Il SudEst

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José Martí: fautore della liberazione femminile

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di MADDALENA CELANO

José Martí fu un uomo dalle idee effettivamente avanzate per il suo tempo.

 

 

Ha sempre sostenuto le libertà dell'uomo e il suo diritto di vivere in un paese libero e sovrano. Ma che dire della donna? Martí, riferendosi all'uomo, l’ha sempre fatto in termini neutri di umanità. In un periodo storico in cui alle donne era esclusivamente riservato il lavoro domestico e poche erano coloro protestavano in piazza per i loro diritti come cittadine, Martí giunse a conclusioni piuttosto audaci sulla questione femminile. Quando parliamo di Martí e della donna, la prima cosa che viene in mente è che Martí fu un uomo piuttosto sentimentale, passionale e romantico. Credeva nell'amore, era un gentiluomo, un artista e un poeta, molte donne furono conquistate da lui e tuttora continuano a essere soggiogate dalla sensibilità femminile rivelata attraverso i suoi bei scritti. Potremmo ricordare Martí come un buon figlio mentre conforta sua madre Leonor Perez, attraverso lettere piene di tenerezza e di amore durante la sua prigionia. Oppure possiamo ricordarlo pieno di ammirazione e rispetto per Mariana Grajales, la madre di Maceo.[1] Tutte queste sono visioni corrette, anche se oggi alcune femministe potrebbero pensare che vi sia una certa aria di machismo nei scritti di Martí. Che in essi la donna è vista come una preda da conquistare, come una debole bisognosa di essere confortata o come madre di una casta di guerrieri o, meglio, come donna che è stata in grado di "crescere"  un uomo combattente e di combattere al suo fianco per l'indipendenza della patria. Seguendo questa linea osserviamo che l'Apostolo, riferendosi a Mariana Grajales, scrisse:

No hay corazón de Cuba que deje de sentir todo lo que debe a esa viejita querida, a esa viejita que le acariciaba a usted las manos con tanta ternura. La mente se le iba ya del mucho vivir, pero de vez en cuando se iluminaba aquel rostro enérgico, como si diera en él un rayo de sol (...) Su marido y dos hijos murieron peleando por Cuba, y todos sabemos que de los pechos de ella bebieron Antonio y José Maceo las cualidades que los colocaron a la vanguardia de los defensores de nuestras libertades. [2]

In questo frammento Martí mostra una Mariana Grajales assumendo un atteggiamento forte e virile, sopportando il dolore del marito e del figlio morti assassinati. Per l'Apostolo, l'atteggiamento "femminile" di lutto per i morti e i feriti non dovrebbe aver luogo in tempi di guerra giacché è più importante sapere come superare il dolore e continuare a combattere. Sembrerebbe che per Martí il ​​merito della donna sia di comportarsi il più possibile come un uomo. Un altro esempio di una donna che assimila all'uomo è de Gertrudis Gomez de Avellaneda:

No hay mujer en Gertrudis Gómez de Avellaneda; todo anunciaba en ella un ánimo potente y varonil; era su cuerpo alto y robusto como su poesía ruda y enérgica; no tuvieron las ternuras miradas para sus ojos, llenos siempre de extraño fulgor y de dominio; era algo así como una nube amenazante. La Avellaneda no sintió el dolor humano; era más alta y potente que él, su pesar era una roca[3]

