Il SudEst

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Lettere al direttore/ E' strano che proprio Beppe Grillo accusi Salvini e il popolo italiano di non parlare della mafia

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro direttore, Beppe Grillo ha commentato la foto con il mitra di Matteo Salvini. Egli ha scritto, tra l’altro, che «…uno che diventa ministro dell’Interno in Italia – regno della criminalità organizzata – ma parla solo di immigrati, ovviamente ha paura delle vere sfide che il ruolo gli porta a competenza. In questo particolare aspetto ha dalla sua quasi tutto il popolo italiano, abituato a fingere di non sapere che Mafia, Camorra e ’Ndrangheta esistono anche se il ministro dell’Interno non ne parla. Il Paese convive con questi fenomeni da moltissimo tempo e non vuole “fare l’eroe”, ma neppure ci tiene a essere rappresentato come codardo. 
Conclusioni. Probabilmente l’assistente mediatico in questione è l’unico a ricordarsi che il Matteo è ministro, in particolare dell’Interno, e coglie appena può l’occasione per appendere un paio di attributi finti al Carroccio, in linea con moltissima parte del popolo italiano: non vedere ma ostentare, non sapere ma parlare» (Il ministro dell’interno a sua insaputa; Il Fatto Quotidiano, 24/4/2019). E’ molto strano che proprio Beppe Grillo accusi Salvini e molta parte del popolo italiano di non parlare della mafia. Proprio lui che il 22 ottobre 2012 a Marsala, disse che "in Sicilia la mafia non c'è perché l'avete mandata tutta al Nord". E che il 25 ottobre 2014 a Palermo disse le seguenti frasi: “La mafia è stata corrotta dalla finanza. Prima aveva una sua morale”. “Tra un uomo d’affari e un mafioso non c’è quasi nessuna differenza. Il primo sa che è fuori legge, l’altro si assolve perché è dentro il sistema”. E ancora: “Se il Giappone mette la prostituzione e la droga nel Pil, allora io voglio che la mafia si quoti in borsa”. “Che cos’è la mafia? E l’onestà? E’ un tic nervoso. A me non fa paura la disonestà commerciale ed economica. Non mi scandalizza più di tanto chi ruba. Mi fa paura chi è disonesto intellettualmente”.

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani (SA)