Il SudEst

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Il biotestamento è finalmente legge

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di LAVINIA ORLANDO

Le lacrime di gioia di Emma Bonino e Mina Welby e l'ovazione proveniente dalla maggior parte dei parlamentari presenti a Palazzo Madama,

subito dopo l'annuncio da parte del Presidente del Senato dell'approvazione della c.d. legge sul biotestamento, è indubbiamente una tra le poche scene  significative ed emozionanti vissute, almeno in tempi recenti, all'interno delle nostre Camere legislative.

In un Parlamento quasi sempre palcoscenico di autentiche brutture - grammaticali, concettuali e politiche, oltre che legislative -  la commozione connessa alla scelta, con molti anni di ritardo, di disciplinare un campo finora volutamente lasciato vuoto, è quanto di più autentico si potesse ammirare.

Un plauso va rivolto alle forze politiche che hanno votato a favore delle disposizioni: Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Sinistra Italiana, Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista, Ala ed una parte del gruppo misto. Circa la libertà di coscienza lasciata da Forza Italia ed Area Popolare ai propri rappresentanti ed il no delle destre e di una parte dei centristi, si può solo affermare che tali forze hanno perso l'ennesima occasione per dimostrare di essere finalmente liberi da inutili limitazioni, ideologiche e pregiudiziali, nella maggior parte dei casi ipocrite.

Ripercorrere la lunga e tortuosa strada che ha condotto all'approvazione delle nuove disposizioni si rende necessario, al solo fine di ringraziare i tanti che, letteralmente immolandosi alla causa, peraltro in situazioni di oggettiva drammaticità, hanno contribuito a risvegliare una politica sempre troppo limitata dal potere religioso ed un'opinione pubblica attenta solo a fasi alterne alla questione.

Per questa ragione il ringraziamento più grande va rivolto a Luca Coscioni, Eluana Englaro, Piergiogio Welby,  Fabiano Antoniani ed a tutti i famigliari che, sempre al fianco dei loro congiunti, hanno fatto di tutto affinché le volontà del proprio amato fossero rispettate ed a tutti coloro che hanno sostenuto in prima persona le forti azioni di sensibilizzazione portate innanzi da chi ha vissuto situazioni di profondo dolore, fisico e morale, ad iniziare da Emma Bonino, sempre attiva nonostante il male che ultimamente l'ha colpita.

Il testo, che reca “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico”, approvato con 180 voti favorevoli, 71 contrari e 6 astenuti, prevede il principio del consenso informato, per il quale nessun trattamento sanitario (comprese nutrizione ed idratazione artificiale) possa essere avviato o proseguito senza il consenso libero ed informato della persona interessata (che verrà espresso da genitori o tutore in caso di minori). Altri punti fondanti sono il divieto di accanimento terapeutico e la garanzia da parte del personale sanitario di assicurare un'adeguata terapia del dolore. Circa i medici, saranno tenuti a rispettare la volontà del paziente, fatto salvo l'esercizio di obiezione di coscienza, nel qual caso l'obbligo di tutela delle disposizioni del paziente ricadrà sulla struttura sanitaria. La legge, inoltre, riconosce la possibilità di mettere per iscritto le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari in previsione di una futura incapacità di autodeterminarsi (sono queste le c.d. disposizioni anticipate di trattamento, comunque revocabili in qualsiasi momento).

Com'è facilmente comprensibile da quanto appena elencato, le disposizioni non recano nulla di stravolgente, limitandosi a tutelare, con riferimento alla parte finale della vita, la dignità e la libertà di cittadine e cittadini, consentendo a chiunque di scegliere in coscienza fin dove spingersi in caso di situazioni di c.d. non ritorno.

Ciò nonostante, il provvedimento è un'autentica rivoluzione, sotto due profili differenti: il merito delle disposizioni calate in un Parlamento che ancora risente di vecchi retaggi ed il metodo utilizzato per approvare una legge che ha visto la maggior parte delle forze politiche abbandonare, limitatamente alle disposizioni viste, polemiche e lotte elettorali in vista del raggiungimento di un bene comune superiore.

Indipendentemente dal proprio credo politico e dallo schieramento che ciascuno deciderà di votare nel 2018, il voto sul biotestamento ha avuto l'enorme merito di avvicinare, sia pure per pochi istanti, la politica ai cittadini, rammentando, in primis a se stessa, quale dovrebbe essere il suo ruolo: legiferare in modo chiaro e puntuale, tenendo conto delle esigenze dei cittadini e non badando ad interferenze esterne, magari anche del tutto fuori dai tempi.