Ezio Bosso. La musica e la spettacolarizzazione (altrui)

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di SARA LAURICELLA

Ezio Bosso, musicista, direttore d’orchestra, personaggio pubblico e persona.

 

Se si mettessero su una bilancia anche solo questi quattro aspetti, chi ci starebbe sul piatto più in basso? In questi giorni suppongo che ci sia la persona, per via della spettacolarizzazione che è stata fatta sulla sua affermazione, fatta durante la Fiera del Levante, di non chiedergli più di suonare il pianoforte. Certo sarebbe ingenuo non pensare che in una situazione ufficiale tali parole, pronunciate da un personaggio così popolare, non abbiano un’eco mediatica, ma sarebbe bello ricordarsi che qualsiasi personaggio pubblico, prima di diventare tale, è una persona. Ecco in quell’affermazione forse è esplosa più la persona, l’animo di un essere Umano che si trova a non poter più garantire “alti livelli prestazionali” su un’attività che è una delle ragioni della sua vita. La musica è compagna e musa del Maestro ed insieme sono compagni e ristoro per le nostre emozioni. Ecco abbiamo pensato a noi, alla nostra necessità di ascoltarlo, alla nostra necessità di vederlo suonare, alla nostra necessità di “avere” quel personaggio pubblico, alla nostra necessità di specchiarci in lui. Ezio Bosso si è semplicemente espresso come essere umano dichiarando un’accettazione, più o meno intimamente profonda, di una sua situazione.  La caccia alla definizione alla malattia, dei tempi di aggravamento, la ricerca della certezza di ciò che potrà continuare o non continuare a fare e la ricerca delle cause nel suo passato personale stanno invadendo la persona Ezio Bosso il quale, oltretutto, non può certamente darci risposte su ciò che accadrà in futuro. Ma se prendessimo la sua affermazione semplicemente per la frase di una persona Umana e continuassimo questo percorso insieme? In fondo la musica ci insegna proprio questo: la condivisione e, pensate, molti termini musicali sono parole di comportamenti quotidiani. Forse il Maestro ha solo preso una pausa o chiuso una battuta, forse noi siamo gli strumenti  che possiamo suonare insieme nella grande orchestra della vita, e se il suo andamento da fortissimo dovesse man mano diventare lento rallenteremo il tempo anche noi per essergli di giusto accompagnamento. Lui ci ha accompagnato e continuerà a farlo se vorrà e come vorrà e potrà, adesso tocca a noi. Buona musica Maestro.