Il SudEst

Sunday
Jul 15th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home

Papa Francesco pro ius soli e ius culturae

Email Stampa PDF

di MARCO SPAGNUOLO

Nella giornata del 21 agosto, in occasione del suo Messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si terrà il 14 gennaio, Papa Francesco ha manifestato appoggio allo ius soli e allo ius culturae.

 

 

 

 

I primi due principi, a quanto si legge nel Messaggio, sono appunto istruzione garantita e riconoscimento alla nascita della nazionalità. Il Pontefice riallaccia ius soli e ius culturae, esponendo un nuovo progetto istituzionale di accoglienza e integrazione dei migranti. Senza proporre nuove leggi straordinarie, né appellandosi a principi “cristianissimi”, ha ricordato come la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo già sancisca “una base giuridica universale per la protezione dei minori migranti”. “Va assicurato l’accesso regolare all’istruzione primaria e secondaria” e garantita “la permanenza regolare al compimento della maggiore età e la possibilità di continuare degli studi”; inoltre, la nazionalità va “riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita”.

Ma il contenuto del documento papale non verte unicamente su diritto alla nazionalità e allo studio: il Papa riaccende le polemiche sulle modalità d’ingresso e sulla detenzione. Infatti, auspica a vie “più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione” e “una prima sistemazione adeguata e decorosa”: “evitare” inoltre, per i migranti minori, “ogni forma di detenzione in ragione del loro status migratorio”. Si schiera, poi, contro “le espulsioni collettive e arbitrarie di migranti e rifugiati”, delle “soluzioni non idonee”, mentre auspica che sia “semplificata la concessione di visti umanitari e per il ricongiungimento familiare”.

Rinnova, inoltre, la disponibilità “ad impegnarsi in prima persona per realizzare tutte le iniziative sopra proposte” e aggiunge che “è indispensabile il contributo della comunità politica e della società civile, ciascuno secondo le responsabilità proprie”.

Dunque, una presa di posizione importante, proprio mentre in Senato è in discussione appunto la legge su ius soli e ius culturae, il cui voto è slittato nell’autunno e rischia di non passare. Un messaggio di collaborazione fra istituzioni, per garantire dignità, integrazione e diritti a chi fugge da guerra e povertà. In questi stessi giorni, invece, una pur sempre “collaborazione fra istituzioni” (Ministero degli Interni, Procure e Questure) sta conducendo una spietata guerra a intere famiglie, ultimo esempio ne è lo sgombero del complesso edile di via Curtatone a Roma – occupazione abitativa pro-migranti interrotta da uno sgombero con denunce, arresti, feriti e fogli di via a intere famiglie. Immediata, poi, la risposta di Matteo Salvini, che su twitter scrive: “Papa Francesco dice si allo ius soli. Se lo vuole applicare nel suo Stato, il Vaticano, faccia pure. Ma da cattolico non penso che l’Italia possa accogliere e mantenere tutto il mondo. A Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare. Amen.”.