Il SudEst

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Al mercato delle indulgenze

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di MARIO GIANFRATE

Sembra tornata la Chiesa del Concilio, quella in cui Giovanni XXIII, nella sua prima uscita ufficiale in visita a Regina Coeli, rivolgendosi ai carcerati, allibì la Curia, affermando di essere lì, “nella casa del Signore”. Solo che, adesso, la situazione si è capovolta: sono gli imputati, come ha scritto l’Unità, ad andare in Vaticano.

L’on. Berlusconi, - imputato di concussione e prostituzione minorile - infatti, si è recato nella sede papale, non col capo cosparso di cenere ma per accordare, in occasione della celebrazione dell’anniversario dei Patti Lateranensi, nuovi privilegi alla chiesa in cambio della benedizione di Bagnasco e Bertone, eminenti cardinali, che lo assolvano da ogni peccato. Peccatucci veniali, più che altro!

Beati i perseguitati dalla giustizia, perché di essi è il Regno dei cieli”, si legge nel sermone della montagna. Per intanto, gli imputati di turpi reati si presentino ai processi, visto che siamo in terra!

Ma, forse, è più appropriato dire che la chiesa, più che al Concilio Ecumenico che portò una ventata di aria fresca in un ambiente di aria stagnante, è tornata quella di Leone X, della vendita straordinaria d’indulgenze in cambio della vile moneta.

Chi aveva soldi poteva comprarsi un posto in Paradiso.

Ora, si possono acquistare anche deputati.