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Lettere al Direttore/ Caro Saviano, il problema della fame nel mondo non ha più grosse dimensioni

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro direttore, Roberto Saviano ha dedicato un suo articolo al problema della fame nel mondo. Egli alla fine ha scritto: “…la fame nel mondo non è causata da eventi eccezionali, ma è la normalità per almeno ottocento milioni di persone, eppure nessun telegiornale ne parla, nessun giornale: è un dramma quotidiano, un dramma rimosso. Per fame, e per ragioni ad essa connesse, ogni giorno muoiono nel mondo 25mila persone. Più di 1000 ogni ora. Se impiegate 2 minuti e 30 secondi a leggere queste mie righe, sappiate che nel frattempo saranno morte per fame più di 35 persone. Così è e così sarà” (Le terre dimenticate dove impera la fame; L’Espresso, 28/7/2019). Non sono d’accordo. Non è vero che nessun telegiornale o giornale parla della fame nel mondo e non è vero neanche che il problema ha grosse dimensioni. L’Onu, la Fao e varie altre organizzazioni internazionali e associazioni no profit sono impegnate da molto tempo nella lotta alla fame. Nel libro Factfullness di Hans Rosling, Ola Rosling e Anna Rosling Rönnlund, pubblicato l’anno scorso anche in Italia, viene spiegato dettagliatamente perché negli ultimi decenni il numero di coloro che hanno fame è diminuito drasticamente. Venti anni fa il 29 per cento della popolazione mondiale viveva in povertà estrema; ora questo numero è pari al 9 per cento. Nel 1997 il 42 per cento della popolazione indiana e cinese viveva in condizioni di estrema povertà. Nel 2017, in India, questa cifra era scesa al 12 per cento, con 270 milioni di poveri in meno rispetto a soli venti anni prima. In Cina, nello stesso periodo, il dato è precipitato ad un sorprendente 0,7 per cento, con un altro mezzo miliardo di persone al di sopra di questa soglia cruciale. Nel frattempo l’America latina ha registrato una diminuzione dal 14 al 4 per cento : altri 35 milioni di persone.


Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani (SA)