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Il caso delle due ragazze americane: come evolve il terrorismo machista in Italia

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di MADDALENA CELANO

I pubblici ministeri di Firenze stanno indagato sulle accuse di stupro di due studentesse statunitensi.

 

 

 

 

Le studentesse affermano di essere state violentate dai carabinieri che le hanno scortate fino a casa,  in una macchina della polizia da una discoteca, accuse che il Dipartimento di Stato Americano dice di prendere molto sul serio.  Secondo le studentesse statunitensi, mercoledì 6 settembre 2017, due agenti dei Carabinieri hanno offerto loro il passaggio, fino a casa, da una discoteca di Firenze e poi le hanno violentate nell'ascensore e sulle scale dell'edificio. L'intervento diplomatico statunitense è stato celere, mentre il console generale degli Stati Uniti a Firenze, Benjamin V. Wohlauer, ha incontrato il capo della polizia di Firenze e il comando provinciale dei Carabinieri. Il ministro della Difesa italiana, Roberta Pinotti, ha definito la situazione di "estrema gravità", se l'accusa di stupro risultasse essere vera. Le studentesse, rispettivamente di 19 e  di 21 anni sono state interrogate dai pubblici ministeri per diverse ore al giorno. Le donne hanno accusato gli ufficiali dei carabinieri di averle violentate all'inizio di giovedì mattina (il primo giovedì del settembre 2017) sulle scale del loro condominio. Le tv locali affermano che tre auto di pattuglia sono andate in una discoteca per indagare su una rissa. Due auto sono partite dopo che la calma è stata ripristinata, ma la terza auto è rimasta. Le donne, che secondo quanto riferito hanno trascorso la serata in discoteca, hanno confermato alle autorità che gli ufficiali le hanno portate verso il loro condominio e le hanno violentate. Testimoni  confermavano di aver visto le donne entrare nella macchina della polizia. Le studentesse hanno affermato di essere state violentate all'interno dell'edificio condominiale,  prima che potessero raggiungere le loro stanze.

“Le indagini sono ancora in corso, ma vi sono alcune basi per quanto riguarda le accuse”, ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti a una conferenza sulle questione femminile.

"Lo stupro è sempre una questione grave. Ma è di una gravità senza precedenti se viene commesso dai carabinieri in uniforme".

Le due ragazze, che provengono dagli stati del Maine e del New Jersey, hanno detto agli investigatori di aver bevuto alcool e fumato cannabis la notte dell'accaduto. Dissero che erano  troppo spaventate per urlare o chiedere mentre l' assalto sessuale aveva luogo. La polizia ha eseguito il test del DNA per cercare di verificare le loro accuse, con risultati schiaccianti: i due carabinieri hanno consumato un rapporto con le due ragazze.Il caso, che ha ricevuto ampio spazio nei media italiani, arrivò meno di due settimane dopo che un turista polacco e una transessuale peruviana sono stati brutalmente violentati nella località balneare di Rimini.  Due marocchini, un nigeriano e un richiedente asilo congolese sono stati arrestati per gli attacchi, il che ha portato ad un forte aumento del sentimento anti-immigrazione in Italia.

Le accuse mosse ai carabinieri hanno sconcertato l'establishment italiano.

"Se questo è vero, e spero che si chiarisca quanto prima, sarebbe un atto di gravità inaudita", ha detto all'agenzia di stampa dell'ANSA Tullio Del Sette, il capo dell'esercito. Il corpo di polizia  dei carabinieri  ha sospeso i due agenti che hanno presumibilmente violentato le due studentesse americane a Firenze, mentre erano in servizio. Le due studentesse, ritengono di essere state coinvolte in una rissa ed hanno spinto la polizia ad arrivare fino alla discoteca.