Finora possiamo dire che Martí è un uomo con idee machiste e che per lui la donna è solo virtuosa quando riesce a imitare l'uomo. Ma Martí non era sessista; era un pensatore che ha affrontato le questioni legate alla sua mascolinità del suo tempo (fine del XIX secolo). È un momento storico in cui vi sono una serie di stereotipi attorno alle donne e al loro ruolo nella società. Questo problema sopravvive ancora oggi. Sebbene il diciannovesimo secolo rappresenti il momento della nascita d’idee rivoluzionarie di libertà, uguaglianza e fraternità, questo non si verificò per le donne e ciò ha portato a riaffermare sempre più il loro ruolo subordinato all'uomo. La Rivoluzione Francese garantiva la partecipazione democratica alle elezioni a tutti i cittadini, ad eccezione dei disabili mentali, dei prigionieri, dei minori e delle donne. Alcune donne che hanno osato reclamare i loro diritti politici sono state condannate a morte.  Jose Martí concordò sull’idea che il posto migliore per la donna sia la casa; ma non a causa della sua minore capacità intellettuale, ma a causa della sua delicatezza fisica e dell’eccessiva importanza  che la donne offre ai dettagli in tutto ciò che fa:

No es que falte a la mujer capacidad alguna de las que posee el hombre, sino que su naturaleza fina y sensible le señala quehaceres más difíciles y superiores[4]

 

Martí non credeva alla superiorità intellettuale dell'uomo rispetto alla donna, aspetto che mostra in lui un pensiero piuttosto avanzato in un'epoca in cui le scienze mediche e sociali avallavano la tesi d’inferiorità intellettuale femminile. Tuttavia Martí è condizionato dal periodo storico in cui vive e l'idea che la donna debba dedicarsi ai compiti domestici era molto radicata nella società della fine del secolo XIX.  Martí è consapevole del fatto che negli Stati Uniti vi erano donne che lavoravano come banchiere, donne d'affari e anche lavoratrici ferroviarie, ma riteneva che il lavoro domestico fosse la cosa più importante per le donne. Tuttavia, nel 1889, quando Martí scrive per la rivista Le edad de oro, rivista indirizzata all’infanzia si riferirà direttamente alle bambine, in un periodo storico in cui quando si parla d’infanzia viene usato solitamente il termine “bambini” (cosa che avviene ancora oggi), per includerli tutti senza distinzione del sesso. Ne Le edad de oro Martí spiega ai bambini le grandi vicende della storia e dell’ arte senza cadere nel paternalismo e nel sentimentalismo gratuito.

Ti scrivo oggi anche se la lettera ti arriverà parecchio tempo dopo la tua festa;
però voglio che tu sappia che mi ricordo di te e spero che tu stia passando molto felicemente il tuo compleanno. Ormai sei quasi una donna e non ti si può scrivere come 
ad un bambino raccontandogli sciocchezze o piccole bugie. Devi sapere che sono ancora lontano e che starò molto tempo separato da te, a fare quel che potrò contro i nostri nemici.
Non è che sia una gran cosa però qualcosa faccio, e credo che potrai
essere sempre orgogliosa di tuo padre così come io lo sono di te.
Ricordati che ci vorranno ancora molti anni di lotta e anche tu, quando sarai una donna, dovrai fare la tua parte in questa lotta.

Nel frattempo bisogna prepararsi, bisogna essere una vera rivoluzionaria, il che alla tua età vuol dire imparare molto, il più possibile, ed essere sempre pronta ad appoggiare le cause giuste. Inoltre obbedisci a tua madre e non credere di aver capito tutto prima del tempo.
Verrà il momento per questo. Devi lottare per essere fra i migliori a scuola.
Migliore in ogni senso, e lo sai cosa vuol dire: studio e atteggiamento rivoluzionario e
cioè buona condotta, serietà, amore alla rivoluzione, cameratismo, ecc.
Io non ero così quando avevo la tua età, ma vivevo in una società diversa dove l'uomo era nemico all'uomo. Ora tu hai il privilegio di vivere in un'altra epoca, un'epoca di cui bisogna esser degni.[5]

Sono parole scritte nel 1966 alla figlia Hildita da un altro grande rivoluzionario, Ernesto “Che” Guevara, ma definiscono bene l’atteggiamento di Martí verso i bambini, soprattutto delle bambine. Il rivoluzionario Guevara, del resto, fu un grande studioso e ammiratore dell’opera martiana, uno dei migliori, ne mimò infatti sia lo stile che il linguaggio. Martí probabilmente fu uno dei pochi autori del suo tempo a infrangere determinati schemi linguistici sessisti. Ne Le edad de oro Martí scrive:

