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Gli abiti del D’Annunzio…

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di MARIAPIA METALLO

D'Annunzio si definirà un "animale di lusso" e affermerà:

 

“L'educazione estetica del mio spirito mi trascina irresistibilmente al desiderio e all'acquisto di cose belle”, tra cui ovviamente anche abiti d'alta moda. Si può avere un'idea del suo costosissimo guardaroba facendo una semplice visita guidata alla casa-mausoleo del Vittoriale a Gardone Riviera, dove si conservano giacche di varie fogge e stili: dal doppiopetto, al gessato, allo smoking si...no ad arrivare alle eleganti divise da ufficiale dei reparti cui il Vate appartenne (Cavalleria, Arditi e Lancieri).
Sono abiti di pregevole fattura e di grande manifattura italiana e straniera; le commesse venivano ordinate da d'Annunzio presso le più importanti sartorie dell'epoca: i Lanutti di Roma, i Belloni di Milano, i De Nicola di Napoli, fino ad arrivare al famoso atelier parigino di Hermès. Tutti confezionano per lui abiti (prevalentemente di lana e seta) completi di camicie, cravatte, calze e scarpe (per cui nutre una vera passione, tanto da scegliere personalmente i pellami pregiati per realizzarle). Tuttavia, d’Annunzio non si limita a collezionare capi d'abbigliamento alla moda, ma si dedica anche ad accumulare, in maniera quasi compulsiva, oggetti d'arredamento e suppellettili varie, come si può ancora vedere sempre al Vittoriale. E questa smania, o dovremmo dire ossessione, per l'acquisto di oggetti preziosi ma convenzionali, indica però una volontà di omologazione all'elegante aristocrazia romana che denota un certo provincialismo snob cui il poeta spesso si lascia andare. Infatti, se è vero che d'Annunzio ama stupire e trasgredire, quando pensa a come confezionare il suo personaggio ineguagliabile non si discosta mai dal conformismo dell'eleganza dominante. Per questo motivo non può ritenersi un dandy tout court, alla Baudelaire per intenderci, perché non cerca la differenza che lo ponga dalla parte opposta dell'élite costituita; d'Annunzio aspira a essere riconosciuto e in qualche modo a porsi alla testa di quella élite, attraverso l'aperto apprezzamento e l'acuto percorso di interpretazione e indirizzo dei segni del tempo, i suoi ideali sono gli stessi di coloro che aspirano ad avere il potere, a gestirlo e ad associarlo, anche tramite un abito, all'arte e al moderno culto dell’immagine.