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Voltaire, l’antagonista del pensiero unico

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di MARIAPIA METALLO

«Bevo quaranta caffè al giorno per essere ben sveglio e pensare, pensare, pensare a come poter combattere i tiranni e gli imbecilli.…»


Se, infatti, Rousseau espone nelle sue opere la teoria dei diritti naturali dell’uomo, Voltaire insegna agli uomini a pensare con la propria testa rigettando ogni dogma o rivelazione. Erroneamente è stato attribuito a questo filosofo, poco tollerante riguardo certe posizioni estremiste e oscurantiste che limitano la libertà umana, il famoso pensiero «Non sono d’accordo con quello che dici, ma sono disposto a dare la mia vita perché tu possa dirlo», quasi diventato virale in una società urlante in cui il “Pensiero Unico” ha ormai preso il sopravvento e che comunque ha sempre mostrato e continua a mostrare ben poca disponibilità nell’accogliere un pensiero diverso da quello imperante. In realtà il pensiero sopracitato è stato scritto dalla britannica Evelyn Beatrice Hall nel suo libro “The Friends of Voltaire”. Ed il grido di battaglia del filosofo, «Schiacciate l’infame!», sebbene rivolto soprattutto alla Chiesa cattolica ed al pregiudizio che offusca la mente umana causando delle barbare uccisioni in nome della religione, ha ben poco da spartire con la falsa idea di tolleranza misteriosamente attribuitagli. La sua concezione di tolleranza, ben espressa nell’opera “Trattato sulla tolleranza”, dev’essere contestualizzata al periodo storico in cui vive dove, solo per un minimo sospetto riguardante la non osservanza della fede cattolica, si può ancora essere condannati in nome di una religione sottomessa al fanatismo clericale ed usata come strumento di potere. La sua preghiera rivolta a Dio illustra mirabilmente il suo pensiero riguardo la libertà dell’uomo, la sua finitudine ed il diritto ad essere perdonato in qualità di essere imperfetto e condannato a morire. Una concezione innovativa e rivoluzionaria, la cui influenza investirà la maggioranza dei più grandi pensatori, da Leopardi a Nietzsche e che dovrebbe essere letta da tutti coloro che continuano a dividere il mondo in “buoni” e “cattivi” e parlano a vanvera di “scontri di civiltà”, allegramente inconsapevoli di essere solamente funzionali al potere e alla lobby delle armi.