Il SudEst

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"Occhi di sabbia" alla libreria Roma

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di TITTI AGOSTINACCHIO

Con occhi di sabbia che il tempo sgretola nella clessidra della nostra memoria, volgiamo lo sguardo indietro. Alcuni ricordi rimangono però nitidi e non si frantumano. Così Valeria con la sua leggerezza lirica e scanzonata, ritorna nel nostro mondo e si veste di felicità. Quella felicità gioiosa e frivola tipica delle brave ragazze del sud che col fresco candore dell’età e dei sani principi sognano di riempire la vita con il sapore del vero amore costruito tra i banchi di scuola con il suo tenero innamorato. Così Mario Gianfrate riporta la “sua “storia. Non una delle tante, perché vissuta intensamente sino in fondo, fino ad oggi, anche nel ricordo amaro di un epilogo sconcertante e travolgente come solo le antiche tragedie osano riprodurre.


 

 


La tenerezza lascia lo spazio allo sgomento. Lo sgomento alla rassegnazione della consapevolezza che le nostre vite sono manovrate da invisibili fili cui nessuno può imprimere altre direzioni, anche quando tutto sembrerebbe già scritto. La leggerezza con cui lo scrittore racconta Il suo grande e unico amore, si scioglie nel torpore del tempo trascorso a colmare le ore, i giorni, gli anni, mentre gli splendidi occhi luminosi della ragazza si velano e perdono smalto nella memoria. Nella seconda parte del libro un’altra storia. Quella del soldatino. Un altro ragazzo meridionale che incontra un altro amore nei giorni terribili della guerra, lontano dalla propria gente e dai propri affetti rassicuranti. La nostra guerra. Quella che hanno combattuto i nostri padri non ancora uomini. Entrambe le storie si muovono intorno ad un file rouge comune : il desiderio di appagare il proprio amore e la difficoltà di realizzare il grande sogno. Ad entrambi è stato però concesso un dono:quello di conoscere il sapore dell’amore vero . Fortunati i ragazzi che si amano, anche se la vita non offre a tutti le stesse opportunità. La lettura del romanzo coinvolge pienamente. Improvvisamente ci si trova a canticchiare i Beatles della generazione di Valeria , circondati dalla massa dei giovani che allora si riversavano nelle manifestazioni di piazza, oppure catapultati nei ricordi del Fascismo, della Repubblica di Salò, della Resistenza, tra la povera gente che voleva solo vivere la pienezza della propria gioventù rubata.

Così Rossella Palmieri, il prof. Antonio Leuzzi e Paolo Argese, nella libreria” Roma”, a Bari.hanno reso omaggio al nostro caro amico Mario, già conosciuto nel mondo dell’editorie per i suoi noti romanzi oltre che per l’impegno di storico.

Non meno avvincente la partecipazione dei tre ragazzi del laboratorio teatrale di Locorotondo: Claudia Chiarlà, Filippo Carrozzo e Graziana Petrelli. che hanno recitato le parti più belle ed avvincenti delle due storie.

Complimenti Mario, ci hai regalato momenti di autentica emozione!