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“Praga è sul Mare” di Mario Guadalupi

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di ROSA MANNETTA

Ho iniziato a leggere questo libro con determinazione. Le prime pagine mi hanno colpito perché ho riscontrato un linguaggio immediato.


Un linguaggio scorrevole e incisivo. Il linguaggio che uso quando scrivo. Non è solo questo.....voglio incuriosire i lettori. La protagonista, Ambra è innamorata di Marta, una donna evoluta ed indipendente. Ambra prova un amore che la consumerà. Un amore vero, vissuto con animosità fino alla distruzione di sé. Ambra è sensibile, ama e scrive:”Questo è mancato tra noi: la poesia”. In questo modo, Ambra vuol far capire all’amata che la sua durezza, può rovinare il loro amore. Questo amore saffico è travolgente e tale da commuovere. L’autore esalta l’amore come purezza di vita, come “vivere è vedersi vivere”, come nella nostra epoca, si possa parlare della persona amata, uomo o donna che sia, come l’amore possa fornire un indirizzo di vita. Amore distrutto, amore corrisposto e non, amore che oggi, è fonte di angoscia. Noi che non eravamo abituati alla crisi, alla riduzione dei consumi, al sacrificio personale. In un passo del libro “Tu che non hai saputo chi fosse Bill Gates, né Steve Jobs, neppure Barak Obama…..”, Marta si rivolge con nostalgia ad Ambra e sa, quindi, che le mancherà l’aspetto spirituale di Ambra, eroica nell’affrontare la malattia del corpo. Ho sentito come mie, le emozioni di Ambra, ho ripercorso istanti di.....come dire,di catarsi della vita, istanti di consapevolezza di cui, oggi sono una testimonianza indelebile. Percepisco le emozioni dei poeti maledetti, di Rimbaud, di Baudelaire e di tutti gli altri, emozioni che Ambra ha provato, bevendo la “Fata Verde”, l’assenzio. L’assenzio era il liquore preferito dei “poeti maledetti” ed io colgo il loro pensiero “maledetto”…..perché ho ispirazioni poetiche, dalle loro opere, dai loro versi e dalle parole versatili che hanno usato. “Praga è sul mare” è la ricerca del nostro cuore. Baudelaire scriveva: “Noi vogliamo tuffarci…nell’abisso”. E noi, oggi? Io ritengo che dovremo tuffarci nell’abisso della comprensione.