Il SudEst

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La morte provocata dall’inquinamento del capitale

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di DALE ZACCARIA

Dalla Terra dei Fuochi alle centrali a carbone in Puglia sino all’Ilva di Taranto quando a uccidere è l’industria, il malaffare e il capitale

Bambini, donne e uomini che si ammalano e muoiono. Succede in Italia. Succede nel sud dell’Italia. Tra l’incuria dello Stato, le assenze di politiche ambientali, e sotto gli occhi del popolo di cui avere pietà, la pietà cantata dal poeta Ferlinghetti nei suoi versi: “Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore/ e i cui pastori sono guide cattive/ Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi/ i cui saggi sono messi a tacere/ Pietà per la nazione che non alza la propria voce/ tranne che per lodare i conquistatori/ e acclamare i prepotenti come eroi/ e che aspira a comandare il mondo con la forza e la tortura/ Pietà per la nazione che non conosce nessun’altra lingua se non la propria/ nessun’altra cultura se non la propria/ Pietà per la nazione il cui fiato è danaro/ e che dorme il sonno di quelli con la pancia troppo piena/ Pietà per la nazione – oh, pietà per gli uomini/ che permettono che i propri diritti vengano erosi/ e le proprie libertà spazzate via”.

Noi vittime della Terra dei Fuochi

Campania. Casal Nuovo di Napoli. E’ di queste settimane la scoperta di una nuova discarica di rifiuti che ha raggiunto anche la falda acquifera così da inquinare suolo, sottosuolo, e l’acqua che serviva per irrigare i campi circostanti. Una mappatura delle discariche abusive è tracciata sul sito www.terradeifuochi.it. Nuovi roghi, nuove discariche. Anche ora, mentre scrivo quest’articolo, si continuano a bruciare rifiuti tossici. Ad Afragola. Nella tratta tra Qualiano e Casoria. Piove cenere dal cielo in questa calda estate italiana, cenere avvelenata. La Terra dei Fuochi brucia ogni giorno. E a bruciare siamo anche tutti noi. Bambini, bambine, uomini e donne muoiono ogni giorno. Sia fisicamente, vittime dei tumori provocati dall’intossicazione dell’aria e della terra, sia moralmente, nel cuore e nell’anima. E a morire siamo anche tutti noi. Che assistiamo impotenti a queste morti.

Mortalità, ospedalizzazione e incidenza tumorale nei Comuni della Terra dei Fuochi in Campania(relazione ai sensi della Legge 6/2014)

Agli inizi di questo 2017 sono morti 8 bambini tra  i 7 mesi e gli 11 anni nei comuni campani, dove in nome del profitto, del malaffare, della mafia e del capitale, si continua a inquinare e ad agire nell’illegalità. Nel 2016 un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha monitorato 55 comuni tra la provincia di Napoli e di Caserta ha riportato che nella Terra dei Fuochi si registrano più ricoveri e morti a causa di tumore, e ad essere più colpiti sono i bambini e le bambine.

Leggiamo sempre nel rapporto - curato dal Dipartimento di Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria e dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute – quanto segue: “Il quadro epidemiologico della popolazione in oggetto è caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità, dell’incidenza tumorale e dell’ospedalizzazione per diverse patologie, che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l’esposizione a inquinanti emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani. Si osservano in particolare eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori e eccessi di tumori del sistema nervoso centrale, questi ultimi anche nella fascia 0-14 anni. L’analisi evidenzia alcuni Comuni nei quali si sono rilevati specifici segnali che richiedono ulteriori e cogenti approfondimenti. Queste osservazioni concorrono a motivare l’implementazione del risanamento ambientale e l’immediata cessazione delle pratiche illegali di smaltimento e combustione dei rifiuti”. Parole chiave: Smaltimento incontrollato dei rifiuti; Combustione dei rifiuti; Sorveglianza epidemiologica

Altri dati che emergono dal rapporto sono la mortalità: “ In eccesso, rispetto alla media regionale, in entrambi i gruppi di Comuni sia tra gli uomini che tra le donne” la deprivazione socioeconomica dei bambini: “I bambini che vivono in zone povere sembrano essere più vulnerabili rispetto ai bambini che risiedono in aree meno deprivate, perché possono cumulare diversi fattori quali malattie croniche e diete meno sane, che possono dar luogo ad ulteriori effetti sinergici negativi sulla salute. I bambini che vivono in condizioni sociali avverse presentano infatti esposizioni multiple e cumulative, sono più suscettibili ad una ampia varietà di sostanze tossiche ambientali e spesso non hanno accesso a un’assistenza sanitaria di qualità per ridurre gli effetti di fattori di rischio ambientali”.

