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Home Cultura Cultura Antico Egitto La tomba di Thut-ank-Ammon… il più spettacolare ritrovamento del secolo

Antico Egitto La tomba di Thut-ank-Ammon… il più spettacolare ritrovamento del secolo

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di MARIA PACE

La tomba, contrassegnata con la sigla  KV62, secondo la numerazione delle scoperte di Carter,  fu la numero 433 (dal 1915)  e quella in foto la sua planimetria.

–  entrata e scala

– prima porta murata

–  corridoio

– seconda porta murata

–  Anticamera

– porta murata tra l’Anticamera e la camera funeraria

–  camera funeraria

– tesoro

– blocchi della porta murata tra anticamera ed annesso

–  annesso

– Lo svuotamento dell’entrata e della scala fornirono vari oggetti: ostrakon, scatole, sigilli di giare,  fasmmenti di turchese, ecc… e la scala rivelò all’estremità inferiore un’apertura rettangolare con i sigilli della necropoli reale e i sigilli con il nome d’incoronazione del faraone: Nebkheperura.

– Nel Corridoio  vennero invece rinvenuti frammenti di vaso e di scatole, coppe, otri,  pendenti in “fajence”, rasoi in bronzo, la scatola di un collare,  ecc.

– L’Anticamera era piena di oggetti accatastati alla rinfusa. Il contenuto di questo ambiente, però, era di un valore davvero inestimabile. Vi si trovavano centinaia di oggetti, dal più modesto utensile al più prezioso dei gioielli. In primo piano vi trovarono i pezzi del carro da battaglia del giovane faraone e poi divani mai visti prima di allora, sostenuti da animali sacri, in oro ed avorio e ancora, sedie, tavoli, casse e altro. Il pezzo più forte, però, era il trono del faraone sulla cui spalliera erano raffigurati il Re e la Regina

– La Camera Funeraria era quasi interamente occupata da un enorme “scrigno” in legno ricoperto d’oro: 5,08 x 3,28 x 2,75; tra la parete della camera e lo scrigno correva un corridoio di 30 e 60 cm per lato, occupato da una quantità svariata di oggetti,  tra cui lampade, contenitori di profumi in alabastro con l’olio per l’illuminazione e perfino 11 remi della barca solare.  Un secondo scrigno,  anche questo in legno dorato, delle  dimensioni di 3,74 x 2,35, ne racchiudeva un terzo, con decorazioni, di  3,40 x 1,92.

L’ultimo scrigno, infine,  il quarto, lungo 2,90 m e largo 1,48 m. era anche’esso decorato con scene funebri ed un soffitto da cui la dea Nut, il cielo, “abbracciava” con le sue ali il sarcofago su cui era appoggiato un coperchio spezzato.

– Camera del Tesoro: una quantità infinita di preziosi oggetti erano accatastati in questa camera, ma spiccavano sugli altri una  statua di Anubi, lo Sciacallo Sacro, in legno ricoperto di resina nera e con decorazioni in oro e argento e  lo scrigno dei vasi canopi. In legno dorato, era sovrastato da una “merlatura”  in oro e smalto nero, rosso e blu. Quattro divinità , quattro Geni ,proteggono lo scrigno: Iside, Nfti, Neith e Selkis. All’interno, un secondo cofano, in alabastro, conteneva i quattro vasi canopi; anche questi in alabastro; i coperchi raffiguravano i 4 figli di Horo: Imset  (che protegge  il fegato),Hapy (polmoni),  Duamutef (stomaco), Qebesnuf( intestino).                                                                                Tocante fu il ritrovamento di due sarcofagi contenenti due feti

– L’Annesso, un piccolo ambiente contenente, però un grandissima quantità di oggetti di vario genere; fu ttrvato in grande disordine con evidenti segni del passaggio dei ladri.

Quale fu la reazione di Esward Caeter e del mondo intero?                                                      Scoperti i sigilli con il nome d’incoronazione del faraone, Carter telegrafò subito a lord Carnarvon che arrivò insieme alla figlia  il 23 novembre di quello stesso mese; nel frattempo, però,  aveva sospeso i lavori con l’emozione, ma anche con il timore che anche questa, come tutte le altre tombe reali, fosse stata già  saccheggiata, poichè erano visibili due aperture che erano state poi  nuovamente chiuse ed intonacate.

