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“Il volo” di Wim Wenders

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di ELISA ZANETTI*

Il mediometraggio proiettato a Giulianova (Te)

Un incontro fra cinema e scienza per parlare di immigrazione e integrazione

 


Un paesino spopolato della Calabria si trasforma in città dell’accoglienza, aprendo le sue porte a un gruppo di immigrati approdati in Italia su un barcone. Il confronto fra vecchi e nuovi abitanti è occasione di cambiamento e crescita per tutti. Potrebbe essere riassunta in queste poche righe la trama de “Il volo”, il mediometraggio interpretato dagli attori Ben Gazzara, Luca Zingaretti e Salvatore Fiore per la regia di Wim Wenders, Orso d’Oro alla carriera al Festival del Cinema di Berlino nel 2015. Ispirato alla storia vera del comune di Riace e del suo sindaco Domenico Lucano, “Il volo” affronta alcune delle tematiche più attuali della nostra società e presto diventerà un film.

ReS On Network, Hub Academy, Fondazione Margherita Hack e Provincia di Teramo ne hanno proposto la proiezione gratuita lunedì scorso, presso la Sala Buozzi del Comune di Giulianova, in uno speciale dialogo con Claudio Gabriele, produttore esecutivo dell’opera. A moderare la serata, in un’affollata Sala Buozzi, la giornalista Pina Manente, che ha guidato il confronto fra Claudio Gabriele, Marco David, CEO di Hub Academy e Presidente onorario di Fondazione Margherita Hack, Marco Santarelli, Direttore Scientifico di ReS On Network e di Fondazione Margherita Hack ed Edoardo Montanari, regista e giornalista.

Claudio Gabriele ha parlato del difficile percorso affrontato dai migranti alla ricerca di una nuova vita, un viaggio che troppo spesso finisce con la morte, ma che a volte, come raccontato ne “Il volo”, è occasione di rinascita, non solo per gli immigrati, ma anche per chi è capace di tendere una mano al prossimo.

«La storia de “Il volo” racconta qualcosa che riguarda fortemente il nostro Paese: è un punto di osservazione che si basa sulla conoscenza diretta di una situazione e offre al pubblico la possibilità di conoscere aspetti dell’immigrazione che normalmente non sono divulgati – ha commentato Gabriele – il maestro Wim Wenders si è messo molto in gioco per questo progetto, più volte ci è stato sconsigliato di andare avanti con le riprese: non siamo qui per mostrare un film, ma per offrire in un momento così delicato una testimonianza che deve colpire l’anima, il cuore, la testa».

Presentato per la prima volta nel 2010, ora “Il volo” da mediometraggio verrà trasformato in un film della durata di 90 minuti e che possa quindi raggiungere le sale. «Sono tornato a Riace per un sopralluogo: ora è tutto morto, chiuso... Ho incontrato anche Mimmo Lucano e mi sono confrontato con Wim, ma parlare ora dello sviluppo che avrà il progetto è prematuro, Wim ha appena iniziato a lavorarci – ha commentato Gabriele – la prima idea, quando abbiamo scelto trasformare il mediometraggio in un film, era quella di non parlare ulteriormente di Riace, era un progetto concluso, ma oggi, alla luce di quello che è successo, possiamo invece dire che molto probabilmente il film parlerà solo di Riace».

La storia del comune calabrese e del suo sindaco è tornata proprio in questi giorni sulle prime pagine dei quotidiani, poiché Domenico Lucano è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare di Locri e l’11 giugno dovrà comparire di fronte al Tribunale di Locri per difendersi dalle accuse di abuso d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’evento è stato un momento di incontro fra cinema e scienza, due discipline all’apparenza distanti, che sanno incontrarsi nell’espressione della creatività e nella ricerca del bene comune. «Oggi la scienza sembra quasi essere arrivata al suo massimo, ma ha bisogno di competenza, creatività e coraggio: in un momento di saturazione della ricerca occorrono nuove idee, che vengono solo rompendo gli schemi passati e il metodo, proprio come diceva Galileo Galilei sostenendo che la vera scienza è quella che si sperimenta ogni giorno – ha commentato Santarelli – questo è quello che ci insegnano anche questa serata e il cinema in generale: la rottura degli schemi è legata a una accettazione di una diversità, a Riace abbiamo avuto la rottura di un paradigma, al di fuori di regole e leggi, quello che ci auguriamo è che le leggi del futuro siano il dialogo e la tolleranza».






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Con sedi inItalia, Inghilterra e California,ReSOn Network è un istituto internazionale di ricerca e sviluppo che studia principalmente Reti, Intelligence, Infrastrutture Critiche, Energie del Futuro e big data.

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Nata nel 2018, Fondazione Margherita Hack vuole celebrare l’opera e il pensiero della celebre astrofisica italiana, attraverso iniziative a sostegno della ricerca e della divulgazione di scienza e cultura.


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