Il SudEst

Friday
Apr 20th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home

In aumento le morti sul lavoro. Ma l’informazione latita…

Email Stampa PDF

di NICO CATALANO

Qualche settimana fa i media pubblicavano le statistiche elaborate dall’Inail nelle quali era evidenziato lo sconvolgente dato che nei primi sette mesi di quest’anno erano deceduti ben 592 lavoratori sui luoghi di lavoro, un numero purtroppo di gran lunga superiore a quello registrato durante tutto l’anno scorso, quando la funesta cifra si era attestata a 562 morti sul lavoro.


La scorsa settimana, come se non bastasse l’ennesimo episodio di morte “bianca”  ancora una volta in Puglia e nel settore primario, a circa due anni di distanza dalla morte di Paola Clemente la bracciante tarantina morta l’estate di due anni fa di stenti e fatica nelle campagne di Andria.

Stavolta l’ennesimo episodio luttuoso legato allo svolgimento delle  operazioni colturali è avvenuto nelle campagne di Ginosa, Comune situato nella parte occidentale della provincia di Taranto, la vittima era una bracciante agricola di 39 anni, si chiamava Giuseppina Spagnoletti  residente a Bernalda in provincia di Matera, una della tante in questo angolo di Sud che come ogni giorno lavora nei campi dalle prime ore dell’alba fino al primo pomeriggio;

sicuramente complici il sole cocente dei giorni scorsi così come la costante presenza di un elevato tasso di umidità, la donna  in tarda mattinata ha accusato un forte malore tanto da non riuscire neanche a chiedere aiuto ai suoi compagni di lavoro accasciandosi al suolo  e smettendo di respirare nel giro di qualche minuto, tanto da rendere nullo ogni tentativo di soccorso portato dagli operatori del 118 subito allertati  e prontamente giunti sul luogo di lavoro.

La donna era regolarmente assunta presso l’azienda agricola dove lavorava quotidianamente e secondo alcune testimonianze, soffriva già da tempo  di serie patologie cardiache, le indagini effettuate dai carabinieri della compagnia di Castellaneta da subito coordinate dal pubblico ministero Giorgia Villa che avvallandosi di un primo esame autoptico affidato al medico legale dott. Marcello Chironi  hanno stabilito che sarebbe stato proprio un problema cardiaco a determinare la morte  dovuta precisamente ad un'aritmia, di cui forse la 39enne non aveva consapevolezza, che unita allo sforzo e alle alte temperature avrebbe poi

determinato l'insufficienza cardiaca, anche se saranno necessari altri esami per definire con precisione le cause del decesso.

Al fine di comprendere le cause della vicenda e di trovare le eventuali responsabilità, contemporaneamente il magistrato ha anche delegato una valanga di verifiche ispettive agli uomini dell’ispettorato del Lavoro, oltre che ai carabinieri, i loro compiti saranno quelli di accertare la regolarità della posizione lavorativa della vittima e l’eventuale rispetto aziendale delle norme  di sicurezza sul lavoro, tutta l’attività investigativa è da ritenersi ancora in fase embrionale e  comunque questa vicenda richiama alla mente quella analoga di Paola Clemente, la bracciante agricola morte mentre lavorava in campagna ad Andria all’acinellatura dell’uva nel 2015.

Un sistema insostenibile quello dell’agricoltura intensiva che consuma le risorse non riproducibili, acqua e fertilità del suolo in primis,  produce spesso alimenti non proprio salubri dal punto di vista alimentare, la cui metà viene letteralmente destinata alla spazzatura, un metodo produttivo che sfrutta l’ambiente, l’ecologia dei luoghi, non rispetta i consumatori così come i lavoratori spesso considerati solo dei numeri da sacrificare sull’altare del profitto tra l’assenza e l’inconsistenza della politica.