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Ungheria: Il Parlamento vieta la registrazione del cambio di sesso per i transgender

Ungheria: Il Parlamento vieta la registrazione del cambio di sesso per i transgender

di MICHELE PETTINATO

Un pericoloso passo indietro nel campo dei diritti. L’Ungheria ha deciso di vietare il cambio di sesso sui documenti dei propri cittadini. La decisione è stata assunta dal Parlamento ungherese che ha anche vietato il riconoscimento giuridico dell’identità di genere delle persone transgender. Un inquietante cambio di marcia imposto dal premier sovranista Viktor Orbàn. In un emendamento legislativo il genere è definito come “il sesso biologico basato sul genoma”.

Da questo momento, in Ungheria i transgender non potranno modificare i documenti di identità modificando il nome e la propria identità di genere. Grandi preoccupazioni sono state sollevate dal Consiglio d’Europa, dal Parlamento Europeo e da vari organi dell’Onu.

Secondo Amnesty International, questo voto porta l’Ungheria a tempi bui sopprimendo i diritti delle persone transgender e intersessuate. E’ urgente una presa di posizione da parte del Commissario per i diritti fondamentali dell’Ungheria di sollecitare una revisione da parte della Corte Costituzionale per portare all’annullamento di questa norma. Ogni persona ha il diritto al riconoscimento giuridico dell’identità di genere e deve poter cambiare il suo nome su tutti i documenti.

Fonte foto: huffpost.it

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Siria: il fallimento dell’ Occidente

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L’egemonia USA, sul suolo siriano, è solo  chiara testardaggine “trumpista”

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Aree di crisi nel mondo n. 41 del 22-5-2020

di STEFANO ORSI

Situazione operativa sui fronti libici

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Altri 11 terroristi catturati in Venezuela!

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Continua l’affronto a stelle e strisce nei confronti del Venezuela. Massima condanna da parte di Convergenza Socialista per questi atti di puro terrorismo. Il Venezuela non è una nazione sola e ha il nostro totale appoggio politico. Fino ad oggi, circa 45 terroristi sono stati arrestati a causa di un’invasione fallita delle città costiere di Macuto e Chuao.

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Gli Stati Uniti includono Cuba, per la prima volta in quattro anni, nell'elenco dei paesi che non cooperano contro il terrorismo

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Il Dipartimento di Stato USA ha incluso Cuba nell'elenco dei paesi che, nel 2019, non hanno più collaborato, con gli Stati Uniti, nella lotta al terrorismo, in cui non era elencato dal 2015, unendosi così alla Corea del Nord, all'Iran e alla Siria e il Venezuela, che erano già presenti nell’ elenco.

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Aree di crisi nel mondo n.40 del 15-5-2020

di STEFANO ORSI

Oggi parleremo di alcuni scenari che tornano di tanto in tanto all'attenzione mediatica e di altri che non ne escono mai.

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Approvata pena detentiva di 7 anni e 6 mesi a Selma Irmak

Rete Kurdistan Italia

La Corte Suprema ha confermato la pena detentiva di 7 anni e 6 mesi inflitta a Selma Irmak, che è stata Co-presidente del DTK (Congresso democratico del popolo), sostenendo che il DTK è identico alla KCK (Unione delle comunità del Kurdistan).

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Venezuela. Convergenza Socialista condanna l'ennesimo attacco terroristico contro il paese


Redazionale

Il ministro dell’Interno della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nestor Reverol, ha dichiarato che nella notte tra sabato 2 e domenica 3 maggio è stato sventato un attacco armato da parte di mercenari terroristi provenienti dalla Colombia. Attacco effettuato con l’utilizzo di alcune imbarcazioni presso la città di La Guaira, a poche decine di chilometri dalla capitale Caracas. Convergenza Socialista condanna fermamente questo tentativo vile, questo attacco da parte delle potenze imperialiste e dei loro patetici lacchè. Convergenza Socialista difende oggi e continuerà a difendere domani il socialismo e la Repubblica Bolivariana del Venezuela dagli attacchi degli imperialisti americani ed europei.

Aree di crisi nel mondo n.39 del 8-5-2020

di STEFANO ORSI

Argomenti trattati i questo articolo saranno la situazione in Libia ed in Siria, le tensioni con Israele, La situazione del Covid a livello mondiale e le tensioni tra USA e CINA, il ritorno a casa della missione russa di aiuto all'Italia, la sentenza della corte di Karlsruhe tedesca che segna un punto di non ritorno per il futuro nell'Unione Europea.

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