Las niñas deben saber lo mismo que los niños, para poder hablar con ellos como amigos cuando vayan creciendo; como que es una pena que el hombre tenga que salir de su casa a buscar con quien hablar, porque las mujeres de la casa no sepan contarle más que de diversiones y de modas[6]

Si può osservare che Martí crede nell'eguaglianza intellettuale tra l'uomo e la donna, ma è ancora in funzione maschile: si prevede uno sviluppo personale per le donne ma solo per soddisfare il proprio partner. Anche questo è un passo avanti per il suo tempo, giacché non solo considera le donne in grado di eguagliare intellettualmente l'uomo ma che possano anche superarlo. In questa stessa pubblicazione, infatti, Martí convoca un concorso e prevede una vittoria sicura per le ragazze. Martí concepisce la coppia “uomo-donna” in un completo equilibrio spirituale e intellettuale, dove esiste eguaglianza spirituale e intellettuale tra i due sessi:

Que no sean la compasión, el deber y el hábito lo que a su esposa lo tenga unido; sino una inefable compenetración de espíritu, que no quiere decir servil acatamiento de un cónyuge a las opiniones del otro: antes está el sabroso apretamiento de las almas en que sean semejantes sus opiniones, capacidades y alimentos, aun cuando sus pareceres sean distintos[7]

Vediamo quindi che Martí riconosce la necessità che le donne ricevano la stessa educazione e istruzione, esattamente come gli uomini, affinché (nelle donne) tutte le illusioni e tutte le esperienze si adattino. A questo punto possiamo chiederci quanto segue: può Martí concepire l'idea di una donna colta, ma non in termini di vita coniugale? Il tuo intelletto è considerato inutile al di fuori del matrimonio? Ricordo che dobbiamo partire dal criterio che Martí era un uomo del suo tempo. La sua educazione, la sua istruzione fu permeata dai canoni del momento storico da lui vissuto. La situazione ispanico-americana delle donne, alla fine del diciannovesimo secolo, era quella di compagna sottomessa e devota, dedicata alla casa. D'altra parte, negli Stati Uniti la visione delle donne era piuttosto meno retrogradata. Come accennato in precedenza, la donna nord-americana usciva di casa e condivideva in una serie di posti di lavoro riservati agli uomini. Martí arriva negli Stati Uniti nel 1880 e testimonia questa esplosione femminile. Questa esperienza lo nutre e lo aiuta gradualmente a sbarazzarsi di alcuni concetti retrivi sulle donne. Ha iniziato a scrivere cronache in cui ha elogiato l'opera di scrittrici, avvocate e educatrici donne. Continua ad attribuire grande importanza alla donna come moglie, ma in determinati momenti la intravede come una professionista fuori dello spazio domestico. Giungendo negli Stati Uniti, Martí incontra il movimento femminista delle suffragette che è in pieno svolgimento. Questo era qualcosa di sconosciuto in America Latina e perciò rappresenta per lui una novità. Nel maggio del 1887, Martí racconta il primo suffragio universale a Kansas City, dove le donne ebbero finalmente il diritto di voto. Non dà un buon parere sulle elezioni e ne intravede una manovra politica del Partito Repubblicano per ottenere più voti. A proposito di Helen Gongar, una delle candidate più importanti di queste elezioni, Martí dice:

Por qué ha de espantar a esta mujer la política? La política, tal como se la practica ahora, ¿qué es más que mujer? Todo se hace en ella a hurtadillas, con insinuaciones, con rivalidades, con chismes…[8]

