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Recensione/ “Giardini senza tempo” di Luana Lamparelli

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di ANGELICA LABIANCA

Luana Lamparelli, giovane scrittrice pugliese, è un’educatrice, esperta in didattica per non vedenti e in disturbi comportamentali. Diversi suoi scritti sono pubblicati su riviste del settore teatrale e naturalistico. Dopo diverse collaborazioni per testate giornalistiche online, nel 2012 pubblica il suo primo romanzo, “Giardini senza tempo”.


“Giardini senza tempo” racchiude diverse forme letterarie: lirica, diaristica e prosa. Questo alternarsi di generi letterari rende la lettura del libro un momento di piacevole riflessione.

Un romanzo ambientato tra le stanze e i corridoi di un albergo. “Un albergo come luogo in cui rifugiarsi e in cui custodire una grande storia d’amore, contrariamente a tutto quello che in un albergo potrebbe succedere, palco incontestabile di segreti e verità celate”.

La protagonista è una fotoreporter che arriva all’improvviso in questo albergo, dove, oltre a trovare l’amore, trova anche la vera amicizia.

Quindi tra le righe di “Giardini senza tempo” si legge d’amore e d’amicizia. L’amore che resta anche quando una storia finisce.

“Quando siamo soli con noi stessi, distesi nel silenzio di camere vuote, le persone che abbiamo amato sono giardini in cui ci perdiamo e gli istanti che abbiamo vissuto con loro sono fiori che sbocciano ancora. Giardini nel tempo, senza tempo”.

Si legge dell’amicizia vera, incondizionata, che riesce a custodire i segreti. L’Amico è rappresentato dal custode dell’albergo, al quale la protagonista chiede un favore enorme.

La scrittrice dedica il romanzo “A qualunque Alice, a tutti i Fior di Loto. Ai Cappellai Matti”, dichiarando, in un’intervista, in occasione della IV edizione della rassegna letteraria “Libri nel borgo antico”, a Bisceglie, di amare in particolar modo la figura emblematica dei fiori di loto, perché li ritiene rappresentativi di una realtà forte. “Questi fiori crescono affondando le loro radici nel fango, nella melma, più è profonda la melma, più il fiore cresce con una bellezza straordinaria. Dovremmo trarre esempio da questo fiore. Nonostante le cose spiacevoli di fronte alle quali la vita alcune volte ci pone, dobbiamo trovare sempre la forza di affondare le nostre radici nelle profondità e arrivare a galla splendenti di luce propria”.

Forte in questo libro è il messaggio di speranza e positività che la scrittrice cerca di trasmettere al lettore, in particolar modo a chi stia attraversando un momento di sconforto, per incoraggiarlo a guardare come la vita sa sorprenderci quando meno ce lo aspettiamo. Questo uno dei passi più belli:

“Accade.

Accade quando non te lo aspetti, quando non ci credi, quando ti trovi disorientata nei tuoi giorni che d’improvviso cambiano.

Quando il cuore ti scoppia per altro.

Accade. Così.

Come quando ti rendi conto all’improvviso

che il cielo è luminoso nonostante sia notte, e allora porti lì lo sguardo, su quell’infinito,

e ti accorgi che c’è la Luna. A sorprenderti”.

Questa sua positività, l’autrice stessa, confessa di doverla a tutte le mamme straordinarie che ha conosciuto grazie alla sua professione di educatrice. Mamme di bambini con problematiche rilevanti, che inaspettatamente si ritrovano a fare i conti con realtà non semplici, ma che riescono ad affrontare con grande amore.

L’autrice nell’intervista mi confessa qual è la frase che preferisce del suo libro: “Se ne andò. Un bel giorno, d’improvviso, se ne andò. Con la stessa leggerezza con cui era arrivata”, volendo sottolineare quanto sia importante nella vita anche la leggerezza.

Emozioni intense trasmette “Giardini senza tempo” al lettore, al quale, tra l’altro, affida la possibilità di dare volto e nome ai personaggi misteriosi di quest’opera.