Secondo il Corriere della Sera , uno dei carabinieri ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con una delle donne, ma insiste che era consensuale. Secondo gonews

(http://www.gonews.it/2017/11/22/violenza-studentesse-americane-oggi-linterrogatorio-alle-ragazze-modalita-protetta/) le studentesse sono state interrogate il 21 novembre 2017, ad interrogarle è stato il gip Mario Profeta nell'aula bunker: le studentesse sono state ascoltate in modalità protetta con l'ausilio di un interprete in una stanza separata dove non ci sono altre persone, mentre pm, difensori e i due carabinieri indagati (presenti nella struttura) potranno assistere all'interrogatorio tramite sistema audio-video. Gli avvocati non possono intervenire mentre il giudice rivolge domande alle due ragazze americane, tuttavia possono proporre allo stesso gip proprie domande. Sembra che uno dei difensori dei militari abbia appunto consegnato circa 250 domande da porre alle ragazze. Starà però al giudice, di sua iniziativa, decidere quali domande porre. L'incidente probatorio, iniziato verso le ore 10, si è protratto fino a tarda serata con una sola breve pausa per pranzo. Probabilmente prolungare il lavoro del giudice l'esigenza di tradurre in inglese l'intero interrogatorio. Secondo Fanpage (https://www.fanpage.it/stupro-firenze-domande-degradanti-e-12-ore-di-interrogatorio-le-vittime-violentate-anche-dalla-giustizia/
http://www.fanpage.it/)  i carabinieri vengono difesi da una moltitudine di persone che non credono assolutamente alla versione delle ragazze americane. "Erano ubriache, quindi anche fosse successo se la sono andata a cercare", uno dei commenti più gettonati. E poi, ancora: "Avevano un'assicurazione contro lo stupro, sicuramente la denuncia fa parte di un piano ben architettato per incastrare due povere vittime e intascarsi i soldi del premio". Peccato che, nonostante inizialmente la notizia dell'esistenza di questa speciale assicurazione fosse stata spacciata per certa dai giornali, si è poi infine scoperto che questa copertura non esisteva affatto così per come era stata descritta, ma faceva parte di un classico pacchetto acquistato da una moltitudine di studenti stranieri in viaggio di studio all'estero. Per giorni, giorni e giorni, le ragazze sono state accusate, vilipese e maltrattate e poi, a un certo punto, quando la notizia "non tirava più" sui social, abbandonate al loro destino. Nella giornata del 23 novembre, però, complice l'inizio del processo contro i due carabinieri accusati di stupro, la storia della violenza sessuale di Firenze è tornata alla ribalta, nel peggiore dei modi. Gli avvocati difensori dei due militari dell'Arma, che per carità fanno il lavoro che loro compete, hanno presentato ben 250 domande per l'incidente probatorio, molte delle quali non accettate dai giudici titolari del caso perché ritenute degradanti e lesive della dignità della donna. "Avevano le mutandine?", recitava una delle domande scartate, per fortuna, dai giudici. Una domanda che suona come una sorta di stigma, come se gli avvocati volessero suggerire che quelle ragazze tanto sante non erano, che quelle ragazze alla fine erano un po' troppo libertine, delle troie provocatrici. L'interrogatorio nell'ambito dell'incidente probatorio ha confermato la versione delle due studentesse, ma è durato ben dodici ore filate. Dodici ore di interrogatorio per ricostruire quei venti minuti di violenza sessuale, le due ragazze sono state bombardate di domande che manco un boss di Cosa Nostra. A un certo punto, causa l'intenso stress provocato dall'incidente probatorio, una delle due americane ha anche accusato un malore, finendo quasi per svenire in Aula. Nessuna scusa da parte degli imputati, secondo l’avvocato Giorgio Carta "i militari sono stati fessi a dare alle studentesse un passaggio in auto ma non le hanno violentate perché loro erano consenzienti, dunque sono innocenti e non devono chiedere scusa". Un consenso che secondo il legale sarebbe stato espresso dalle due vittime incoscienti, come provato dagli esami alcolemici effettuati dai sanitari a ridosso dello stupro. Fa specie che un avvocato – che ripeto, fa il mestiere che gli compete e difende i propri assistiti – arrivi a negare l'evidenza, a negare il fatto che in caso sussista uno stato alterato di coscienza non esista alcun tipo di consenso che tenga. Insomma, tra interrogatori fiume, domande degradanti che per fortuna non sono state ammesse dai giudici e illazioni sessiste, le due ragazze sembra siano state violentate per l'ennesima volta, questa volta dalla Giustizia italiana.

