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La fattucchiera di Nerone

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di MARIA PACE

Magia e superstizione hanno condizionato la vita dell’uomo in ogni epoca.

Nell’ antica Roma Imperiale, ai tempi di Claudio e Nerone, un nome faceva tremare la corte: Locusta ( o Locustra).

Era una giovane di grande avvenenza e dal potere e prestigio quasi illimitati ed era l’unica persona con libero accesso, notte e giorno, agli appartamenti privati di Nerone, perché era la sua fattucchiera personale.Nerone, come tutti i suoi contemporanei, era profondamente superstizioso.

Come dargli torto se ancor oggi così tanta gente si fa prosciugare il portafoglio da maghi e fattucchiere?

Nerone non muoveva un dito senza prima consultare quella stupenda creatura la quale era anche assai esperta di veleni.

Fu proprio dei veleni da lei preparati che Nerone si servì per sbaragliare la concorrenza. (oggi si usano altri mezzi, per fortuna).

Per primo, fece fuori l’imperatore Claudio, suo patrigno, facendogli servire una gustosa pietanza a base di funghi… corretti da Locusta, naturalmente. Fu la stessa Agrippina, sua madre, donna   dalla smodata  ambizione, che servì personalmente il pasto al marito, assistendolo amorevolmente fino alla fine.

Toccò poi al fratellastro Britannico, il quale aveva qualche diritto in più di sedere sul trono dei “figli della lupa”. La morte del povero ragazzo fu spettacolare e gli storici ne danno risalto nei loro scritti.

Britannico era stato invitato ad un banchetto e stava tracannando vino da una coppa da cui aveva già bevuto un assaggiatore. Il ragazzo chiese dell’acqua per annacquarlo, ignorando che il veleno preparato da Locusta si trovasse proprio là dentro.

Gli effetti però erano troppo lenti e allora Locusta preparò una mistura in polvere che Nerone riuscì con uno stratagemma a far assumere al fratellastro.

Narra Tacito

“… si ricorse a questo trucco. Si servì a Britannico una bevanda ancora innocua ma caldissima, che subì l’assaggio di verifica. Quando Britannico la respinse, poichè troppo calda, gli fu versato in acqua fredda il veleno, che si diffuse in tutte le membra.”

Morì, tra spasmi atroci, sotto gli occhi di Nerone e della corte atterrita, che, però non ebbe sospetti poiché ill ragazzo soffriva di epilessia., .

A quella morte, naturalmente, ne seguirono altre, sempre sperimentando nuove pozioni e nuovi veleni che resero Locusta una delle donne più ricche di Roma, e anche la qualifica di prima donna killer della storia.

Ma chi era questa donna?

A parlarci di lei sono stati soprattutto Tacito e Svetonio. Originaria della Gallia, dove aveva appreso tutti i segreti delle piante e l’arte di creare elisir ed unguenti, partì per Roma. Particolarmente dotata in quest’arte, Locusta fece subito fortuna ed apre una bottega sul Palatino, assai frequentata.  La sua specialità erano soprattutto veleni che non provocavano la morte immediata, facendola invece, apparire naturale.

A lei ricorrevano davvero tutti, nobili e plebei.  A lei ricorreranno Messalina prima ed Agrippina dopo, per liberarsi dell’amante la prima e del marito la seconda.

Diventato Imperatore, Nerone la rese una delle donne più ricche dell’urbe e le permise di aprire una scuola per insegnare i segreti delle piante.

Giunse, però, anche per lei il tempo della resa dei conti, della condanna e della pena.

Morto Nerone, l’imperatore Galba la fece pubblicamente giustiziare e la gente poté trarre un sospiro di sollievo.