È chiaramente un attacco alla sua candidatura. Martí può sembrare contro le donne che votano e vengono candidate ma non è così, in realtà se la prende contro la manipolazione sporca dei voti e la corruzione di cui pensa sia complice anche quella donna. In generale, ha una buona opinione sulla partecipazione delle donne alla politica e rileva le buone abilità di molte candidate a ottenere posizioni pubbliche. Alcuni mesi dopo le elezioni di Kansas, Martí avrebbe scritto un'altra cronaca in cui parla della visita di un centinaio di signore al Corregidor de Brooklyn, che è contrario alla partecipazione delle donne alle riunioni scolastiche. Il testo fa notare la discussione intorno alla questione tra le signore e detto Corregidor, in cui le donne dicono di saperne di più sull'istruzione a causa della loro natura di madri. Martí trova una grande logica nelle argomentazioni delle donne e sottolinea come il Corregidor fosse rimasto senza parole da opporre alle donne.[9]Questo punto è molto interessante. Martí realizza e suggerisce che l'esperienza domestica consente alle donne di eseguire meglio degli uomini alcuni compiti pubblici. Questo è indubbiamente un passo avanti nel pensiero di Martí, giacché non vede positivo il fatto che le donne lascino la casa per il lavoro, ma ammette la superiorità di queste nell’ assumere alcuni compiti pubblici. L'8 agosto 1887, Marti scrive un'altra cronaca per altre elezioni a Kansas. Di questa riporta una migliore impressione rispetto a quella precedente. Fornisce criteri molto positivi sulla performance politica femminile e soprattutto della signora Salters che è nominata sindaco della città di Argonia a Kansas. Egli sottolinea la sua oratoria, la sua intelligenza e la sua leadership. Dice inoltre che è madre di quattro figli e sa come conciliare carriera e lavoro domestico.[10] Due anni dopo, in una cronaca sulle elezioni questa volta in Dakota, Martí dice:

Lo real en el voto fue la pelea por la ciudad capital, y el empeño de la mujer en que se levante el Estado sobre el hogar, y no sobre la taberna[11]

Per tradizione, la famiglia è sempre stata considerata come lo spazio specifico delle donne e la taverna, lo spazio degli uomini. Qui Martí supporta le donne che scelgono il divieto di bere liquore e le campagne proibizioniste. Lui avverte che l'alcolismo distrugge le famiglie e che le donne sono quelle che soffrono di più, perciò esorta loro a combattere contro questo male. Ancora una volta è sempre l'esperienza domestica a rendere le donne più adatte a proporre soluzioni concrete che influenzino beneficamente la società. Questi ultimi criteri sono senza dubbio molto diversi da quelli proposti dal giugno 1883. Le donne non sono più esclusivamente compagnia fedele, consolatrici dell'uomo, né esseri sottomessi istruite solo in modo che il marito non si annoi, ma non lasceranno mai la casa per la loro autonomia economica e realizzazione professionale. La donna è vista da Martí anche come parte fondamentale della società, non solo per il suo ruolo di madre e moglie ma anche come professionista. Molto probabilmente, questa evoluzione nel pensiero di Martí è stata inconsapevole, senza rendersene conto, perché in nessuno dei suoi scritti ammette o giustifica questi cambiamenti nel suo modo di pensare. Il 1° aprile 1895 Martí scrive una lettera in cui questa evoluzione può essere osservata attendibilmente. La sua opinione sul perché le donne debbano essere istruite fa un giro di centocinquanta gradi. Si evince in una lettera dedicata a Maria Mantilla in cui dà consigli alla sua figlia spirituale:

Y mi hijita ¿qué hace, allá en el Norte, tan lejos? Piensa en la verdad del mundo, en saber, en querer, —en saber, para poder querer, (…) ¿Se prepara a la vida, al trabajo virtuoso e independiente de la vida, para ser igual o superior a los que vengan luego, cuando sea mujer, a hablarle de amores— a llevársela a lo desconocido, o a la desgracia (…) ¿Piensa en el trabajo, libre y virtuoso (…) para no tener que vender la libertad de su corazón y su hermosura por la mesa o por el vestido? Eso es lo que las mujeres esclavas, —esclavas por su ignorancia y su incapacidad de valerse—, llaman en el mundo ‘amor.[12]

