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Antico Egitto – Re Snefru e le rematrici reali

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di MARIA PACE

Quando si parla di questo Sovrano, fondatore della IV° Dinastia, lo si fa soprattutto in relazione alle sue tre Piramidi… forse anche quattro.

Di lui si può tranquillamente affermare che sia stato il più grande costruttore dell’Antico Egitto; benché le informazioni che lo riguardano siano piuttosto scarne. Imponenti strutture architettoniche, invece, parlano per lui.

C’é un particolare, però, che ci mostra questo Sovrano sotto una luce inaspettata. Si tratta di un papiro su cui è riportato uno dei più deliziosi racconti dell’antichità, tanto da ispirare una delle leggende della Bibbia: la spartizione delle acque ad opera di Mosè.

Leggiamo questo racconto, tracciato sul famoso papiro Westcar.


E’ il racconto di un’allegra e piacevole gita in barca sulle acque del Nilo; una scena idilliaca.
Ai remi della barca reale, splendente di ori ed avori, venti bellissime rematrici solcano il Nilo controcorrente. Sono le ragazze più belle del regno e ridono e cantano per la gioia del Re, il quale si gode lo splendido panorama degli argini del fiume arruffati di papiri e dei campi verdi del grano appena germogliato. Ma anche le fanciulle, coperte solamente da veli svolazzanti, sono una gioia per lo sguardo del Sovrano che, ad ognuna di loro, ha donato un bel fermaglio d’argento.
Quand’ecco che una delle rematrici, proprio quella che dà il ritmo alla voga, interrompe il canto e smette di remare. Lo stesso fanno le compagne.

Il Re preoccupato chiede che cosa sia successo. Gli rispondono che la ragazza ha fatto cadere in acqua il suo fermaglio ed è molto triste.Il Re, però, sorride indulgente e promette alla fanciulla un fermaglio ancora più  bello.

La fanciulla, però, non vuole un altro gioiello, vuole proprio quello e continua a piangere.
Sua Maestà le assicura che riavrà il suo fermaglio, ma che per raggiungerlo, sul fondo del fiume dove si trova, occorre l’opera di un mago e manda a chiamare Djedja, il “grande di magia” il quale arriva immediatamente e si mette all’opera.

Per mezzo di formule magiche, Djedja pratica un incantesimo: divide le acque del fiume e ne solleva una metà sull’altra e così in breve tempo il fermaglio viene recuperato e riconsegnato alla fanciulla; le acque vengono ricomposte e la gita può riprendere.

La bellezza e la grazia di questo racconto, che in realtà nasconde una simbologia religiosa, ci mostra il grado di raffinatezza culturale ed estetico raggiunto dalla corte di questo Sovrano.
A testimoniarlo sono, oltre alle numerose opere architettoniche, anche i gioielli e l’arredo raffinatissimo, rinvenuti nella tomba della sua sposa, la regina Hetephereses.

Il suo, fu un regno pacifico, a parte la spedizione in terra di Sinai per domare una rivolta di nomadi e il suo nome continuò ad essere venerato ancora nel Medio Impero ed oltre.
Sotto questo Sovrano fiorirono botteghe di artigiani, artisti, scultori, ecc… si aprirono cantieri navali e si approntarono spedizioni commerciali.

Il regno di Snefru, a ben ragione, dunque, si può collocare in uno dei periodi più prosperi e felici della storia egizia. Quasi un’età dell’oro.