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Eloisa dal medioevo a noi

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di LUIGINA FAVALE

Un percorso di scrittura


Della donna medievale rimane spesso l idea di dama legata alla "chanson d'amour", resta la maga, la strega, un immaginario cioè che ci porta quasi alla letteratura fantastica, cavalleresca, leggendaria, tanto queste figure appaiono lontane da noi. Il medioevo non ha lasciato grandi spazi personali alle donne se non nella fittizia libertà dei conventi.

Eloisa del Paracleto non è per niente una figura marginale neanche fuori dalle mura monastiche e non ha avuto bisogno che la sua personalità fosse raccontata da un uomo: si è  raccontata da sola nelle sue lettere ad Abelardo.

La sua follia romantica che la spinse a scrivere e trovare forse in quella scrittura un modo per catalizzare il dolore, ha permesso che il suo dramma d 'amore ma anche le sue teorie filosofiche giungessero a noi.

Tra le più belle donne di Parigi, Eloisa viene travolta dalla passione d'amore per il suo maestro di filosofia Abelardo che era un chierico. In una società fortemente intrisa dei valori cristiani divennero amanti peccatori.

Un matrimonio riparatore segreto per non osteggiare la carriera del maestro non era sufficiente per lo zio di lei, tale Fulberto che ne era il tutore e che pertanto pur di onorare la nipote meditò la vendetta: giunse di notte, come un ladro che non si attende.

Fulberto e i suoi amici evirarono Abelardo.

Questi convinto di aver peccato contro Dio appena fu guarito decise di ritirarsi in convento costringendo Eloisa a fare altrettanto e di fatto impedendo ad una delle donne più acculturate tra le sue allieve di poter approfondire gli studi filosofici.

Da qui in poi non si vedranno mai più se non da morti quando Pietro il Venerabile li farà seppellire nella stessa tomba essendo a conoscenza del loro grande amore che in quegli anni di vita monastica era passato da fisico e passionale a spirituale e puro.

Negli anni in convento Eloisa diventa madre badessa e conserva il rapporto con il suo amato attraverso uno scambio epistolare.

Amanti per antonomasia è facile farsi prendere dalla storia del loro amore ma quel che ad una riflessione più approfondita colpisce davvero, studiando e leggendo le lettere è la capacità di questa donna di accettare tutte le conseguenze della sua passione senza mai pentirsi "… una tua parola è bastata perché con l'abito mutando anche il cuore".

In un periodo di amor cortese le lettere di Eloisa oltre che cariche di riflessioni filosofiche appaiono tanto intrise di passione che quasi sono anacronistiche rispetto alla purezza dettata dalle circostanze cristiane.
La sua è una scrittura audace “quei piaceri d amore che abbiamo gustato insieme sono cosi dolci per me che non posso pentirmene, né cancellarne il ricordo. Da qualunque parte io mi volga sono sempre con me con tutta la forza della loro attrazione”.

Eloisa obbedisce ma non osa tacere!

Non sceglie, eppure in una situazione forzata trova una possibilità di libertà: la scrittura e attraverso ciò che giunge a noi dopo tanti secoli è una nuova morale ed una nuova visione delle azioni : nulla può inquinare l'anima se non ciò che viene dall'anima.