Per Martí, l'educazione e la preparazione delle donne non dovrà più essere funzionale all'uomo, ma dovrà diventare strumento di riscatto ed emancipazione dalla dipendenza maschile. Fine moduloTra il 1887 e il 1895, José Martí mostra una rapida evoluzione nella sua percezione della donna nella sfera pubblica. Passa da un concetto piuttosto negativo a uno piuttosto positivo, ispirato dalla stessa capacità dimostrata dalle donne nell'esercizio delle posizioni politiche. Inoltre, in un certo senso, anticipa una nozione moderna della teoria del genere: non esiste alcuna netta divisione tra gli spazi di pubblici e quelli privati, poiché questi ultimi sono anche pubblici (o meglio, assumono un valore politico) e, pertanto, non sono mai del tutto estranei alle donne. 
L'argomento “donna”, o piuttosto il concetto di donna nel pensiero di José Martí, ha già ricevuto numerosi approcci, da studiosi, in fasi diverse. Le opere più antiche che oggi conosciamo corrispondono a studiosi cubani come Armando Guerra, 1933 e Roberto López Goldarás, 1937. Entrambi hanno scritto un testo intitolato Martí y la mujer. La messa a fuoco dei due, fondamentalmente, ruota intorno alla galanteria e al romanticismo di Martí, perennemente innamorato delle donne. Lopez Goldarás talvolta fa notare la rivalutazione di Martí della donna artista, in particolare delle scrittrici, e della donna eroica che combatte per la libertà del popolo.[13] Entrambe le opere, tuttavia, hanno il merito di essere tra le prime a intuire che nel pensiero di Martí vi era una vasta, intrigante e complessa vena visionaria sul tema dei diritti-femminili. Nel 1977 è stata pubblicata un'indagine sul cubano Luis Toledo Sande, intitolato José Martí hacia la emancipación de la mujer. La ricerca affronta il punto della partecipazione femminile alla vita politica e pubblica, secondo il pensiero di Martí. Questa è un'indagine approfondita, perché abbastanza consapevole del lavoro martiano rispetto al suddetto argomento.[14]



[1] J. Martí, Cuadernos Martianos, Editorial Pueblo y Educación, La Habana, 1997, pp. 32-33

[2] M. Salas Servando, Mariana Grajales, vista por Martí, Centro de Estudios Martianos (CEM), Ministerio de Cultura, de la República de Cuba, La Habana, 2015, pp. 1-2, su internet: http://www.josemarti.cu/wp-content/uploads/2015/07/mariana-grajales-vista-por-marti.pdf

[3] N. Fabre, Gertrudis Gómez de Avellaneda bajo la mirada escrutadora de José Martí, Asociacion Caliope, La Habana (Cuba), su internet http://www.asociacioncaliope.org/Avellaneda.htm

[4] J. Martí, Obras Completas, Editorial Ciencias Sociales, La Habana (Cuba) 1991, pág.135

[5] Che Guevara, Antologia storica e filosofica a cura di D. Fusaro, IASSP - Istituto Alti Studi Strategici e Politici, Milano, su internet: http://www.filosofico.net/che7.htm

[6]Ivi, p. 303

[7] Ivi, p.444

[8] Ivi, p. 185

[9] Ivi, pp. 116-117

[10] Ivi, p. 257

[11] Ivi, p. 348

[12] J. Martí, Cuadernos Martianos, Editorial Pueblo y Educación, La Habana, 1997, p. 101

[13] O. M. Rodríguez Jiménez, Evolución del concepto de la mujer en José Martí 1887-1895, Rev. Scienze Sociali dell'Università di Costa Rica, 2007, pp. 103-111

Su internet: http://www.josemarti.info/articulos/concepto_mujer.html

[14] Ibidem.