Il SudEst

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Alternanza scuola-lavoro: La formazione illecita

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di LUIGINA FAVALE

 

Anno scolastico concluso. Tempo di bilanci. Alternanza scuola-lavoro  in atto.

 

 


La legge 107 ha istituito la formazione obbligatoria in aziende per i ragazzi della scuola secondaria al fine di avviarli al lavoro e di iniziare la pratica dei propri saperi.

La formazione lavoro consta di 400 ore per i tecnici e professionali e in 200 ore per i licei.
Fin qui l'ispirazione al modello svizzero, tedesco e statunitense sembra quasi condivisibile. Effettivamente una esperienza di questo tipo dovrebbe servire ad essere consapevoli del mondo del lavoro e a maturare i propri saperi teorici trasformandoli in conoscenze sul campo, inoltre farebbe capire ai ragazzi se la scuola intrapresa è quindi quella giusta rispetto alle proprie aspettative future.
Ma qualcosa non funziona in questo ambizioso progetto.

Gli istituti scolastici non sono stati provvisti di nessuno strumento ufficiale di controllo sulle aziende che hanno deciso di collaborare col Miur ed accogliere quindi  gli studenti ne hanno modalità da seguire per verificare  come vengono impiegate le ore . Tutto lasciato all'intuito del DS, al buon senso del tutor e soprattutto alla convenienza delle aziende. Una faccenda intollerabile che ha generato nel corso dell'anno scolastico una serie di fatti a dir poco incresciosi a scapito non solo della formazione ma anche e soprattutto della tutela dei diritti dei minori e dei maggiorenni che pure questi sono sotto responsabilità della scuola.

La coordinatrice nazionale degli studenti, Francesca Piccini , riferisce che i ragazzi che dovevano essere impegnati a Parma in un centro sportivo per fare pratica ad un software di gestione sono stati "occupati" a portare sdraio e ombrelloni nei pressi della piscina del centro.

Molti casi di studentesse dell'alberghiero di diverse province catapultata far caffè per ore negli autogrill dello stivale al posto degli impiegati i quali si sono visti diminuire il monte ore.
Altri ragazzi sono stati portati a fare da camerieri nelle pizzerie o a friggere patatine fritte nei McDonald's al posto del normale personale già utilizzato ma nel frattempo licenziato.
Formazione zero , strumentalizzazione al massimo, arricchimento delle aziende con sfruttamento del lavoro minorile incluso!

Ma il caso più grave cari lettori riguarda le sedicenni

Violentate nel centro estetico dal 56enne proprietario de l centro che partecipava al progetto scuola-lavoro.
Sottoposte a minacce psicologiche le ragazze hanno subito gli abusi sessuali di chi doveva aiutarle ad imparare un mestiere. Tutto nel totale silenzio del governo, del Miur e del ministro Fedeli, che nei giorni seguenti alla denuncia dichiara che il lavoro di noi docenti è anche quello di prevenire e di riconoscere gli abusi!

È vergognoso come un ministro sollevi dalle responsabilità di un fatto di cronaca tanto grave se stessa e tutto il Miur incapace di gestire un progetto così ambizioso senza nessun organo di controllo e senza una  garanzia di protezione di ragazzi che dovrebbero solo studiare.

Ministro: a scuola si va per crescere e per formarsi. A lavorare si va quando si è imparato bene tutta la teoria necessaria.

Ministro i docenti non devono prevenire gli abusi ma insegnare a vivere, infondere sicurezza, promuovere le potenzialità, correggere gli sbagli, educare alla vita.

La prevenzione delle violenze sessuali e dello sfruttamento del lavoro minorile sono compito dello Stato il quale è provvisto di organi e forze dell'ordine competenti a questo intento.
Piuttosto, che qualcuno provveda innanzitutto a recapitare una lettera di vicinanza morale ed affettiva a quelle ragazze che difficilmente scorderanno la violenza subita e poi a modificare questo progetto affinché sia strumento di crescita personale degli studenti non economica delle aziende.

Foto: Gilda Venezia