detto il Comitato Esecutivo del PKK in un messaggio scritto. In questo messaggio, il PKK ha sottolineato che “Noi, come movimento e popolo, stiamo lottando ininterrottamente per la libertà da 34 anni ispirati dal leader Abdullah Öcalan. Lodiamo i nostri compagni, a partire del leader Apo, le nostre forze di guerriglia, il nostro popolo patriottico e democratico, e auguriamo a tutti i migliori successi nel trentacinquesimo anno di resistenza. Lodiamo il comandante immortale di queste azioni, Agit (Mahsum Korkmaz), insieme a tutti i martiri per la libertà.”

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Annunciata la candidatura di Lula alla Presidenza della Repubblica

 


Rete Resistenza Boliviana

Depositata mercoledì scorso al Tribunale Elettorale la candidatura di Lula alle elezioni.
Decine di migliaia di persone a Brasilia hanno accompagnato la consegna del documento. 
A partire da oggi Lula sarà il candidato tranne se (come lui stesso dice) "dovesse morire o se gli sarà impedito".
"Avere questo documento in mano è una immensa vittoria. Non è una vittoria del Partito dei Lavoratori, non è una vittoria di Lula, è una vittoria del popolo brasiliano" ha affermato la senatrice Gleisi Hoffmann

https://www.brasil247.com/…/Marcha-histórica-ao-TSE-defende…

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