Ma non è l' unico caso in cui si evince una totale legittimazione dello stupro e dello stupratore e, al contrario, un' ulteriore vittimizzazione della vittima.

Il 16 giugno 2016, uno studente di Stanford è stato condannato a soli sei mesi per aver violentato una ragazza mentre erano entrambi ubriachi. Il nome del ragazzo è Brook Turner, e scrisse una lettera incolpando la sua partner  e non si prese alcuna  responsabilità. Piuttosto, ha interpretato il ruolo di vittima, dicendo che la propria vita era stata rovinata. La sua vittima rispose con una lunga lettera che gli ricordava che, sebbene fossero entrambi  ubriachi, fu l'unico a decidere di abusare sessualmente di lei ed è stato lui ad aver rovinato realmente e materialmente la sua vita. La cultura  dello stupro  è qualcosa di reale, esiste, e ogni giorno si divulga a macchia d' olio. Il termine “Cultura dello stupro”  fu coniato negli anni '70, da femministe statunitensi, per descrivere tutti i modi in cui la società colpevolizza la vittima di uno stupro.

Emily Buchwald , autrice di un libro intitolato Transforming a Rape Culture (Trasformare una cultura dello stupro) lo definisce come segue:

[...] una serie di credenze che fomentano le aggressioni sessuali da parte degli uomini e sostengono la violenza contro le donne. È una società in cui la violenza è vista come sexy e la sessualità è violenta. In una cultura dello stupro, le donne ricevono continue minacce di violenza che vanno dai commenti di natura sessuale [...] allo stesso stupro. Una cultura dello stupro condona il terrorismo fisico ed emotivo contro le donne come se fosse  norma ... In una cultura dello stupro, uomini e donne presumono che la violenza sessuale sia un dato di fatto, qualcosa di inevitabile.

È anche definito come  ambiente in cui la violenza sessuale contro le donne è normalizzata e la paura di essere violentata è costante. La cultura dello stupro si evince anche da queste frasi ed affermazioni: Perchè una donna parla con sconosciuti? Sono donne e se ne sono andate sole di notte? Perchè una donna fa tardi a casa?  Perchè una donna esce sola la sera? Forse allora sappiamo di cosa stiamo parlando. Ma nel caso non fosse ancora chiaro spiegherò come si manifesta la cultura dello stupro.

La vittima viene incolpata se c'è un attacco sessuale. Molte volte, in caso di stupro, il vestito della vittima è causa di colpa e delegittimazione, sia che indossasse minigonne o pantaloni attillati; anche se la vittima ha consumato alcool o  è uscita da sola, eccetera. La prima cosa che subiscono molte vittime è una quantità brutale di domande che cercano solo di biasimarle.

Le molestie sono tollerate. L'esempio più chiaro è la molestia da strada, che cerca di essere banalizzata o vista come qualcosa che non è importante dicendo che "era solo un complimento" o "solo un apprezzamento", ma la verità è che se la vittima di quella molestia si sente a disagio, non è un complimento, è una molestia. Le aggressioni sessuali sono banalizzate. Molto probabilmente suonano come i seguenti commenti: "eri così bella da essere stuprata", "lo volevi anche tu". All'improvviso, scherzare sulle violazioni è visto come irriverente, piuttosto che offensivo -  per qualcuno è una semplice barzelletta, per una vittima, è forse il peggior ricordo della sua vita – ma vogliono farlo sembrare come qualcosa di accettabile. Invece, non lo è. Le accuse di stupro non vengono prese sul serio. In molti casi, si dice che la vittima cerca solo attenzione. Molte volte, in casi come questi, le donne vengono interrogate quasi come criminali per respingere le accuse.

Questi sono solo alcuni dei modi in cui si manifesta la cultura dello stupro, ma sono tra i più rappresentativi.