Il SudEst

Friday
Oct 19th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Archivio articoli

Fango sul Fasano calcio

Email Stampa PDF

 

di FRANCO LISI

Un dirigente di calcio dai modi spicci mette nei guai la società del Fasano Calcio che milita nel campionato regionale di Eccellenza. Secondo quanto documentato in un audiovideo avrebbe tentato di corrompere un calciatore della squadra avversaria per addomesticare la partita. Insomma una calciopoli paesana in salsa brasiliana.



Perché brasiliano è il giocatore che, non stando al gioco sporco, ha denunciato il corruttore. Questi i fatti, come appaiono. Alla vigilia della partita di domenica 30 gennaio tra il Fasano (che vuole agganciare la zona play off) e il San Paolo Bari (che non vuol farsi risucchiare nella zona play out), il direttore sportivo della società fasanese, dopo un contatto telefonico si incontra con il calciatore Junior De Camargo, difensore della squadra barese ed “ex” eccellente avendo militato fino a qualche mese prima in maglia biancoazzurra. Il giocatore va all’incontro con un registratore. Nella conversazione si parla di soldi, di tremila euro. Il calciatore brasiliano che è in partenza per l’Australia dove, pare, abbia già stipulato un contratto con una società importante, consegna il video al suo presidente della San Paolo Bari, il quale lo gira al presidente regionale della Lega Nazionale Dilettanti. Il presidente Vito Tisci senza neppure visionare l’audiovideo lo deposita senza indugio presso la Procura sportiva. Il video, giovedì 10 febbraio, viene diffuso sul sito di Repubblica. E’ scandalo nazionale. Nel pomeriggio della stessa giornata, il presidente del Fasano, Ninì Flora, convoca una conferenza stampa e annuncia che c’è un’altra verità: quella che emergerà nelle sedi di giustizia sportiva.

Alla partita di domenica 30 gennaio, Junior de Camargo non gioca. L’incontro si conclude per 1-0 a favore del Fasano. Una cosa è certa, il calciatore brasiliano che all’inizio del campionato, come si è detto, ha giocato nel Fasano, a fine novembre era stato fatto fuori dalla nuova dirigenza del presidente Flora e, per di più, era in credito di alcune mensilità dalla precedente dirigenza presieduta dai fratelli Carbone. Insomma il giocatore aveva il dente avvelenato e comunque, prima di partire definitivamente dall’Italia, voleva rientrare nei suoi crediti. La storia andrà avanti. Una storia, in ogni caso, poco edificante che la dice tutta sul marcio sottobosco esistente anche nel calcio dilettantistico.