Il SudEst

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Non è amore se fa male: tragica fine di un’adolescente

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di LUIGINA FAVALE

Il 3 Settembre una bellissima ragazza salentina scompare da casa.


Una mia amica e collega di scuola è impegnata come volontaria Croce rossa nella sua ricerca con molti altri volontari.
Noemi Durini , 16 anni di Specchia nel basso Salento ha una storia d'amore con un ragazzo solo un anno più grande di lei.

Noemi viene cercata viva perché si pensa al sequestro di persona. La mia amica mi aggiorna sulle ricerche e mi trasmette la sua grande forza e volontà: la speranza di salvare una persona è sempre forte quando ci sono tragedie umane a cui far fronte.

Mi faccio prendere dalla curiosità, sana, di capire chi è Noemi. Guardo il suo profilo Facebook e spulcio tra le sue foto.  Trovo un'adolescente come tante, catapultata   in un modo confuso di emozioni a picchi altalenanti: gioie pazzesche e tristezze infinite, solitudine e amici, culture e contorni. Una ragazza con tutte le caratteristiche della sua eta' con in più l'amore per un ragazzo poco più grande di lei . Un amore definito in paese "malato", una storia che preoccupa la famiglia perché il ragazzo ha una personalità discutibile.

Allora osservo le loro foto. Mi colpisce un collage con un post in cui i due ragazzi sembrano voler sfidare l'opinione degli adulti" avete visto siamo ancora qui...abbiamo detto per sempre e per sempre sara' ! "

13 settembre mi chiamano per darmi la notizia: Noemi è stata trovata. Morta.

I dettagli sul ritrovamento sono ormai noti.

La mia amica mi informa sul suo stato d'animo. Provo ad esserle vicina. Ma sono una madre anch'io e ho un colpo allo stomaco. Mia figlia ha 12 anni. L'ho protetta dalle bronchiti, dalla febbre, dai raffreddori  come ha fatto di sicuro la mamma di Noemi. E dai mostri? Come difendiamo le nostre figlie dai mostri?

Con l'esempio forse.

Quale esempio in una società fortemente attratta dal male, dove un videogame ti inculcare che ci sono 7 vite e che fai 100 punti se uccidi l'altro, il diverso da te, l'altro da te. "Una società educante" aveva scritto una nota professoressa universitaria e lo avevo letto. E son passati molti anni e intorno vedo una società fuorviante invece. Non vedo brutti valori. Non vedo proprio valori. Ed è diverso. Osservo i ragazzi: per lo più incapaci di accettare divieti e no, attratti dalla spettacolarizzazione del cattivo, del negativo.

Ed infatti il diciassettenne assassino al momento dell'arresto con aria di sfida e comportamento da buffone saluta le telecamere e fa gestacci e sorride alla folla radunatasi fuori per urlargli la rabbia e il dolore. Come su un palcoscenico si atteggia del male che ha fatto forse consapevole che ora è protagonista.  Che di lui si parlerà molto. Che la sua foto girera' in rete. Che il suo profilo Facebook sarà visitato. Non importa che il suo gesto non è un bene: è colui che appare! È colui che incalzerà nelle televisioni e sui giornali.

Non chiamiamolo fragile. Chiamiamo le cose col loro nome: mostro , cinico.

Noemi era stanca di questo voleva lasciarlo e scriveva " non è amore se ti picchia, non è amore se ti fa piangere, non è amore se ti fa male".

La sua mamma lo.aveva intuito che sarebbe stato pericoloso per lei. L'esempio di cosa vuol dire avere una storia d'amore glielo aveva spiegato e dato e l'aveva accompagnata a sporgere denuncia infatti per tenerlo lontano.

Lui anche ha avuto il suo modello. L'esempio di un padre che divora i diritti di uguaglianza delle donne e il rispetto della libertà di un essere umano diverso dal proprio sesso: " era troppo libertina ed indipendente".

Ecco. Il messaggio, l'esempio, che viene trasmesso ad un figlio: la donna inferiore, assoggettata, dipendente.
Non è accettabile che un padre educhiamo il proprio figlio in questo modo. Mina completamente la dignità della persona civile e del concetto di compagna. Chi cammina con noi in una storia d'amore deve poterlo farlo con la mano nella nostra, con fiducia e con crescita parallela, non restando indietro. Il dovere morale di un genitore sta anche nel difficile compito di non difendere il figlio che sbaglia consapevole che fargli notare un errore può essere utile a prevenire la formazione di una personalità contorta e frustrata.


Il dovere morale nel caso specifico è di tacere nel rispetto del dolore atroce e devastante di chi dall'altra parte ha perso una figlia in un modo violento e meschino.

Il silenzio è dignitoso. Il silenzio è rispettoso.

Da parte di tutti .

Ma il silenzio non paga. E molti andranno cercando la cronaca di un omicidio, curiosando qua e là tra le campagna nei pressi del luogo in cui Noemi era stata abbandonata col distacco di chi tratta un corpo come se non avesse mai custodito un'anima. I cameraman andranno a zoommare con i loro grossi obiettivi sul disinfettante bianco che copre le macchie di sangue sgorgato per il desiderio del possesso e per la mancanza di autocontrollo. I media si focalizzeranno per settimane nelle terre di Leuca tentando di delineare il profilo spicciolo di un assassino minorenne.

Ecco lo show del male. Il gusto del macabro. Ecco come veniamo aiutati ad abituarci al.brutto. E i ragazzini che crescono con questo, in contesti poco acculturati e spesso intrisi di ideologie maschilisti sono assuefatti all'idea e all'immagine del disgusto, della violenza e della rabbia, fagociti ti dai propri istinti e fuori dal controllo delle proprie emozioni.

Noemi , povera stupenda ragazza è l'ennesima concretizzazione del falso pensiero che l'uomo può tutto e che fuggire da ciò che fa male comporta dei rischi.

Noemi è il tentativo di capire che dobbiamo trovare un momento abbastanza lungo e considerato per provare a rallentare le nostre corse e per cominciare a riflettere seriamente formulando risposte su cosa è giusto far sviluppare la nostra storia e la nostra cultura.

Noemi è il grido di chi si rende conto che c'è un'alternativa al brutto. Lei è una vittima certo ma era arrivata a capire che l'amore non è violenza.

Noemi è tutta racchiusa nella sua frase: non è amore se fa male.