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Home Attualità Attualità In Napoli milionaria di Eduardo, la guerra non è mai finita

In Napoli milionaria di Eduardo, la guerra non è mai finita

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di MARIO GIANFRATE

E’ con “Napoli milionaria” – commedia di rara raffinatezza e realismo, portata in scena la prima volta nel 1945 – che Eduardo De Filippo si afferma definitivamente come magistrale autore, capace di coinvolgere gli spettatori nella dolorosa vicenda della famiglia Jovine, all’indomani del secondo conflitto mondiale.

 

 


Gennaro Jovine, il protagonista da egli stesso interpretato, rientra dalla prigionia in Germania. Pieno di speranze trova, invece, una famiglia squassata dalla guerra: la moglie, Amalia, per sopravvivere, si è data al “mercato nero”, mettendo da parte anche una piccola fortuna. Amedeo, il figlio, invece, è diventato un ladro, ruba copertoni per poi rivenderli; la figlia, Maria Rosaria, è rimasta incinta di un soldato americano che, dopo averle promesso di sposarla, sparisce senza lasciare traccia di se.

La chiave di svolta della commedia è rappresentata dalla improvvisa e grave malattia di Rituccia, la figlia più piccola, che necessita di penicillina. La medicina è introvabile ma, quando la disperazione prende il sopravvento sulla possibilità di salvezza della bambina, finalmente si trova la penicillina;  e a fornirla è un impiegato, messo sul lastrico proprio da Amalia e che, nel momento di bisogno, ha negato ogni aiuto all’uomo che necessitava di sfamare i suoi figli. La situazione determinatasi, pone a tutti i protagonisti problemi alle loro coscienze non del tutto assopite, sicuramente indurite dai sacrifici e dalle sofferenze provocate dalla guerra ma ancora capaci di ritrovare e dare un senso autentico ai valori della vita.

Nella battuta finale, che chiude la commedia, “Ha da passa’ ‘a nuttata” pronunciata da Gennaro, è chiara la consapevolezza – o forse solo il miraggio –  che non è tutto perduto, che ci saranno  giorni sereni, migliori, ci sarà, ci potrà essere, un possibile mondo più uguale,  più giusto e più umano.

A distanza di trent’anni, però, in Eduardo subentra la disillusione e, anche, la rassegnazione alla quale non si arrende: nel libretto per Nino Rota che metterà in musica Napoli milionaria”, sostituirà quella battuta con: “La guerra continua!”.