Il 25 novembre, nella porta rimasta inviolata per oltre 1300 anni,  venne praticato un foro; il giorno seguente, finalmente, la porta fu abbattuta. Alle spalle si stendeva  un lungo corridoio con inclinazione di circa 18°; era pieno di detriti e conduceva al una seconda porta murata. Anche questa, come la precedente, recava segni di effrazione: era stata aperta, richiusa e risigillata. I sigilli erano quelli della  necropoli di Tebe (il dio-sciacallo Anubi  che sovrastava  nove prigionieri con le braccia legate).  Davanti a questa porta fu rinvenuta una testa scolpita nel legno ed a grandezza naturale, raffigurante il Faraone

Abbattuto il tramezzo che chiudeva il corridoio, Carter si trovò in un vasto locale di circa 30 m², l’ Anticamera, che al momento dell’apertura, come si è già detto, era piena di oggetti accatastati alla rinfusa. L’eccitazione raggiunse il culmine quando  fu scoperta un’altra porta sigillata e dietro un divanetto, nascosto, c’era un foro nella parete. Il fatto che la porta fosse presidiata da due statue in grandezza naturale faceva pensare che all’interno  doveva esserci qualcosa di particolarmente importante. Il foro costituiva l’accesso ad una piccola camera laterale; con cautela, Carter, lo allargò e vi entrò, insieme agli altri, tenendo alta la lampada elettrica. Quando gettò lo sguardo sulla terza porta sigillata,un solo pensiero deve avergli attraversato la mente: dietro quella porta avrebbe trovato la mummia del Faraone?

L’apertura di quella porta fu una cerimonia solenne ed  ufficiale cui assistettero una ventina di persone. Era il 16 febbraio de 1923.

Praticato, nel più religioso silenzi  e con grande precauzione un buco nel muro, sufficiente ad introdurvi una lampada,  Carter vi gettò un primo sguardo e quel che vide gli parve una parete d’oro massiccio.  Si trattava della parete di un enorme scrigno in legno laminato d’oro: una cappella che, come successivamente si appurò, ne conteneva altre 3 prima di raggiungere il sarcofago in granito; i sigilli erano intatti e ciò voleva dire che  la cassa più interna doveva contenere ancora la mummia: nel quarto scrigno si trovò un sarcofago di quarzite gialla del peso di oltre 430 chilogrammi

Che cosa c’era al suo interno?

La domanda teneva in ansia tutto il mondo

Carter  si  accinse ad aprire la bara; una lastra di sei quintali  la ricopriva; quando fu fatta sollevare e furono rimossi i drappi protettivi, apparve un mschera d’oro incrostata di gemme:la prima immagine del faraone.

Una serie di circostanzem però,  impedirono  il proseguimento dei lavori; il 5 aprile lord Carnarvon muore e solo tra il 1925-26,Carter poté accingersi ad aprire la bara.

I sarcofagi erano tre. Tre sarcofagi antropomorfi, che racchiudevano il corpo mummificato di Tutankhamon, nelle spoglie di Osiride, con il capo coperto dalla famosa “Maschera d’oro”; sul torace, il flagello ed il pastorale e sul capo,  una coroncina riproducente Nekhbet ed Uto, la dea Avvoltoio e la dea Cobra.  Nel secondo sarcofago se ne trovò un terzo e una seconda maschera d’oro  su cui posava una collana di perle e fiori.

Il terzo sarcofago era d’oro massiccio ed al suo interno riposava il faraone.  Era  un oggetto  di meravigliosa bellezza, al di là del valore venale dell’oro; lungo 1,88 m. e con uno spessore medio di 27 mm, aveva un peso complessivo di oltre 110 kg.

Il complesso tombale si trova a circa 8 metri di profondità, in quella che originariamente doveva essere stata, forse, una grotta sotterranea e  che gli scalpellini del Faraone sistemarono, dando forma a stanze rettangolari. Una piccola tomba. Molto piccola per gli standard della Valle dei Re; forse a causa della morte prematura del giovane sovrano, che dovette aver colto impreparati i funzionari i quali  si videro costretti ad  utilizzare un’altra tomba.

Molti degli anni che seguirono, Carter li impiegò nella catalogazione degli oltre 2000 reperti rinvenuti  e nel 1932 completò il suo lavoro di catalogazione e conservazione degli oggetti della tomba e l’anno successivo pubblicò il terzo volume de “La tomba di Tutankhamon” e successivamente  prepaò il “Rapporto sulla Tomba di Tutankhamon”.

La morte lo coglierà  il 2 marzo 1939 a Kensington (in Gran Bretagna)., all’età di 65 anni.