Il SudEst

Tuesday
Jan 16th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Cultura Cultura Bukoswski: l’angoscia e la coercizione della società americana

Bukoswski: l’angoscia e la coercizione della società americana

Email Stampa PDF


di MARIAPIA METALLO

«Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla…» (Charles Bukowski)


La sua produzione rappresenta in modo realista la depravazione della vita urbana e la difficile esistenza degli oppressi nella società americana. Il suo linguaggio dissacrante e le immagini violente, che emergono nelle sue pagine, dividono tutt’oggi i critici ed è raro, se non impossibile, trovare un suo scritto in un libro di letteratura, infatti ancora molti critici perbenisti reputano volgare e offensivo lo stile di Charles Bukowski. La loro ottusa superficialità li ha resi incapaci di cogliere i messaggi sociali racchiusi nelle opere di questo scrittore. Un messaggio scomodo, in perfetta antitesi a quel tanto pubblicizzato “sogno americano”, che Bukoswski infrange, senza mezzi termini col mostrare in maniera cruda il disagio di chi non vuole sottomettersi a quei diktat di successo e competizione che annullano la peculiarità di ogni essere umano. E da quella società sfilacciata e disumana Bukowski fugge senza rimpianto alcuno usando uno stile aspro, scarno e sovente ai limiti dello sgradevole. Dalla sua esperienza quotidiana tra i diseredati della società nascono dei romanzi crudi e grotteschi che colpiscono profondamente. Romanzi senza tempo che ritraggono l’abbrutimento e l’emarginazione di chi vive ai margini della sua società. Delle pareti scrostate e dei divani raccattati tra la spazzatura sembra essere investiti dal cattivo odore emanato da quelle baracche in cui si accampa quella parte della società senza voce, ma che conduce un’esistenza più significativa delle classi più agiate, come sottolinea lo stesso scrittore, con uno dei suoi più noti pensieri: «Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare».


Il “fenomeno Bukowski” irrompe in Europa con enorme successo, mentre resterà per lo più ignorato dai critici e lettori statunitensi.