Il SudEst

Friday
Sep 21st
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home

Approvato il ReI, dal primo gennaio al via le domande

Email Stampa PDF

di SAVINO ALBERTO RUCCI

E’ stato approvato in via definitiva, dopo il secondo esame di ieri in Consiglio dei ministri, un nuovo strumento mirato a combattere la povertà delle famiglie: il Reddito d’inclusione (ReI).


A partire dal primo gennaio del 2018, dunque, i beneficiari del nuovo sussidio universale contro la povertà, potranno richiederlo qualora risultino in possesso di determinati requisiti di reddito ISEE e ISR e di altre condizioni che andremo ad analizzare nel dettaglio all’interno dell’articolo.

Materialmente esso consiste in un assegno mensile da 190 fino a 485 euro per un massimo di 18 mesi.

La dotazione economica stanziata al momento sussiste in 1,7 miliardi per adesso disponibili annualmente, cui cui si stima potranno beneficiare circa un terzo delle famiglie che oggi percepiscono redditi inferiori alla soglia di povertà.

Su una platea complessiva di 1,8 milioni di famiglie povere (4,6 milioni di persone), il ReI secondo le stime del governo coinvolgerà quindi circa 660mila nuclei familiari, di cui almeno 500mila con figli minori a carico.

Per adesso, verranno avvantaggiati i nuclei con almeno un figlio minorenne, quelli con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne), con una donna in stato di gravidanza, o con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione.

Il nuovo strumento ha carattere permanente, e viene riconosciuto ai nuclei familiari che hanno un reddito Isee non superiore a 6.000 euro, un valore del patrimonio immobiliare - diverso dalla casa di abitazione - non superiore a 20.000 euro, e una ricchezza mobiliare (azioni o risparmi) che non vada oltre i 6mila euro (fino a 10mila a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare).

Importante novità è che il Rei è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa (fermi restando i requisiti economici), ma viene sospeso se il beneficiario percepisce la Naspi (che spetta ai precari che perdono il posto) o altri ammortizzatori sociali per la disoccupazione involontaria.

Non potranno ottenere il ReI i proprietari di imbarcazioni, o auto e moto immatricolati nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio. Per poter ricevere il ReI, oltre ai criteri economici, bisogna però aderire a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, o la frequenza scolastica dei figli.

Il beneficio può arrivare al massimo a 190 euro se il nucleo è composta da una sola persona, fino a un massimo di 485 euro per un nucleo di 5 o più persone. Il ReI viene erogato per 12 mensilità e può durare al massimo 18 mesi. Sarà necessario che trascorrano almeno 6 mesi dall’ultima erogazione prima di poterlo richiedere di nuovo.

Le somme verranno addebitati su una speciale carta di pagamento elettronica chiamata carta REI. Con la carta sarà possibile fare acquisti, ma sarà utilizzabile anche come Bancomat per prelevare fino alla metà dell’importo erogato mensilmente.

Per mantenere il REI 2018, i beneficiari e la loro famiglia, avranno l’obbligo di partecipare ad un percorso personalizzato, messo a punto dai servizi sociali e dal Comune sulla base di una valutazione multidimensionale, in grado di evidenziare i reali bisogni e i punti critici della famiglia, e volto, a seconda della situazione familiare, alla ricerca attiva di un lavoro o all’inclusione sociale.

Si tratta in pratica di partecipare a corsi per imparare la lingua, un lavoro, una professione, tirocini, mandare i figli a scuola e di seguirli nelle visite mediche periodiche, ecc. Tale progetto personalizzato, deve essere sottoscritto, infatti, entro 50 giorni dalla presentazione della domanda.

Per poter chiedere il ReI verranno aperti dal primo dicembre 2017 in tutti i Comuni dei desk dedicati, che dovrebbero teoricamente decidere se dare il via libera al beneficio entro 20 giorni.

Tra i cittadini che possono fruire del nuovo assegno di povertà ci sono anche gli immigrati e gli stranieri, in quanto il reddito di inclusione spetta non solo ai cittadini italiani e della Comunità Europea ma anche ai familiari extracomunitari di cittadini italiani e comunitari, ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo o con asilo e protezione di tipo sussidiaria, purché però siano sul suolo italiano da almeno 24 mesi, ossia, 2 anni.

Secondo il premier Paolo Gentiloni “è un aiuto alla famiglie più deboli, per la prima volta il Paese si dota di una misura permanente”, sottolinea il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Critiche dalle opposizioni: M5S rilancia la propria proposta sul reddito di cittadinanza e definisce il Rei un provvedimento «sterile, fallimentare e frammentario». Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta parla invece di strumento parziale e tardivo, «un pannicello caldo».

Favorevoli - fatta salva la limitatezza delle risorse - le associazioni impegnate sul fronte della povertà, da Save the Children a Libera di Don Ciotti.

Per Silvana Roseto della Segreteria Conferederale UIL l’approvazione del Rei è un buon punto di partenza, ma al tempo stesso necessita di maggiori risorse, affinché possa raggiungere un bacino di utenza che, purtroppo, è ancora in aumento. É necessario, inoltre, che la sua applicazione sia supportata da una rete di servizi territoriali efficace che vada a garantire la presa in carico dei nuclei familiari attraverso una loro piena inclusione, in primis lavorativa, con il chiaro obiettivo di ridare dignità alle persone.

Mentre per la leader Cisl Annamaria Furlan “è un provvedimento importante, ma servono maggiori risorse e servizi sociali moderni per sostenere le famiglie ed i più deboli”.