Il SudEst

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Fedeli : al "voto" le dimissioni di un ministro

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di LUIGINA FAVALE

Annunciazione, Annunciazione! Ve lo ricordate Massimo Troisi?


Ecco questa settimana, il ministro Fedeli ci allieta con più di qualche novella. E come l'angelo Gabriele che annuncia a Maria la nascita del Redentore, la signora Fedeli rinvigorita quindi dal profumo natalizio annuncia anche lei più di qualche novità importante.

Prima tra tutte le dimissioni! In carica fino al 22 di dicembre prossimo poi saremo senza ministro. Discutibile pensare che i docenti ne sentiranno la mancanza! In una intervista dichiara " lascio ai docenti l'incombenza di darmi un voto come loro ministro".

Per molto tempo i docenti italiani hanno parlato del ministro sui social e sui giornali ma purtroppo venendo  ignorati. È difficile pensare Che possano esprimere un  voto senza correre il rischio di risultare troppo addentrati o presi  dalle questioni personali tenendo conto pure , se vogliamo ironizzare,   che il ministro  ha pensato bene di togliere  quello in condotta di voto.

Facendo una brevissima carrellata del malcontento del corpo docente troviamo in primis la sperimentazione del liceo breve che ha ravvivato l'idea che il minimalismo a scuola forse è cosa buona per immettersi prima nel mondo del lavoro/ disoccupazione.

Come potranno poi giudicare un ministro che si siede sui gradini della piazza di Benevento e non è in grado di dare risposte concrete ad un folto gruppo di studenti che chiedono di formarsi studiando e non facendo patatine fritte nel McDonald per l'alternanza scuola lavoro?

Probabilmente sarà difficile esprimere  un voto da parte dei vincitori di Concorso 2016 ai quali non è stata data la cattedra messa a bando perché i posti sono misteriosamente scomparsi.

Nessuno ha pensato  ai precari storici della gae infanzia completamente dimenticati dalla 107 ! Come possono esprimere un giudizio positivo?

Quando si fa una dichiarazione di quel tipo lanciandosi nell'arena di spontanea volontà si deve essere pronti ad accogliere la valutazione dei diplomati magistrale, degli itp, dei tfa che attendono da mesi l'esito di una plenaria dal Consiglio di Stato perché la politica non è stata capace di risolvere un problema di occupazione, di diritto e di precedenza.

Bisogna avere la sensibilità di ricevere la disperazione di chi vuole lavorare , la prontezza di interiorizzare la delusione di chi nella scuola ci crede ma puntualmente si ritrova fuori , la caparbietà di dare una risposta concreta a chi fa domande sul perché un docente con laurea e titoli e servizio al sud non riesce ad avere un contratto , la sincerità di ammettere che uno stipendio di 1400 euro non è sufficiente rispetto agli oneri e alla responsabilità che abbiamo tutti i giorni sia a scuola sia nel lavoro " sommerso" che puntualmente si porta  a casa.

Nell'ultima intervista che il ministro ha rilasciato a Il Mattino,  ha anche annunciato a conclusione di quella carrellata,  che la Corte Costituzionale ha dato parere positivo ai  docenti di ruolo in merito alla partecipazione al prossimo concorso e anche questo probabilmente aprirà a nuove diatribe interne. A  giorni uscirà il bando  per il reclutamento dei precari storici e tra febbraio/marzo il tanto atteso concorso  per i neo-laureati e tutto il Paese è consapevole che ci sono Gm piene e che addirittura nella regione Friuli  l'esito della prova scritta del concorso 2016 non è mai stato reso noto. Appare ovvio quindi che molti si chiederanno dove saranno utilizzate queste persone che affronteranno il nuovo concorso ( Nel Burundi?).

Se le graduatorie non sono state svuotate come si risponderà al bisogno e al diritto lavorativo diventerà il vero cruccio non solo dei docenti ma anche di un eventuale nuovo ministro.

Prima di dare una parvenza di opportunità bisognerebbe fare i conti con quanto disordine e malcontento gia c'è anche per evitare di illudere i giovani laureati che credono in una chance. Tutto questo per evitare che al momento in cui ci si renderà conto che non si possono rispettare i tempi tecnici di assunzione non si puo' procedere d'accordo a tavolino con i sindacati (gia' largamente diffidati ds molti docenti che si sentono  svenduti per 80 euro di aumento stipendiale) con l'ipotetica prospettiva di  qualche decreto di modifica per prorogare magari di un anno le graduatorie di merito.

Se davvero il Ministro, vuole dimettersi ,forse per ricucire quei famosi strappi tra il Miur e il corpo docente , dovrebbe farlo in silenzio.