Il SudEst

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Jan 18th
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La maratona dei beni comuni

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di ADELE DENTICE

Il 13 febbraio partirà la prima maratona virtuale sull’ambiente, organizzata dal movimento Per il Bene Comune, abbraccerà tutta l’Italia per dare spazio alle voci controcorrente, distanti da quel sistema di disinformazione che per conto di terzi ha tutto l’interesse che continui l’attuale stato di cose, senza modifiche sostanziali in un’ottica squisitamente neoliberale e neoliberista.
Partiamo dalla Puglia e da Taranto non a caso , perché questa striscia di terra ha un triste primato , parliamo dei dati sulla diossina, benzopirene , ossidi di carbonio e zolfo e tutti gli altri inquinanti che alterano l’ambiente e soprattutto sono la causa primaria dell’aumento delle malattie oncologiche (addirittura in provincia di Lecce aumentate del 40% pr via dei venti) . L’amministrazione pugliese ha posto il piede sull’accelleratore per raggiungere l’obiettivo 20-20-20 sulle rinnovabili , un lavoro d’immagine, poiché la sovrapproduzione di energia superiore al fabbisogno della popolazione addirittura nel 2009 su dati ENEL la produzione dell’eolico è stata di 1.684.376 MW , non ha frenato l’immissione di CO2 , dal momento che combustibili fossili continuano a bruciare come mostra la centrale di Cerano a Brindisi .



Questa terra che il nuovo medioevo capitalista ha consegnato alle lobbies politico- imprenditoriali è stata colonizzata e sequestrata sotto la menzogna della green economy industriale coadiuvata da una deregolamentazione finalizzata a una realizzazione di impianti; ovunque sono stati autorizzati decine e decine di progetti calpestando vincoli e ogni accortezza pur di favorire speculatori – sviluppatori. Per esempio nel solo 2010 c’è stato un incremento del 50% di impianti di fonti rinnovabili , addirittura in Capitanata (Foggia) del 93% e, in termini di consumo di territorio, danni irreversibili per la sottrazione di suolo agricolo e per l’oltragio ai valori artistici e paesaggistici.E la grande beffa ricade sui cittadini depauperati del territorio senza nemmeno avere una ricaduta in ambito lavorativo dal momento che tutti gli impianti dagli inceneritori agli impianti a biomasse ai mega parchi eolici e fotovoltaici sono tutti in mano alle grandi multinazionali, alle società finanziarie che per pochi spiccioli hanno preso in consegna un territorio che Federico II, in un medioevo diverso dal nostro, chiamò luce di Dio e che oggi viene consegnato, da una classe politica che utilizza la disinformazione e la propaganda per mantenere i propri privilegi, alla voracità cinica di loschi comitati d’affari internazionali.