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Miti Nordici Loki… Il male necessario

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di MARIA PACE

Fin dall’antichità l’uomo ha creato favole piene di allegorie e significati nascosti per una umanità che non possedeva nozioni scientifiche ma che affidava al poeta l’incarico di spiegare l’origine del mondo. Spiegazioni immaginarie, certo, ma in cui il dono dell’immaginazione e della fantasia appagava il senso estetico e spirituale. Gli Dei ebbero forma e volto umano, virtù, sentimenti e istinti umani e ogni elemento e ogni sentimento, il sole, la luna, il cielo, il mare, l’aria, il fuoco, ma anche la bellezza, la forza, l’ira, la furbizia, l’ingegno e altro, ebbe la sua divinità e la mitologia nordica è un felice amalgama tra concetti antropomorfi e animistici.

Loki, divinità appartenente alla mitologia nordica, è una figura dalla ambigua dualità: é subdolo, doppio, maligno e perfido, ma è anche generoso e pronto a soccorrere gli altri in difficoltà. E’ anche estremamente astuto e molto ingegnoso. Figlio della dea Laufey, appartiene alla stirpe degli Asi, ma è legato anche ai Giganti, in quanto figlio del gigante Farbauti e questo spiega la sua dualità; di entrambe le razze possiede le caratteristiche: dei Giganti, simboli di caos e distruzione e degli Dei, simboli di saggezza ed equilibrio. Loki è un dio ambiguo perfino nell’etimo del suo nome: fuoco, ma anche aria, creazione, ma anche distruzione.

Loki è la personificazione del Fuoco, benchè sia un Gigante di Ghiaccio, in quanto nato da un “colpo di fulmine”, il fulmine scatenato da Farbauti per colpire la dea Laufey e metterla incinta, ma é anche lo spirito del focolare, capace di proteggere la casa, e che può portare grandi benefici alla casa, ma anche di fare scherzi pesanti e paurosi.

La sua natura ricorda un po’ quella dell’egizio Seth, Signore delle tempeste e della siccità del deserto. Seth il Perturbatore, violento ed attaccabrighe, ma anche Colui che ogni notte contrasta Apep il Distruttore, l’Annichilatore, il cui fine è solo la distruzione del mondo. Loki come Seth! Il “male necessario” contro il “Male assoluto” . Il male insito nella Creazione stessa, necessario, però, a difendere l’equilibrio cosmico, che si basa su opposti principi. Loki come Seth,paradossalmente condannato a difendere il principio del bene e l’ordine cosmico. Loki come Seth, chiamato ad incarnare il principio del male, ma che si riscatta con una condotta dalle trovate geniali, astute e perfino divertenti. Loki è una figura ambigua, che agisce al di fuori delle regole convenzionali e anche morali, che non si pone limiti e divieti. ma che, proprio per questo è il tramite ideale tra il mondo degli Dei e gli altri mondi: quello dei Giganti, dei Nani e degli Uomini.

Loki, dunque, è una figura ambivalente: compagno di Odino e Thor,che spesso trae d’impaccio, ma anche attentatore, attaccabrighe, perturbatore, cospiratore, camaleontico. Fra le tante funzioni e competenze, ha capacità di trasformarsi a piacimento. Nei vari miti lo vediamo assumere forma di mosca, foca, salmone, puledra ecc… e da quegli stessi miti emerge la sua natura bisessuale e il suo intimo femminino che lo rende idoneo a partorire e a renderlo padre di creature mostruose come il lupo Fenrir, simbolo del fuoco-distruttore, del serpente Midgrdr, condannato a mordersi eternamente la coda, di Sleipnir il magico cavallo a otto zampe avuto dallo stallone Svadilferi dopo essersi trasformato in puledra e ancora, lo troviamo padre di di Hel, la terribile dea della Morte, ma anche padre delle Streghe, dopo essersi cibato di un cuore di donna trovato semicotto tra le braci di un fuoco.

Il mito si fa più armonioso e sereno, quando si libera di certi arabeschi bizzarri e feroci e quando accanto a Loki appare la figura della dea Sigyn, della stirpe degli Asi, che gli genera due figli Narfi e Vali,frutto di un amore fedele e sincero, Sigyn non lo abbandonerà mai, nemmeno nella disgrazia..

Loki viene spesso, nella letteratura, nel cinema e nei fumetti, erroneamente presentato come figlio di Odino e fratello di Thor, con cui è in contesa per il trono, ma tutto ciò è errato. Loki è un dio antichissimo, presente fin dai miti della Creazione, nei quali si racconta che insieme agli dei Odino e Uoenir, creò l’uomo, utilizzando un tronco d’albero, ma che fu proprio Loki a dare al simulacro un bell’aspetto ed a fargli, tra gli altri, anche il dono del fuoco. Per questo egli è spesso identificato con Prometeo.

Non solo con gli uomini, ma anche con gli Dei, Loki fu sempre pronto e disponibile e così lo vediamo impegnato nel recupero del Mjöllnir, il martello di Thor, rubato dal gigante Utgarða o stringere un patto di fratellanza di sangue con Odino o aiutare Thor nelle sue imprese o quando con uno stratagemma impedisce che Freyja, la dea dell’Amore, finisca sposa di un Gigante di ghiaccio e altro ancora.

Molto spesso, però, fu anche subdolo e perverso, come quando rubò la collana che Freyja aveva avuto in dono dai quattro nani, per portarla ad un gelosissimo Odino o quando rapì Jòunn dopo averla accusata di lussuria e ancora, quando per malvagio piacere tagliò nel sonno alla bellissima Sif, sposa di Thor, la sua bella chioma.

Mago eccelso, egli, però, applica i suoi poteri in modo subdolo e dannoso, allo scopo di perturbare l’armonia del cosmo. La sua colpa più grave fu l’aver impedito il ritorno tra i vivi del dio Baldr, dopo averne provocato la morte. Per questo peccato fu condannato dagli Dei ad essere legato ad una roccia con un serpente che faceva colare veleno sulla sua faccia. Una punizione che la dolce Sigyn tentava di alleviare cercando di raccogliere il veleno in un recipiente, ma che, quando lei si allontanava per svuotarlo, il veleno lo feriva al volto, causandogli spasimi così atroci da far sussultare la terra; punizione che ricordava molto quella dell’aquila che dilaniava il fegato, riservata dagli Dei a Prometeo, colpevole anch’egli, di aver consegnato il fuoco all’uomo.