Il SudEst

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Lettere al Direttore/ Dove è la diversità dei nuovi governanti?

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro direttore, credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che un parlamentare debba avere alcuni requisiti minimi per poter svolgere bene la propria attività; tali requisiti dovrebbero essere, a mio parere, la democraticità, il rispetto nei confronti delle altre persone o delle altre razze, l’onestà e un grado medio di cultura. Negli scorsi decenni è stata messa, giustamente, in discussione l’onestà di parecchi parlamentari perché molti sono gli scandali che sono emersi; ma la maggior parte dei parlamentari del passato non poteva essere accusata di essere poco democratica, poco rispettosa, razzista o poco acculturata. Col nuovo Parlamento, invece, l’Italia repubblicana ha scoperto che per la prima volta molti deputati e senatori disprezzano la democrazia e gli extracomunitari e hanno una scarsa cultura. I leghisti, che sono stati portati al governo dai cinque stelle pur avendo la meritata nomea di essere razzisti oltre che di aver fatto sparire parecchi soldi dalle loro casse, dimostrano ogni giorno la loro avversione nei confronti della democrazia e contestano i diritti degli immigrati. Ma l’elemento veramente nuovo è l’ignoranza che caratterizza molti deputati e senatori, specialmente gli appartenenti ai Cinque Stelle; alcuni parlamentari che occupano posti di prestigio (come la vice-presidente del Senato Paola Taverna e la sottosegretaria Laura Castelli) stanno dimostrando una preoccupante incapacità di svolgere bene i propri compiti o di non capire l’inopportunità di mettere continuamente in discussione il ruolo della scienza. Quello che va detto con forza a leghisti e cinque stelle è che serve a poco rivendicare la proprio diversità nei confronti dei governanti del passato se nelle loro file ci sono razzisti, ladri e ignoranti; le caratteristiche deteriori della nuova classe dirigente mettono fortemente in discussione il tanto decantato cambiamento e rendono problematico ipotizzare una reale capacità di governare il nostro Paese.


Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani (SA)