L’inquinamento del capitale

Abbiamo incontrato, una donna in lotta nella Terra dei Fuochi, Emilia Milone, cercando di capire le origini di questo dramma: “La storia di come si sono avviate tali discariche è un po’ fumosa, confusa e incerta, in considerazione del fatto che  priva di ogni forma di autorizzazione iniziale e di controllo da parte delle autorità che già allora non mostravano alcun interesse per il territorio. Le discariche con l’avanzare del benessere degli italiani, conseguente al boom economico del dopoguerra, aumentarono a dismisura, e con esse la produzione di rifiuti,  soprattutto di materiali quali plastiche, vetro, carta, imballaggi vari scarti di produzione di pellame . La camorra da sempre collusa con i governi cittadini, intuì il business che ne poteva derivare e cominciò a gestire il traffico dei rifiuti  I “gestori” delle discariche, assolutamente privi di scrupoli e poco animati da sensibilità ambientale, in accordo con industrie del Nord-Italia, iniziarono a far sversare in discarica anche rifiuti tossici e nocivi estremamente pericolosi per l’ambiente e la salute dei cittadini.” Continua Emilia puntando il dito sulla civiltà dei consumi, sulla società capitalistica: “La spazzatura è il segno tangibile e spesso maleodorante dell’esito frenetico di una civiltà consumistica destinata a divorarsi e a distruggersi. La Campania è la capitale dei rifiuti ed il ricettacolo di tutte le sostanze tossiche e di tutti gli scarti della produzione della nazione. Negli ultimi decenni ne sono stati scaricati in quantità vertiginosa, responsabili, non solo la malavita organizzata e la classe politica collusa, ma tutti noi che non abbiamo saputo controllare questo flusso impetuoso, che ha degradato in maniera irrimediabile l’ambiente ed ha compromesso il futuro dei nostri figli, che dovranno scappare o convivere con sostanze velenose di ogni genere, inclusi gli scarti delle centrali nucleari”. Sull’incidenza tumorale e di malattie dovute ai roghi di rifiuti tossici, Emilia non ha dubbi, su quanto questo sia la causa e al contempo l’effetto della sofferenza fisica della popolazione e della morte di bambini: “I medici ambientalisti ora non hanno più tanti dubbi , anche loro non escludono che sia l'inquinamento ambientale. Sono decenni che sappiamo che le frequenze tumorali sono correlate all'ambiente, visto l'aumento dei casi di neoplasie maligne con picchi spaventosi in prossimità di aree industriali o inquinate da smog e pesticidi scarti industriali e scorie radioattive con i rischi  di contaminazione della catena alimentare e falde acquifere. Questa previsione fu fatta anche negli anni ‘80 dal Robert Mendelsohn  famoso pediatra americano, che oggi stiamo purtroppo constatando. In Italia ogni anno si ammalano circa 1.500 bambini e 800 adolescenti dai 15 ai 19 anni. Soprattutto di leucemia (un terzo del totale), linfomi, neuroblastomi, sarcomi dei tessuti molli, tumori ossei e renali. Le stime, calcolate utilizzando le informazioni raccolte nelle aree coperte dai registri e i dati di popolazione Istat indicano che ci sarà un aumento dei casi”.

“Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore e i cui pastori sono guide cattive”

Dalla Terra dei Fuochi alle centrali a carbone a Brindisi sino all’Ilva di Taranto. Un filo rosso lega questi luoghi. Il filo rosso della malattia e della morte degli abitanti. Dell’avvelenamento del territorio. Dell’inquinamento del paese. Se lo Stato è assente, noi cittadini tutti, italiani e italiane, dobbiamo prenderci la responsabilità di quanto è accaduto e sta ancora avvenendo. Non possiamo restare semplice spettatori dell’orrore che da anni, per motivi economici, industriali, e di delinquenza e mafiosità, sta facendo ammalare la nostra terra e i nostri concittadini. Un invito a non essere più quel popolo di cui avere pietà come nei versi di Ferlinghetti, a non essere quelle pecore i cui pastori sono guide cattive.