Il SudEst

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Cronaca semiseria del Risorgimento

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di MARIO GIANFRATE

Il 1848 (I)*

Nel 1848 successe un quarantotto! Anche nel 1948 successe un altro quarantotto. Difatti, quando si afferma: “Qui succede un 48!”, non si sa mai a quale dei due quarantotto ci si riferisca.. La cabala, conscia dell’oggettivo azzardo nel pronunciare quel numero, nel gioco del Lotto indica il “47 morto che parla” quando, invece, il “morto che parla” è, appunto, il 48! Il 47 è solo un morto, un morto muto, un morto morto. Chi ha delle perplessità come san Tommaso – sfidante di Amleto per il titolo di “dubbioso” dell’anno – consulti pure la Smorfia e ne avrà conferma.




Nel 1848 una ventata rivoluzionaria spirò per l’intera Europa – la cara, vecchia Europa! -; spirava talmente poderosa che, chi era sprovvisto di sciarpa e cappotto, si buscò l’influenza con tosse secca, febbre da cavallo e complicanze respiratorie.

Carletto Marx aveva appena conseguito la laurea in Scienze Politiche discutendo una tesi sul Capitale, che già un nuovo spettro, dopo quello di Or-Amlet…

  • Al formaggio o al prosciutto?

  • Cosa?

  • L’omelette, no? O la condiamo solo col pomodoro ch’è più leggera?

  • Meglio alla francese, con un po’ di… Ma ti vuoi togliere dai piedi, brutto muso nero?

  • A me?

  • No, così, per dire! Voglio farmi amico a uno del Nord, uno che conta…

  • Un professore di matematica?

  • Un mezzo analfabeta! L’analfabetismo, oggigiorno, vale più di un titolo di studio!

… Sto citando – per riprendere il discorso inopportunamente interrotto – a memoria dal manifesto del partito comunista scritto nell’anno a due mani da Marx ed Engels: “Un nuovo spettro s’aggira per l’Europa; lo spettro del comunismo!”.

A Palermo, nel gennaio, scoppia l’insurrezione a causa della fuga di gas in un casolare della Vucciaria. Segue Venezia appena sopraggiunta la bassa marea; “Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca” sospira amaramente Daniele Manin, patriota censito, affacciato al Ponte de’ Sospiri. A Napoli il pane non scarseggia ma, gli fa eco Giacomo Rondinella, patriota per meriti artistici acquisiti, “pe’ nuje ca nce chiagnimmo ‘o cielo ‘e Papule, comm’è amaro stu ppane!”.

Pane amaro, dunque, a Napoli. Nelle stesse ore, anche Milano è tormentata dalla carestia e dal razionamento del pane; i primi tumulti si sviluppano in Via Corsia de’ Servi: al “Forno delle Grucce” – rinomato in tutto il Lombardo-Veneto per la produzione di pain carré e, soprattutto, per i famosi “cornetti” a denominazione d’origine padana controllata -. Tra gli insorti si distingue il giovine Renzo Tramaglino…

  • Quando mai! Chi ti fa ripetizione di storia, il Ministro della…

  • E va ‘bbè, chi vuoi che se ne accorga?

… A Milano la rivolta si protrarrà per cinque giorni, difatti passerà alla storia come le “Cinque giornate di Milano”. Il sesto giorno, chiuso per riposo settimanale. Il settimo, combattono sulle barricate solo i meridionali perché al Sud la vita costa meno.

La città di Napoli nel 1943 tenterà di battere il record stabilito dai meneghini ma l’insurrezione porterà alla vittoria in soli quattro giorni – le “Quattro giornate di Napoli” -, anche perché, come lasciò scritto su un foglio appiccicato alla saracinesca della sua officina un meccanico napoletano che l’aveva abbassata anzitempo: “Ho chiuso prima perché per oggi ho guadagnato quanto mi basta!”.

Anche il Piemonte, addormentatosi ai piedi del monte, si muove dichiarando guerra d’indipendenza all’Austria. Ma a Custoza l’esercito reale le prende di santa ragione ed è costretto a firmare l’armistizio.

Un capitolo a sé… Non esageriamo. Qualche rigo in più nocesse est dedicare allo Stato Pontificio laddove, due anni prima, Giovanni Maria Mastai Ferretti era stato eletto papa col nome di Pio IX. Come da consuetudine, concesse un’amnistia che comprese anche i detenuti politici e gli esiliati ma, in un contesto eccitato dalle passioni libertarie, l’atto di clemenza del successore di Pietro viene frainteso e interpretato come un’azione di sostegno alle idee liberali e risorgimentali.

Travolto dagli eventi, è acclamato come il “Papa liberale”. L’on. Malagodi ha sempre sostenuto che Pio IX non ha mai preso la tessera del Pli.

Quando però, nel ’48 Sua Maestà Vittorio Emanuele II chiede l’intervento dell’esercito pontificio – la mano armata di Dio! – nella guerra contro l’Impero austro-ungarico, Giovanni Maria Mastai Ferretti in arte Pio IX, tergiversa. Invia delle truppe che, subito dopo la partenza ritira, facendole rientrare alla base. E suscitando ovviamente la rabbia e la delusione dei liberali che, liberatisi per usare un eufemismo, del Primo Ministro P.Rossi, proclamano la Repubblica. Pio IX, allora, si rifugia a Gaeta, in provincia di Latina.

  • Facciamo geografia?

  • No, turismo!

La Repubblica retta dal triumvirato Armellini, Mazzini e Saffi, in porta Pia Zoff, ha vita breve: durante la difesa contro le truppe francesi , cade Goffredo Mameli, compositore del canto Fratelli d’Italia. Oggidì, per sanare la crisi economica – e morale – che attraversa il paese, si vorrebbe affiancare – o sostituire – l’Inno Nazionale ad altrettanti inni regionali: si inizia con Fratelli d’Italia e si finisce con “All’armi! All’armi! All’armi siam padani / terror dei siciliani”…

Tornato a Roma con l’aiuto, abbiamo detto, di napoleone III, Pio IX contraddistingue il suo atteggiamento reazionario scomunicando i cattolici che avevano aderito ai principi liberali, allegando ad apposita enciclica il “Sillabario”, edizione ridotta del Sillabo, destinata agli alunni delle elementari. Rifiuta ogni relazione con i Governi risorgimentali e, ciliegina sulla torta, fa imprigionare i patrioti che continuano a battersi per l’unità d’Italia. Qualcuno lo farà ghigliottinare, come Monti e Tognetti che, il 24 novembre del 1868 perderanno la testa non per una ragazza, ma perché decapitati

Nei confronti del detto Giovanni Maria Mastai Ferretti, alias Pio IX, è stato avviato regolare processo…

  • Penale?

… regolare processo di beatificazione e – ci auguriamo quanto prima – salirà agli onori dell’altare. Troverà spazio sul calendario come: san Pio IX, protettore dei tagliatori di teste.

*Tratto da: L’ELMO DI SCIPIO, Edizioni dal Sud, Bari, 2009