Il SudEst

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Una battaglia per la democrazia

Una battaglia per la democrazia

di VINCENZO DE ROBERTIS*

Ridurre il numero dei Parlamentari” è la parola d'ordine attuale e principale del Movimento 5 stelle, ed in particolare del suo leader (o capo politico, come preferisce farsi chiamare), Luigi Di Maio, che la utilizza per magnificare il proprio partito, primo ed unico artefice, a suo dire, di una riforma originale, e per attaccare gli avversari di turno, prima il PD, ora la Lega, quali “difensori della casta”.

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Lettere a Direttore/ Per evitare l’autonomia differenziata vanno attivate politiche meritocratiche in tutto il Paese

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro direttore, mi sembra indubitabile che la forza della proposta di autonomia differenziata portata avanti da alcune regioni settentrionali sta nel cattivo funzionamento delle regioni meridionali dato che, a partire dal 1970, abbiamo avuto tutti modo di verificare che c’è un’evidente differenza tra il rendimento delle regioni del nord, del centro e del sud. Ma per affrontare e risolvere questo problema cosa vogliono fare le regioni del nord? Vogliono maggiori poteri e maggiori risorse economiche; vogliono, cioè, che sia legalizzata una forte differenza tra le varie aree del Paese. Una scelta del genere costituirebbe un colpo mortale all’unità d’Italia ma per opporsi all’autonomia differenziata c’è bisogno di una proposta politica che sia all’altezza della sfida portata, una proposta che tenga conto dei rilievi fatti dalle regioni del nord e che, nello stesso tempo, si rivolga in modo indifferenziato a tutto il Paese. E’ opportuno che le forze politiche non di destra si facciano promotrici di alcune riforme legislative che realizzino l’operatività di una forte politica meritocratica. La conseguenza sarebbe quella di accentuare i controlli sulla gestione delle risorse pubbliche destinate agli enti, alle imprese, agli ospedali, alle scuole, alle persone al fine di penalizzare coloro che usano male le risorse pubbliche e premiare coloro che, invece, fanno un buon utilizzo di esse. E’ chiaro che se venissero seriamente attuate tali politiche ad essere colpito sarebbe più il Mezzogiorno che il resto del Paese ma in questo caso esso sarebbe colpito sulla base della giusta verifica che una parte consistente di enti, imprese, ospedali, scuole e persone non fanno registrare comportamenti virtuosi e non perché, per principio, si è deciso che al nord debbano andare più poteri e più risorse. Cosa bisognerebbe fare per ovviare, almeno in parte, alle minori risorse che sarebbero destinate al sud a seguito delle suddette scelte? Bisognerebbe, contemporaneamente, attivare forti politiche assistenziali al fine di non far sprofondare nel disagio e nella povertà coloro che non sono in grado di corrispondere agli standard richiesti dalle suddette politiche meritocratiche.

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani (SA)

Crolla la costa a Polignano: per Legambiente Puglia una Regione a rischio erosione

di NICO CATALANO

A distanza di circa un mese dal crollo della Falesia nei pressi della spiaggia salentina di Torre dell’Orso, nei giorni scorsi, il pericoloso evento si è ripetuto nel barese.

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La Grande Crisi

di SIMONE DEL ROSSO

Mai come in questa fase della politica italiana, le sorti del nostro Paese sono condizionate dalle tattiche, dalle strategie e dalle ambizioni personali dei principali leader politici.


 

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Turi, 20 braccianti avvelenate

di NICO CATALANO

Intossicate mentre lavoravano sotto un tendone di uva da tavola a Turi in provincia di Bari, è accaduto martedì scorso a venti braccianti agricole originarie della provincia di Brindisi. Le donne colte da forti dolori alla gola, tosse persistente e intensa nausea sono state subito soccorse dalle ambulanze del 118 e trasportate presso gli ospedali di Putignano, Monopoli e Acquaviva delle Fonti dove sono state ricoverate in prognosi riservata. Tra le cause del malore si sospettano sia l’effetto “deriva” dovuto per un insetticida utilizzato in qualche vigneto confinante, così come la stanchezza e lo stress a cui le donne sono sottoposte ogni giorno, un lungo viaggio dai loro paesi di residenza nell’alto Salento per raggiungere il posto di lavoro, tragitto reso ancora più duro dall’afa agostana pugliese.

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