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Home Attualità Attualità Ultimo saluto a Sergio Zavoli, l’eleganza del giornalismo

Ultimo saluto a Sergio Zavoli, l’eleganza del giornalismo

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di SARA LAURICELLA

L’eleganza della cultura è stata il suo tratto distintivo che rimarrà per sempre anche dopo l’ultimo saluto di venerdì 7 agosto 2020.

 

 

I 96 anni della vita di Sergio Zavoli sono stati costellati da scrittura, da ascolto, da pacatezza e da una irrefrenabile fermezza. Modi, tono della voce e parole che avevano sempre il posto giusto nel momento giusto. Caratteristiche che gli hanno permesso di avere un ruolo chiave nel racconto della storia d’Italia con lo scritto e con i fatti. Da sempre è risaputa la potenza della “penna” per canalizzare le ideologie della società e raramente, come nel suo caso, è stato così tanto vero. Nato a Ravenna, iniziò la sua carriera giornalistica a Rimini ma, già nel 1947 lavorava nelle emittenti radiofoniche della Rai. Dopo quasi 20 anni portò la sua immagine in televisione, anche in veste di autore, per programmi quali TV7, AZ, Controcampo. Ma affianco al giornalismo sportivo arrivò anche la codirezione del Telegiornale e poi fu direttore del Gr1 (1976) per divenire presidente della Rai dal 1980 all’86. Zavoli è stato anche direttore del Mattino di Napoli (1993-94) e ha firmato come opinionista per varie riviste come Oggi, Epoca, Jesus. Una penna per la società, quella penna che si dilettava ad ascoltare, per poi scrivere, dalle chiacchere da bar dello sport alle complesse sfumature del terrorismo condendole sempre con il suo pacato distacco ed eleganza. Mai trascendere, mai banalizzare la cultura, sempre seguire ed anticipare i tempi senza farsi coinvolgere nell’imbarbarimento distintivo  del nuovo millennio. Indagini, servizi ed interviste che hanno analizzato i tempi ed i costumi, tanto da poter essere fondamento, lontano da ogni forma attuale di incarico insensato, per la sua figura di politico colto e portavoce della gente in una prosecuzione logica del profondo senso dell’incarico civico. Fu Senatore dal 2001 al 2018 e, nel 2009,  fu eletto presidente della commissione parlamentare per la vigilanza sulla Rai. Per non annoiarsi mai ha anche scritto raccolte di poesie e libri tra cui quello che gli ha attribuito, con il suo titolo, l’appellativo di “Socialista di Dio”.  In oltre 70 anni di attività sono stati, ovviamente, innumerevoli gli incroci con i più grandi e noti personaggi italiani ed esteri, ma colpisce in particolar modo l’amicizia, dai tempi di scuola, con Federico Fellini accanto al quale sarà seppellito nella “loro” Rimini dopo l’esposizione al Teatro Galli. Così disse Sergio Zavoli della morte : “"Non vorrei andarmene senza essere presente al congedo. Dopo l'evento della mia nascita, vorrei non perdermi quello, conclusivo, del congedo".