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Checco Zalone: da “Che bella giornata” al premio del Bif&st

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di MICAELA RICCI

Simbolo della realtà meridionale in tutti i suoi molteplici e a volte folcloristici aspetti, Checco Zalone è diventato uno degli attori cinematografici più visti dell’ultimo mese di programmazione. Il suo nuovo film, dal titolo “Che bella giornata”, del regista Gennaro Nunziante, è stato infatti trasmesso, a partire dal 5 gennaio, in tutte le maggiori sale cinematografiche del paese ed è stato subito un successo dagli incassi incredibili ed inaspettati.



Nei primi soli due giorni di proiezione cinematografica il film ha raggiunto i 7 milioni di euro di guadagno, un importo da record che ha superato le cifre non meno irrisorie di film come “Avatar” o “La vita è bella”. Dopo il primo successo di “Cado dalle nubi” l’attore barese costruisce questa volta una storia ambientata a Milano che vede come protagonisti un addetto alla sicurezza del Duomo, Checco, e una donna musulmana, Farah, decisa a vendicare la morte del padre. In realtà l’intreccio assume toni di grande ironia poichè la vendetta di Farah è rivolta proprio al Duomo e Checco, ignorante e maldestro, diventa inconsapevolmente strumento di tale vendetta attraverso i suoi continui comportamenti sconsiderati e maldestri. L’umorismo espresso attraverso la parlata meridionale, i colpi di scena, le battute pronunciate con una serietà a volte paradossale e la dinamicità del racconto, rendono il film molto divertente e spiritoso. A questo, però, dobbiamo aggiungere la scelta di una tematica molto attuale, quella della diversità, dell’interculturalità e del dialogo tra religioni e culture diverse e, in questo senso, Checco Zalone riesce ad esprimere l’importanza dell’accettazione e del rispetto delle differenze. L’attore barese sembra aver raggiunto una maturazione artistica che lo ha portato dalle sue prime apparizioni a Telenorba e dalle numerose esibizioni sul palco prestigioso di “Zelig”, al suo primo film “Cado dalle nubi” e al successo da record di “Che bella giornata”.

Ma l’uragano Zalone non si è arrestato nemmeno davanti ad un incasso da botteghino di tali dimensioni e, in occasione del Bif&st, prestigioso festival del cinema alla sua seconda edizione (22-29 gennaio 2011), ha ricevuto dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il premio speciale “Numero 1”. La sua lezione di cinema presentata in questa occasione viene trasformata, con ironia ed umiltà, in un’alternanza di battute e di riferimenti alla realtà locale che fa da sfondo al suo film e, in un crescendo di verità, l’attore e il regista Gennaro Nunziante confessano di non voler “smuovere le coscienze” ma di voler solo esprimere la loro natura di giullari che riescono a far ridere e divertire. Certo il successo sembra non aver cambiato lo stile ironico e autoironico dell’autore che confessa, con estrema umiltà, di volersi ritirare in Svizzera per evitare l’inflazione dell’immagine e di preferire Capurso a Roma. In ogni caso il successo di Checco Zalone è la dimostrazione che le nuove generazioni possono, con impegno e determinazione, raggiungere risultati considerevoli e, nel caso dell’attore barese, portare alla ribalta la realtà meridionale, troppo spesso deprecata da politici di basso profilo e da una serie di pregiudizi insensati.